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Ansia da separazione

ansia da separazioneIl termine è usato in modo impreciso in quanto indica la maggior parte delle volte o la reazione normale o patologica di un bambino separato dal genitore o dalla figura parentale (di solito la figura materna).
La causa alla base di questa esperienza nel successivo sviluppo di un disturbo mentale non ha più significato senza l’interazione di altri fattori che contribuiscono.

Tale stato di ansia deve essere inadeguato al livello di sviluppo e comparire per la prima volta nei primi sei anni di vita. Questo disturbo può avere notevoli conseguenze negative nella vita di tutti i giorni, negli ambiti sociale, emotivo, familiare, fisico e nel contesto accademico e scolare. Per essere diagnosticato come ansia da separazione, il disturbo deve persistere per almeno quattro settimane ed essere presente prima del compimento dei diciott'anni di età.

I soggetti affetti da ansia da separazione hanno di solito un comportamento normale finché sono in presenza del genitore o della figura primaria di attaccamento, ma manifestano intensa ansia nel momento in cui vengono da essa separati. Inoltre tendono ad esprimere paure irrealistiche e persistenti riguardo al verificarsi di eventi catastrofici che li possano separare per sempre dai genitori. Intorno agli 8 mesi, il piccolo non ha ancora una matura comprensione e consapevolezza delle dimensioni spazio e tempo, per cui se la mamma non è fisicamente presente per lui è come se fosse sparita per sempre e pensa che non tornerà più.

I bambini con disturbo d’ansia di separazione temono di essere uccisi o rapiti o di incorrere in qualche grave incidente o malattia se lontani dai genitori, oppure che ai genitori capiti qualcosa di brutto quando sono lontani. Di solito evitano di rimanere soli anche per pochi minuti. Possono manifestare un’intensa riluttanza ad andare a scuola, in quanto ciò comporta un distacco dalla madre o, più in generale, dalla figura primaria di attaccamento.
Il disturbo d’ansia di separazione talvolta può svilupparsi dopo qualche evento di vita stressante (per esempio, la morte di un parente o di un animale domestico, una malattia del bambino o di un parente, un cambiamento di scuola, un trasloco in un’altra zona).

I disturbi d'ansia sono attualmente il tipo più comune di psicopatologia tra i giovani, con un'incidenza che va dal 5% al 25% nel mondo.

Le ricerche sembrano suggerire che il 4.1% dei bambini soffra di ansia da separazione a livello clinico. In circa un terzo di questi casi il disturbo persisterà nell'età adulta se non si procede al trattamento. Si stanno ancora studiando le possibili implicazioni di un'insorgenza precoce del disturbo, e l'eventualità che questo possa rappresentare un fattore di rischio nello sviluppo di problemi mentali nell'adolescenza e in età adulta.

Si presume che una percentuale molto più alta di bambini soffra di una forma lieve di ansia da separazione che per questo non viene diagnosticata. Diversi studi hanno riscontrato una maggiore incidenza del disturbo d'ansia da separazione nelle femmine rispetto ai maschi, e una correlazione tra l'assenza di una figura paterna e un aumentato rischio di sviluppare la condizione nelle femmine.

I sintomi variano nella loro manifestazione individuale, a seconda del contesto, e nella loro intensità. Alcuni sintomi comuni del disturbo includono:

  • Aggrapparsi ai genitori, piangere, prorompere in scoppi d'ira e rifiutare di partecipare ad attività che richiedono la separazione dalla figura di riferimento;
  • Comportamenti di elusione, rifiuto, riluttanza e opposizione nel tentativo di impedire la separazione
  • Difficoltà a dormire in assenza della figura di riferimento; incubi persistenti;
  • Malessere, preoccupazione e paura significativi al pensiero o al momento della separazione;
  • Paura di eventi nefasti che possono accadere a se stessi o alla figura di riferimento dopo la separazione;
  • Sintomi somatici veri o inventati tra cui mal di stomaco, crampi, nausea o emicranie;

Fattori comunemente riscontrati riguardano il comportamento dei genitori. Alcuni esempi sono:

  • Carenze affettive e scoraggiamento dell'autonomia nel bambino;
  • Comportamenti iperprotettivi o intrusivi da parte dei genitori che possono scoraggiare l'indipendenza del bambino e corroborare la dipendenza dai genitori;
  • Fattori genetici - alcuni studi hanno mostrato che bambini le cui madri soffrono di disturbi d'ansia sono più a rischio di sviluppare il disturbo d'ansia da separazione rispetto a quelli le cui madri non soffrono di disturbi ansiosi;
  • Locus of control (luogo di controllo), fenomeno che ruota attorno alla percezione da parte di un individuo della capacità di controllare gli eventi della sua vita tramite i propri comportamenti e le proprie azioni;
  • Relazioni di attaccamento con genitori e tutori che mostrino un atteggiamento ansioso o insicuro;
  • è stato dimostrato che queste particolari relazioni creano sentimenti di vulnerabilità, paura della solitudine e ansietà cronica.

I metodi di valutazione comprendono colloqui diagnostici, auto-osservazione da parte dei genitori e del bambino, osservazione dell'interazione tra genitori e bambino, e valutazione specialistica per i bambini in età prescolare. È di vitale importanza investigare e comprendere le varie sfaccettature dello sviluppo del bambino tra cui la vita sociale, le abitudini alimentari, gli orari del sonno, eventuali problemi di salute, esperienze traumatiche vissute, e un'anamnesi familiare di disturbi mentali o di ansietà.

Il tipo di trattamento va scelto a seconda dell'età del soggetto: in età adulta, l'intervento elettivo è la psicoterapia individuale; nel caso dei bambini, invece, è bene lavorare con tutta la famiglia, sia per sostenere i genitori sia per comprendere qual è il significato che il disagio del piccolo assume nel suo ambiente di vita. Il disturbo d’ansia di separazione può essere efficacemente affrontato con un trattamento psicoterapeutico, di tipo cognitivo comportamentale, spesso anche di breve durata ma che deve necessariamente coinvolgere anche i familiari. Solitamente non sono indicati gli psicofarmaci, tantomeno gli ansiolitici, che possono indurre dipendenza e assuefazione.

Il disturbo, se non risolto, può protrarsi in età adulta e manifestarsi in una forma diversa, ad es. attraverso un disturbo da attacchi di panico, agorafobia, ansia generalizzata, ecc..

 

Per Approfondimenti:

  • wikipedia.org
  • medicitalia.it
  • Lessico dei termini psichiatrici e di salute mentale Ed. Centro Scientifico

 

(A cura della dottoressa Alessandra Antonacci)

 

 

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