Pubblicità

Autolesionismo e disturbi del comportamento alimentare

Relazioni familiari problematiche e autolesionismo come fattori di rischio predispondenti al comportamento suicidario in pazienti affetti da disturbo del comportamento alimentare.

autolesionismo DcaUna nuova ricerca effettuata presso il Dipartimento di Psichiatria infantile dell’Ospedale Universitario di Motol, Praga, ha delineato la relazione psicopatologica tra l’autolesionismo e il comportamento suicida in pazienti affetti da disturbi alimentari.

Rispetto a tale comorbidità, la letteratura, ha evidenziato che il comportamento suicida e l’autolesionismo sono aspetti spesso riscontrati sia in bambini che adolescenti con un disturbo del comportamento alimentare.

I risultati possono ovviamente diversificarsi in base ad alcune caratteristiche psicopatologiche, come la tipologia del disturbo (anoressia nervosa e bulimia nervosa), la durata di esso, la presenza di altre malattie mentali, quali depressione, disturbi di personalità o abuso di sostanze.

Il suicidio è una delle principali cause di morte sia nell’anoressia che nella bulimia nervosa, ed è definito come una morte autoindotta con l’evidente intento di procurarsi la morte.

Non solo il suicidio, ma anche un comportamento suicida incompiuto, ha un forte impatto sugli individui e sul funzionamento dell’intero sistema familiare.

Tali situazioni richiedono interventi specifici da parte di esperti. Recenti studi hanno mostrato un’elevata prevalenza di suicidio in soggetti con anoressia nervosa; il tasso di prevalenza in tale popolazione clinica ha una percentuale compresa tra il 3 e il 20%.

Per esempio, Bulik et all., esaminando la prevalenza dei tentativi di suicidio nell’anoressia nervosa, hanno riscontrato che il 16,9% di tali pazienti ha tentato il suicidio almeno una volta durante la propria vita.

L’esaminare il comportamento suicida e l’autolesionismo in pazienti adolescenti affetti da disturbo alimentare è quindi clinicamente rilevante in virtù del maggiore rischio di un comportamento suicida in età adulta.

L’autolesionismo è invece associato a comportamenti consapevoli e intenzionali, e spesso viene ripetuto senza una motivazione suicida consapevole, ma con un impatto gravemente letale.

È spesso riferito alla “sindrome da autolesionismo intenzionale”, come ad esempio, tagliarsi con un rasoio, raschiarsi con un oggetto acuto, procurarsi bruciature con le sigarette, ma vi sono forme che sono specificamente associate con il disturbo del comportamento alimentare, come ad esempio, farsi docce gelide, attività fisica estrema, serrarsi la vita con bande, e ingoiare oggetti.

La sindrome da autolesionismo intenzionale si presenta spesso nei casi di disturbo alimentare, sia nella forma familiare di tagliarsi o nel procurarsi un’overdose di farmaci, che è, in senso diagnostico, spesso classificata come un tentativo di suicidio.

Psicologi in evidenza
Dottor Marco Zanghì
Via Scite, 3 - MESSINA
Cell: 334 2717738
Dottoressa Maria Clara Cortellazzi
Viale S. Kasman, 15 Chiavari - GENOVA
Cell: 391 4947113

L’autolesionismo ricorre in maniera frequente (30%-40%) in pazienti con una diagnosi clinica di disturbo alimentare e la condizione somatica delle pazienti è un’importante fattore da considerare sia per l’autolesionismo che per il comportamento suicida.

Gli obiettivi del presente studio sono quelli di identificare le associazioni tra disturbi alimentari, comportamento suicida e autolesionismo in bambini e adolescenti, valutando sia il contesto familiare di appartenenza, sia la presenza di una storia psichiatrica familiare, al fine di rilevare la presenza di comorbidità rispetto al comportamento suicida e autolesionista in queste pazienti.

In totale, sono state reclutate 47 ragazze con età compresa tra gli 11 e il 18 anni (età media 15). Il gruppo è stato valutato attraverso l’utilizzo di interviste semistrutturate sia psicologiche che psichiatriche, focalizzando l’attenzione sui sintomi del disturbo alimentare, sulla comorbidità psicopatologica, sulla presenza di comportamento suicida e autolesionismo, sul contesto familiare e attuale livello di stress.

