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Disturbo paranoide di personalità

Disturbo paranoide personalitàLa parola “personalità” descrive modelli radicati di comportamento e modalità con cui gli individui percepiscono, si rapportano e pensano a sè stessi e al mondo circostante.

I “tratti” di personalità sono invece caratteristiche cospicue di personalità e non sono necessariamente patologici, anche se alcuni tratti più specifici, possono determinare problemi interpersonali.

I disturbi di personalità sono invece modelli permanenti di esperienze interne e comportamenti che si scostano notevolmente dalle aspettative della cultura di un individuo.

Si presentano come rigidi, inflessibili, maladattivi e di una gravità tale da causare notevoli danni al funzionamento globale dell’individuo.

Il disturbo paranoide di personalità è caratterizzato da una tendenza ingiustificata ad interpretare le azioni di altre persone come minacciose e malevoli.

Solitamente si sviluppa durante l’età adulta, e si manifesta con un senso di diffidenza e un sospetto ingiustificato che rende persistente l’erronea interpretazione delle intenzioni altrui come malevoli.

Le persone con disturbo paranoide di personalità non sono in grado di riconoscere i propri sentimenti negativi verso gli altri, ma difficilmente perdono completamente il contatto con la realtà.

Difficilmente tendono a fidarsi dell’altro per paura di esserne sfruttato o tradito. Spesso interpretano erroneamente osservazioni e comportamenti innocui da parte degli altri e possono accumulare un risentimento infondato per una durata irragionevole.

Dal punto di vista sintomatologico, il disturbo paranoide di personalità è caratterizzato dalla presenza di sospettosità, preoccupazione costante per motivi anche futili, sensazione di essere sfruttato da altri, incapacità a collaborare, isolamento sociale, una scarsa immagine di sé, distacco ed ostilità.

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Le persone con questo disturbo presentano tipicamente una forte necessità di sentirsi auto-sufficienti, sono rigide e spesso litigiose.

A causa dell’evitamento di relazioni di vicinanza con gli altri, possono apparire come freddi e calcolatori. Di solito il disturbo si manifesta prevalentemente negli uomini piuttosto che nelle donne.

Da un punto di vista eziopatogenetico, la causa specifica di questo disturbo è ancora sconosciuta. Sembra essere più comune nelle famiglie in cui è già presente un disturbo psicotico, come la schizofrenia, o un disturbo delirante, suggerendo così un’eventuale trasmissione genetica che ne aumenta la predisposizione.

Il disturbo paranoide di personalità può inoltre essere il risultato di esperienze infantili negative promosse da un’atmosfera domestica minacciosa.

Può essere “indotto” dalla presenza di una furia parentale estrema ed infondata che determina l’insorgenza di profonde insicurezze infantili.

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Il trattamento del disturbo si considera fondamentale per il controllo della paranoia, ma è molto difficile da applicare in quanto il soggetto può essere sospettoso nei confronti del clinico.

Senza trattamento questo disturbo evolve solitamente verso la cronicità; i farmaci e la terapia sono approcci comuni ed efficaci nella gestione del disturbo.

Le conseguenze sociali, quando è presente un grave disturbo mentale, riguardano la rottura degli equilibri familiari, la perdita di occupazione e, nei casi più estremi, anche della casa.

I farmaci per il disturbo paranoide di personalità non sono generalmente incoraggiati, in quanto possono contribuire ad un più elevato senso di sospettosità che, in ultima analisi, può portare al ritiro del paziente dalla terapia.

Sono tuttavia suggeriti per il trattamento di condizioni specifiche del disturbo, come ad esempio ansia o deliri gravi, proprio perché sintomi che alterano il normale funzionamento.

Il Diazepam, appartenente alla famiglia delle benzodiazepine, secondo la letteratura, si è rivelato efficace se il paziente soffre di una grave ansia o agitazione che interferisce con il funzionamento quotidiano.

Tra gli antipsicotici, la tioridazina e l’aloperidolo, si rivelano appropriati qualora il paziente assume comportamenti agitati o pensieri deliranti tali da provocare un danno a sé stesso o agli altri.

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La psicoterapia rappresenta invece il metodo più promettente per il trattamento del disturbo paranoide di personalità.

Le persone con questo disturbo hanno infatti spesso problemi radicati con il funzionamento interpersonale tale da richiedere una terapia intensa.

Una forte relazione terapeuta-cliente offre infatti il maggior beneficio per le persone con tale disturbo, ma è estremamente difficile da stabilire a causa del drammatico scetticismo dei pazienti affetti da tale condizione.

Le persone con disturbo paranoide di personalità raramente iniziano il trattamento e spesso, quando capita, lo interrompono prematuramente.

Allo stesso modo, la creazione della fiducia nel terapeuta da parte del cliente è molto complessa da mantenere a causa dell’elevata sospettosità.

La maggior parte dei pazienti con questa malattia presenta infatti sintomi per tutta la durate della loro vita, necessitando di una terapia costante, la quale, purtroppo, fatica a prendere forma.

Tratto da PsychologyToday

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro) 

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