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| Perché ci baciamo resta un mistero |
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Gli scienziati proprio non sono riusciti a trovare una linea univoca sui motivi che ci hanno spinto a questa pratica bizzarra: sarà un fenomeno naturale o di natura culturale? Derivante dall'istinto o dall'apprendimento? E quali reazioni scatena nel nostro corpo, dalle estremità fino al cervello? Soprattutto: di che diavolo parliamo quando alludiamo all'atto definito da questo termine infelice?
Parliamo di bacio, semplicemente. Questo gesto, che innesca una forte reazione emotiva e ha un palese significato evolutivo, ha spinto Sheril Kirshenbaum, giornalista scientifica dall'anima pop, a indagare con l'aiuto della biologia e dell'antropologia, delle neuroscienze e della psicologia, quella che l’attrice Mae West, primo sex symbol del cinema americano, chiamava «la firma di un uomo». O di un animale, tanto per cominciare. Perché quando Darwin si convinse che l'uomo fosse il solo a sapere baciare prese un abbaglio grande come una casa. Anche se parrà un brano partorito dalla fantasia di Gianni Rodari, oggi sappiamo che le talpe si strofinano il muso, le tartarughe si danno qualche colpetto con la testa, i porcospini si sfregano il naso (altre parti libere, d'altro canto, non sarà facile trovarne), i criceti si piazzano faccia a faccia, i gatti si leccano, le giraffe intrecciano il collo e diverse specie di pipistrelli usano perfino la lingua. D'ora in poi, vietato affermare: «Baci come un animale». Potrebbe essere scambiato per un complimento.
Più complesso determinare come la prassi si sia affermata fra gli esseri umani. Le teorie sono tante. Secondo il neuroscienziato Vilayanur S. Ramachandran, i nostri antenati, una Forse non sembrerà molto romantico, ma l'amore ha un nome ed è epinefrina (più nota come adrenalina). Certo, se diamo retta ai biologi potremmo invece farci l'idea che a spingerci a baciare siano soprattutto i nostri germi, smaniosi di fare a cambio con i loro consimili. Negli anni Cinquanta un ricercatore del Baltimore City College stabilì che due individui innocentemente dediti a sdilinquirsi nelle ultime file di un drive-in si scambiano 278 colonie di batteri, per quanto innocui al 95%, e questo perché la nostra saliva contiene cento milioni di germi al centimetro cubo. Sarà da qui che avrà origine la cosiddetta filematofobia, ossia "paura del bacio", dietro la quale si nasconde il timore per l'Herpes o per il virus Epstein-Barr, responsabile della mononucleosi o "malattia del bacio"? Nell'ambizione di scoprire quale eco avesse nel nostro corpo lo stucchevole "apostrofo rosa" (così definito da Rostand, l'autore del Cyrano), la Kirshenbaum s'è spinta fino al laboratorio di un neuroscienziato cognitivo, per cercare - con risultati poco rilevanti, va detto - di "vedere" grazie a uno strumento di scansione cerebrale, ossia la macchina della magnetoencefalografia, detta affettuosamente MEG, la reazione di un gruppo di volontari alla visione di qualche bacio in fotografia. S'è arresa con un nulla di fatto. Ci vuole anche un briciolo di mistero. O di poesia, se si preferisce. Quella di uno come E.E. Cummings, ad esempio, che se ne intendeva: «I baci sono un destino migliore della saggezza». Parole sagge che cascano al bacio Tratto da Psiconline.it |




