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La vergogna: un'emozione nascosta, contagiosa e pericolosa

La vergogna può divenire un'emozione pericolosa quando viene sperimentata come schiacciante; oltre a sentimenti di invidia, collera, rabbia, tristezza, depressione e senso di vacuità, la vergogna può influenzare negativamente il modo in cui ci si vede e percepisce.

vergogna EmozioneCome emozione auto-cosciente, la vergogna ci informa su uno stato interno di inadeguatezza, indegnità, disonore o rimpianto di cui gli altri potrebbero o meno essere consapevoli.

Un'altra persona, circostanza, o situazione può provocare vergogna in noi, ma anche una sensazione di fallimento per non essere riusciti a soddisfare un proprio ideale o standard, indipendentemente dal fatto di essere perfezionisti.

Il “potere” nella relazione terapeutica

Nonostante si possa pensare che vi sia uno squilibrio di potere all'interno della relazione terapeutica, in realtà il terapeuta non esercita un maggiore potere nei confronti del paziente, in quanto sono due persone che, con abilità diverse, collaborano per raggiungere insieme degli obiettivi terapeutici.

potere paziente terapeutaQuanto seguirà all'interno del presente articolo può applicarsi a tutti quegli adulti che si trovano all'interno di un relazione psicoterapeutica. Per motivi evidenti, questo non può essere applicato ai minori.

Molti adulti in terapia offrono e “concedono” apparentemente un grande potere ai propri terapeuti; ciò spesso determina una percezione de potere differente all'interno della relazione, così che il terapeuta sembri possedere un maggior potere e controllo rispetto al paziente.

La Self-Disclosure del terapeuta

Secondo una recente ricerca il paziente trova utile una condivisione delle informazioni da parte del terapeuta in quanto percepisce una disponibilità che influenza ed aumenta l'alleanza terapeutica.

self disclosure terapeutaQuando si parla di self-disclosure, termine traducibile con “rivelazione di sé o autorivelazione”, si fa riferimento ad un concetto entrato da poco a far parte del mondo psicoanalitico, il quale indica uno svelamento cosciente e voluto, da parte del terapeuta, di qualche aspetto di sé al paziente.

Freud, Jung e i loro Complessi

Secondo il filosofo Smith, il quale ha analizzato e studiato la profonda amicizia tra Freud e Jung, è stata una combinazione di lesioni narcisistiche e rabbia inconscia, ossia i loro Complessi, ad averli violentemente distrutti.

Freud Jung complessiRecentemente, il Dottor William Todd Shultz, Professore di psicologia presso l'Università dell'Oregon, ha concluso, in un suo recente articolo, che la ragione psichiatrica della rottura tra Sigmund Freud e Carl Gustave Jung aveva a che fare con la loro omosessualità repressa.

Il paziente e la relazione terapeutica

Quello che il paziente fa nella stanza con il terapeuta rivela modelli di relazione permanente, e nel rapporto terapeutico, questi modelli possono essere riconosciuti, compresi, e rielaborati.

relazione paziente terapeutaLe figure genitoriali, meglio conosciute, in un'accezione psicoanalitica, con il termine di “figure di attaccamento”, costituiscono i modelli per le nostre relazioni successive.

Di conseguenza, sviluppiamo la tendenza a ripetere i modelli dei nostri rapporti per tutta la vita; poiché sono presenti sin dall'inizio, questi modelli possono essere invisibili, ma riescono comunque a plasmare il nostro “destino”.

Trauma e resilienza

Secondo il Dottor Brown esistono fattori protettivi e fattori di rischio che possono favorire un migliore o peggiore processo di recupero in seguito ad un trauma; in sostanza, l'essere traumatizzati varia in base alle capacità dell'individuo di dimostrarsi resiliente.

trauma resilienzaA seconda della persona, il termine trauma può evocare immagini vivide di ogni genere, producendo forti sensazioni, emozioni, e reazioni all'esperienza traumatica.

L'essere traumatizzati può variare in base alle capacità di un individuo di dimostrarsi resiliente.

La compliance nella relazione paziente-psichiatra

La complessa relazione tra realtà interna ed esterna, fonte di interesse e controversie in psichiatria, è salita in primo piano allo scopo di comprendere meglio l’integrazione di una terapia psicofarmacologica con pazienti affetti da severi disturbi di personalità e disturbi alimentari.

compliance relazione paziente psichiatraAll’interno del presente studio, gli autori si sono focalizzati sulla relazione tra le teorie psicodinamiche attuali e il miglioramento della compliance nel caso di una terapia psicofarmacologica per determinate popolazioni di pazienti.

Danzaterapia e disturbi del comportamento alimentare

La danzaterapia potrebbe risultare utile nel trattamento di soggetti con disturbo alimentare, poiché imparando ad esprimere sé stessi attraverso il movimento si potrebbe raggiungere una migliore connessione tra la mente e il corpo.

danzaterapia doisturbi alimentariÈ un fatto ben noto che il movimento faccia bene al corpo e alla mente.

Le stesse endorfine che ci fanno sentire meglio dopo l'attività sportiva, sono le stesse che ci aiutano a concentrarci e dormire meglio, fornire un apporto energetico, divenendo così anche importanti nell'affrontare le sfide emotive e mentali della vita.

Psicodinamica e pratica clinica

L'utilizzo di una prospettiva psicodinamica individuale, all'interno della pratica clinica, è fondamentale per riconoscere i sintomi che si celano dietro la persona, e la persona che si cela dietro i sintomi.

psicodinamica pratica clinicaIn un mondo in cui esistono innumerevoli trattamenti per la malattia mentale, la psicoanalisi e la psicoterapia psicodinamica sembrano aver perso la loro precedente prominenza.

La comprensione condivisa in terapia

Secondo il Dottor Shedler, la comprensione condivisa è un elemento centrale in terapia, in quanto la problematica non può essere compresa solo dal paziente o dal terapeuta, poichè è qualcosa che si sviluppa insieme e trascende ciò che ognuno, preso singolarmente, riesce a capire da solo.

comprensione condivisa terapiaAll'interno del presente articolo, il Dottor Jonathan Shedler, Professore Associato presso la University of Colorado School of Medicine e Direttore di Psicologia presso il Dipartimento di Psichiatria, avendo insegnato presso molte scuole di psicoterapia, sottolinea l'importanza di non imporre mai il proprio modello ai pazienti.

Il significato del sorriso nella relazione paziente-terapeuta

Perchè alcuni pazienti ridono o sorridono mentre raccontano la propria esperienza traumatica? È una modalità conscia o inconscia di difendersi o difendere il terapeuta? Qual è il significato che si cela dietro di esso? Come può interpretarlo il terapeuta?

sorriso paziente terapeutaLa Dottoressa Lisa Ferentz, psicologa e psicoterapeuta, fondatrice dell'Institute for Advanced Psychotherapy Training and Education, ha raccontato come all'interno della pratica clinica diversi pazienti abbiano spesso condiviso ricordi fortemente traumatici legati all'abuso infantile.

La peculiarità di ciò, riguarda il fatto che la Dottoressa Ferentz ha notato come tali racconti fossero accompagnati da risate e sorrisi.



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