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Falsi ricordi

falsi ricordiI falsi ricordi esistono, gli americani li chiamano confabulation, sono ricordi non autentici, che possono essere totalmente inventati o possono derivare da altri ricordi reali parzialmente alterati; inoltre, un falso ricordo può crearsi per aggregazione: da varie memorie distinte possono essere estrapolati frammenti che nella mente umana vengono ricombinati insieme.

La memoria, quindi, è tutto tranne una fotografia oggettiva di eventi reali, ci è sufficiente sapere che la realtà è intrinsecamente e definitivamente soggettiva e che, da un punto di vista assoluto, ogni memoria è "falsa".

Lo psicologo Daniel Berlyne definisce il falso ricordo la «falsificazione di un ricordo che avviene in buona fede, anche a causa di un'amnesia"; Berlyne fa una diversa classificazione dei falsi ricordi, suddividendoli in due categorie principali:

  • falsi ricordi "momentanei" (o "provocati") - Vengono incoraggiati da un'indagine insistente sulla memoria del soggetto; sono memorie che possono formarsi dall'unione di ricordi autentici per i quali c'è confusione a livello cronologico. In questa tipologia rientrano i ricordi impiantati per suggestione.
  • falsi ricordi "fantastici" (o "spontanei") - Spesso nascono da idee stravaganti, ma possono essere convinzioni salde per chi li manifesta.

Un'ulteriore sottocategoria dei falsi ricordi sono i ricordi impiantati per suggestione, che nascono su influenza di esterni. Per esempio, una persona può suggestionarne un'altra inducendola a ricordare un avvenimento mai accaduto, fino a impiantare nella sua mente un ricordo che può essere anche molto ben articolato e dettagliato. La misura dell'influenza di simili interventi dipende soprattutto dalla persona suggestionata e, molto spesso, dalla fiducia incondizionata che questa nutre nei confronti di chi le ha suggerito quel falso ricordo.

Tra le principali cause psicologiche che possono incoraggiare la formazione di falsi ricordi si possono elencare:
l'influenza di persone care o autorevoli, per le quali si nutre stima e fiducia; un esempio può essere l'esperienza di Jean Piaget, importante psicologo infantile. Il primo ricordo di Piaget era di essere stato sequestrato all'età di due anni. Di questo episodio l'uomo ricordava diversi dettagli: si rivedeva in carrozzina mentre la sua baby-sitter si difendeva contro il delinquente; ricordava i graffi sul viso della donna e il poliziotto che con un bastone bianco aveva inseguito il rapitore. La storia era confermata dalla tata, dalla famiglia e da altri che ne erano a conoscenza. Piaget era così convinto di ricordare l'evento. In realtà, il tentato sequestro non era mai avvenuto: infatti, tredici anni dopo il presunto tentativo di rapimento, la prima tata di Piaget scrisse a suoi genitori per confessare di aver inventato l'intera storia. In seguito Piaget scrisse: «Devo dunque aver sentito, da bambino, il resoconto di questa storia... e devo averlo proiettato nel passato nella forma di una memoria visiva, che è la memoria di una memoria, ma è falsa".

una terapia insistente e suggestiva per recuperare ricordi perduti, come la RMT (recovered memory therapy) o anche l'ipnosi (anche se non è detto che i ricordi recuperati in seguito ad una terapia siano necessariamente falsi); infatti, se un terapista esercita pressione su un paziente o gli suggerisce puntualmente dei particolari nel momento in cui questi tarda a rispondere, allora il terapista può essere il responsabile della costruzione di un falso ricordo; infatti, il paziente, incalzato dalle domande, può sentirsi obbligato a completare il ricordo, arricchendolo così di particolari irreali, come ha dimostrato anche Frederic Bartlett. Al termine di questo processo, è possibile che il paziente dimentichi l'origine dei particolari aggiunti e si convinca della genuinità del falso ricordo. Di conseguenza, coloro che lavorano nel settore della salute della mente devono essere consapevoli dell'enorme influenza che potrebbero esercitare sui loro pazienti, influenza che non può essere stimata con certezza e che varia da individuo a individuo. I terapisti devono quindi agire con moderazione e cautela in situazioni in cui l'immaginazione è utilizzata come supporto per recuperare memorie presumibilmente perse.

Bisogna sottolineare che il soggetto che ha un falso ricordo non mente quando lo esprime ad altri come se fosse vero: anzi, è assolutamente in buona fede, in quanto - almeno nella sua mente - quel dato evento si è effettivamente verificato.

Riassumendo, un falso ricordo può essere:

  • totalmente inventato; un evento immaginato con grande ricchezza di particolari può lasciare nel cervello una traccia molto simile a quella di un avvenimento realmente accaduto, e questo spiega la difficoltà della distinzione tra memorie reali e falsi ricordi.
  • formato sulla base di un ricordo autentico, alterato;
  • formato per aggregazione di frammenti di altri ricordi, che vengono confusi e mischiati. Questi ricordi possono concernere avvenimenti accaduti in tempi diversi, ma nel "ricordo ricombinato" si neutralizza il dato temporale di ogni frammento, e la memoria inventata viene percepita integra, come se si fosse realizzata in un unico momento;
  • indotto da un sogno piacevole che dopo tempo viene erroneamente considerato un'esperienza reale;
  • indotto dall'ipnosi; nel caso dell'ipnosi un terapista deve essere particolarmente cauto, perché essa crea facilmente confusione e mescolanza tra ricordi autentici e invenzioni del paziente: il ricordo ricostruito può corredarsi di particolari sgradevoli e dolorosi, che possono avere un forte impatto sul paziente, che ne soffre come il falso evento ricostruito sia realmente avvenuto.

La nostra memoria è molto più malleabile di quanto siamo disposti ad ammettere. Quando una figura d'autorità afferma che abbiamo vissuto un avvenimento, la maggior parte di noi trova difficile negarlo e inizia a riempire le lacune mediante l'immaginazione. Dopo un po' diventa quasi impossibile distinguere la realtà dalla fantasia, e cominciamo a credere alla menzogna . L'effetto è così potente che talvolta non è nemmeno necessaria la voce dell'autorità per ingannarci. A volte siamo perfettamente capaci di prenderci in giro da soli.

 

Per Approfondimenti:

  • wikipedia.org
  • La sindrome dei falsi ricordi Ed.Franco Angeli

 

(A cura della dottoressa Alessandra Antonacci)

 

 

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