Le interviste sono state effettuate anche con i genitori al fine di ricavare la storia familiare.

Dall’analisi dei risultati emerge che il disturbo prevalente all’interno del campione è l’anoressia nervosa in una percentuale del 77%; il 17% presentava anoressia nervosa atipica e il 6% presentava bulimia nervosa.

La durata media del disturbo alimentare prima dell’ospedalizzazione era di circa 14 mesi. Rispetto alla presenza di comorbidità, la depressione era presente nel 72% delle pazienti, sintomi ossessivi-compulsivi in una percentuale nettamente minore, 11%, disturbi d’ansia nel 9% delle pazienti, e abuso di sostanze nel 23% del gruppo.

Rispetto alla descrizione della famiglia e valutazione dello stress corrente, il contesto familiare delle pazienti appare problematico.

All’interno del gruppo, 21 pazienti presenta genitori divorziati: il 47% vive in una famiglia con entrambi i genitori biologici, il 36% con un solo genitore biologico (la madre) e il 13% con un genitore biologico e il suo/sua compagna.

L’esperienza soggettiva dello stress è risultata correlata al disturbo mentale in 38 pazienti, ai problemi familiari in 27 pazienti, e a problemi nelle relazioni con i pari in 6 pazienti.

Gli autori sottolineano che i fattori di stress erano spesso combinati tra loro.

Rispetto al comportamento suicida, questo è stato osservato nel 60% dei casi: l’ideazione suicidaria presentava una percentuale del 47%, tendenze suicide con organizzazione e preparazione del comportamento suicida nel 4% dei casi, e tentativi di suicidio nel 9% dei casi.

L’autolesionismo occorreva nel 49% del campione con una prevalenza di comportamenti inerenti al procurarsi dei tagli sul corpo.

Dall’analisi dei risultati emerge pertanto elevata la comorbidità psicopatologica con il disturbo del comportamento alimentare.

Questa è tipicamente connessa a depressione, sintomi ansiosi, sintomi ossessivi-compulsivi e abuso di sostanze.

All’interno del presente studio la comorbidità più frequente riguardava la depressione e la metà delle pazienti presentava inoltre uno sviluppo disarmonioso della personalità.

L’occorrenza del comportamento suicida è stato osservato in più della metà del campione, particolarmente per la presenza di seri pensieri suicidi, così come un’organizzazione dell’attività suicida e tentativi di suicidio realizzati.

L’elevata prevalenza del comportamento suicida in pazienti con disturbi alimentari è consistente e in linea con la letteratura attuale e precedente.

Psicologi in evidenza
Dottor Edoardo Guerrieri
Via Roma, 34 Empoli - FIRENZE
Cell: 338 3753458
Dottoressa Tiziana Casazza
Via Giambellino, 26 - MILANO
Cell: 347 7917019

È pur vero che il comportamento suicida è spesso associato a sintomi depressivi, ma tuttavia, è anche spesso significativamente collegato ai sintomi del disturbo alimentare.

Come motivazioni sottostanti tali atteggiamenti le ragazze hanno riferito di non tollerare l’essere costrette a mangiare, il trattamento e la paura di “diventare grasse”.

Spesso hanno asserito “se io aumento di peso, allora la mia vita sarà inutile per me. Io non sono niente, quindi meglio non esistere affatto”.

La letteratura suggerisce che il comportamento suicida è strettamente connesso all’autolesionismo, in cui non vi è l’obiettivo diretto di procurarsi la morte ma rappresenta il maggiore fattore di rischio per il comportamento suicida.

Il presente studio conferma questo collegamento: l’autolesionismo occorre in almeno metà delle pazienti del gruppo e queste pazienti mostrano un incremento statisticamente significativo del rischio di attuare un comportamento suicida.

Lo studio ha inoltre evidenziato che i disturbi del comportamento alimentare sono associati sia al comportamento suicida che ai conflitti familiari. Questi due fattori si influenzano reciprocamente.

Per una buona pratica clinica, gli autori raccomandano che durante la valutazione di bambini e adolescenti con disturbi alimentari, i pediatri, gli psichiatri e gli psicologi, devono considerare seriamente il rischio potenziale dell’autolesionismo e del suicidio.

