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Disturbo reattivo dell’attaccamento

disturbo reattivo attaccamentoIl disturbo reattivo dell’attaccamento è una condizione in cui un bambino o un figlio non riesce a formare un legame con i genitori o tutori, a causa di un inadempimento o un maltrattamento precoce.

Si presenta come un disturbo raro con sintomi che possono imitare altre condizioni, per cui è importante che il bambino sia valutato da uno specialista per ottenere la corretta diagnosi e trattamento.

Qualora ciò dovesse venire a mancare, il disturbo reattivo dell’attaccamento può persistere per anni e avere un effetto permanente sullo sviluppo emotivo e sui futuri rapporti adulti.

Dal punto di vista sintomatologico, i neonati affetti da tale condizione sembrano tristi, spaventati, irritabili, timorosi e non rispondono all’essere presi in braccio o confortati; non mostrano alcune interesse verso il gioco o qualsiasi tipo di interazione sociale.

Secondo un’analisi della letteratura, i bambini con disturbo reattivo dell’attaccamento possono presentare disordini multipli, manifestare comportamenti problematici, scarse abilità sociali e avere punteggi intellettivi (QI) inferiori rispetto alla media.

I neonati e i bambini che sviluppano il disturbo solitamente non hanno ricevuto le cure necessarie, sia fisiche che emotive, da parte dei propri genitori.

Crescono in un ambiente in cui la “trascuratezza” rappresenta la normalità; anche se la maggior parte di essi può, in ultima analisi, riuscire a sviluppare rapporti saldi e intimi, nonostante le varie forme di maltrattamento e abbandono precoce, alcuni non riescono a farlo.

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Il rischio di sviluppare il disturbo reattivo dell’attaccamento è superiore alla media nei bambini e bambine che hanno una madre con depressione post-partum, o che vivono in orfanotrofi o altre istituzioni, se sono stati separati dai genitori per un lungo periodo di tempo o se hanno genitori trascuranti e maltrattanti.

Rispetto al trattamento è importante rivolgersi ad uno psicoterapeuta o psicologo specializzato nell’ambito infantile, soprattutto ai fini di una corretta valutazione diagnostica.

Molto spesso, i sintomi del disturbo reattivo dell’attaccamento si riducono o scompaiono completamente quando il bambino viene spostato in un ambiente familiare amorevole e supportivo, nel quale i genitori si rendono disponibili emotivamente e riescono a rispondere alle esigenze del bambino.

Non esistono terapie specifiche per curare i disordini dell’attaccamento, ma poiché i bambini con tale condizione hanno spesso problemi multipli, la terapia si rende fondamentale per trattare le condizioni coesistenti.

In alcuni casi, la terapia familiare basata sull’attaccamento (Attachment-based family therapy, ABTF) può aiutare i bambini e gli adulti a “guarire” i modelli relazionali disfunzionali, rinforzando il legame bambino-genitore.

Questa forma specifica di terapia non deve essere confusa con trattamenti non convenzionali, scientificamente non validati e potenzialmente dannosi.

Tratto da Psychology Today

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)

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