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Natale: psicoterapeuta, regole anti-tentazioni a tavola e sensi di colpa
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"Natale tutta una tentazione. Spesso è la noia che ci fa mangiare più del previsto e ingrassare durante le feste. Ma le tentazioni si possono controllare. Ecco le regole per non andare in sovrappeso durante le festività e per non sentirci poi in colpa per aver davvero esagerato con il cibo'. Ne parla Paola Vinciguerra, psicoterapeuta presidente dell'Eurodap, Associazione europea disturbi da attacchi di panico.

"Cominciamo con l'organizzare un menù che non sia per un pranzo di nozze come al contrario invece accade - afferma la Vinciguerra in una nota - quindi limitiamoci nelle portate e anche per le quantità cerchiamo di essere consapevoli che non saremo 30 a tavola ma forse solo 10. Evitiamo anche, nel cucinare, di appesantire i piatti usando troppi condimenti. Molto spesso l'ansia della padrona di casa porta a super condire le pietanze, per essere certi che sarà sicuramente tutto buono.

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Inoltre dobbiamo ridurre i tempi durante i quali sosteremo seduti a tavola, o quantomeno dobbiamo togliere dal tavolo il cibo. Essere seduti e chiacchierare avendo davanti agli occhi delle cose buone da mangiare ci indurrà a prendere di una pietanza dei piccoli o grandi ma ripetuti assaggi. E' stato dimostrato che il gesto d'impulso nel mangiare è spesso uno dei motivi del sovrappeso. I dolci sempre in giro per la casa, insieme alla frutta secca, sono richiami continui a cui ci rivolgiamo nei momenti di pausa; sono lì che ci inducono in tentazione a cui è difficile resistere".

"Ricordiamoci – dice la psicoterapeuta responsabile dell'Uiap, Unità italiana attacchi di panico, presso la Clinica Paideia di Roma - che rimanere seduti, senza pause per uscire e camminare, oltre a rallentare il metabolismo crea quella sensazione di apatia che ci spinge a cercare nel cibo lo stimolo. Cerchiamo dopo i pranzi e le cene di uscire tutti insieme, andiamo a fare una passeggiata rigorosamente a piedi e possibilmente a passo veloce, il freddo ci aiuterà.

Teniamo anche presente – conclude - che i sensi di colpa che potrebbero sopraggiungere dopo le abbuffate, invece di provocare lo stop al continuare a mangiare possono creare uno stato di disagio e ansia che potremmo cercare di risolvere ancora con del cibo. L'appagamento emotivo rappresentato dal cibo stesso è simbolicamente molto antico e profondo e spesso assume un significato positivo nella ricerca della calma interiore impedendoci però di mettere in atto comportamenti salutari riguardo la nostra alimentazione".

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