 

Tratto da “Eat Disorder”

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)

 

  |   Letto: 3345 volte
Pin it


Potrebbero interessarti anche....

Il Sè sessuale

Il concetto di Sè sessuale fa riferimento alle modalità con cui si pensa a sé stessi come esseri sessuali e si sviluppa sia in risposta alle interpretazioni soggettive delle esperienze sessuali che dai feedack provenienti dal mondo esterno. L'individualità sessuale è defini...

Il Sé nell'altro: la paranoia

Le sfumature della paranoia: Persecuzione, megalomania ed erotomania. Nancy McWilliams e la concezione psicoanalitica. Una nuova comprensione della paranoia come sindrome psichiatrica è stata acquisita negli ultimi anni, grazie anche al pensiero psicoanalitico contemporaneo. Il manuale diagnostico e ...

Disturbo bipolare: sintomi e opzioni di trattamento

Il disturbo bipolare è un disordine caratterizzato da spostamenti insoliti nell'umore, nell'energia, nei livelli di attività e nella capacità di svolgere compiti quotidiani. I sintomi del disturbo bipolare sono abbastanza gravi; oscillano da livelli bassi ad alti, e la sintomatologia pu&...

La teoria della separazione

La teoria della separazione integra i sistemi psicoanalitici ed esistenziali del pensiero, mostrando quanto il dolore interpersonale precoce e l'ansia di separazione, e in seguito, l'ansia di morte, portino alla formazione di forti difese psicologiche. “La teoria della separazione è integrativa ...

Copyright © 2018 Psicologi Italiani. Tutti i diritti riservati. Psiconline srl. - P.IVA 01925060699 - web design - web agency -

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Accedendo acconsenti all'utilizzo dei cookies in accordo con la politica e regolamentazione vigente in materia di cookies e privacy. - ULTERIORI INFORMAZIONI

Cookie e relative funzionalità

A seconda dei singoli obiettivi, si utilizzano cookie differenti.
Di seguito viene fornito un elenco dei tipi di cookie più diffusi e degli scopi per cui vengono utilizzati.

Cookie di sessione
I cookie di sessione vengono archiviati temporaneamente nella memoria del computer durante l'esplorazione di un sito, ad esempio, per tenere traccia della lingua scelta. I cookie di sessione rimangono memorizzati nel computer per un breve periodo di tempo. Vengono infatti eliminati non appena l'utente chiude il browser Web.

Cookie permanenti o traccianti
I cookie permanenti salvano un file sul computer per un lungo periodo di tempo. Questo tipo di cookie possiede una data di scadenza. I cookie permanenti consentono ai siti Web di ricordare informazioni e impostazioni alle successive visite degli utenti, rendendo così l'esplorazione più pratica e rapida, poiché, ad esempio, non è più necessario effettuare l'accesso.
Alla data di scadenza, il cookie viene automaticamente eliminato quando si effettua il primo accesso al sito Web che lo ha creato.

Cookie di prime parti
Questi cookie vengono impostati dai siti Web stessi (con dominio uguale a quello indicato nella barra degli indirizzi del browser) e possono essere letti solo da tali siti. Vengono comunemente utilizzati per archiviare informazioni quali le preferenze, da utilizzare alle successive visite al sito.

Cookie di terze parti
Questi cookie vengono impostati da domini diversi da quello indicato nella barra degli indirizzi del browser, ovvero da organizzazioni che non corrispondono ai proprietari dei siti Web.
I cookie utilizzati, ad esempio, per raccogliere informazioni a fini pubblicitari e di personalizzazione dei contenuti, oltre che per elaborare statistiche Web, possono essere "cookie di terze parti".
I cookie di terze parti consentono di ottenere sondaggi più completi delle abitudini di esplorazione degli utenti e si ritiene che siano più sensibili dal punto di vista dell'integrità. Per questo motivo, la maggior parte dei browser Web permette di modificare le impostazioni in modo che tali cookie non vengano accettati.

Di seguito un elenco dei servizi utilizzati sul sito Psicologi Italiani che impostano cookie di terze parti:

Google Analytics (Google)
Google Anayltics è un servizio di analisi web fornito da Google, Inc. ("Google") che utilizza dei "cookie" mediante i quali raccoglie Dati Personali dell'Utente che vengono trasmessi a, e depositati presso i server di Google negli Stati Uniti. Google utilizza queste informazioni allo scopo di tracciare e esaminare il vostro utilizzo del sito web, compilare report sulle attività del sito web per gli operatori del sito web e fornire altri servizi relativi alle attività del sito web e all'utilizzo di Internet. Google non associa l'indirizzo IP dell'utente a nessun altro dato posseduto da Google. L'eventuale rifiuto di utilizzare i cookies, selezionando l'impostazione appropriata sul vostro browser, può impedire di utilizzare tutte le funzionalità di questo sito web.

Social Widgets/Buttons
Servizi che consentono agli utenti di interagire con i social network direttamente all'interno di altri siti web.

Facebook social buttons/widgets (Facebook)
Servizio gestito da Facebook Inc. società che aderisce all'iniziativa Safe Harbor Privacy Policy Framework, garantendo un trattamento dei Dati Personali in linea con gli standard di sicurezza europei. Il servizio consente all'Utente di interagire con il social network tramite questo sito web. Facebook, grazie al click dell'Utente, acquisisce i dati relativi alla visita dello stesso sul Sito. Facebook non condivide alcuna informazione o dato in suo possesso con il Sito o il Titolare del Trattamento. Per maggiori informazioni sull'utilizzo dei Dati Personali da parte di Facebook Inc. si prega di consultare il seguente link: www.facebook.com/privacy/explanation.php

Twitter social buttons/widgets (Twitter)
Servizio gestito da Twitter, società che aderisce all'iniziativa Safe Harbor Privacy Policy Framework, garantendo un trattamento dei Dati Personali in linea con gli standard di sicurezza europei. Il servizio consente all'Utente di interagire con il social network tramite questo sito web. Twitter, grazie al click dell'Utente, acquisisce i dati relativi alla visita dello stesso sul Sito. Twitter non condivide alcuna informazione o dato in suo possesso con il Sito o il Titolare del Trattamento. Per maggiori informazioni sull'utilizzo dei Dati Personali da parte di Twitter si prega di consultare il seguente link: twitter.com/privacy

Gestione dei cookie

Poiché i cookie sono normali file di testo, è possibile accedervi utilizzando la maggior parte degli editor di testo o dei programmi di elaborazione testi. Per aprirli, è sufficiente fare clic su di essi. Di seguito è riportato un elenco di collegamenti che spiegano come visualizzare i cookie all'interno dei vari browser. Se il vostro browser non è presente, fate riferimento alle informazioni sui cookie fornite dal browser stesso. Se utilizzate un telefono cellulare, consultate il relativo manuale per reperire ulteriori informazioni.

Firefox
https://support.mozilla.org/en-US/kb/cookies-information-websites-store-on-your-computer

Chrome
https://support.google.com/chrome/bin/answer.py?hl=en&answer=95647&topic=14666&ctx=topic

Internet Explorer
http://windows.microsoft.com/en-US/internet-explorer/delete-manage-cookies

Safari
http://support.apple.com/kb/PH17191?viewlocale=it_IT

Disattivazione/attivazione o eliminazione dei cookie

I cookie possono essere limitati o bloccati mediante le impostazioni del browser.

Se preferite che i siti Web non memorizzino alcun cookie nel vostro computer, impostate il browser in modo da ricevere una notifica prima dell'archiviazione di ogni cookie. In alternativa, potete impostare il browser in modo che rifiuti tutti i cookie o solo i cookie di terze parti. Potete anche eliminare tutti i cookie già presenti nel sistema. È importante sottolineare che le impostazioni devono essere modificate separatamente in ogni browser e computer utilizzato.

Se impostate il blocco della memorizzazione dei cookie, Psicologi Italiani non può garantire un corretto funzionamento del sito Web. Alcune funzioni del sito potrebbero risultare non disponibili e potrebbe non essere più possibile visualizzare determinati siti Web. Inoltre, il blocco dei cookie non elimina la visualizzazione degli annunci pubblicitari. Semplicemente, questi non saranno più personalizzati in base ai vostri interessi e verranno riproposti con maggiore frequenza.

In ogni browser le impostazioni vengono modificate seguendo una diversa procedura. Se necessario, per definire impostazioni corrette utilizzate la funzione di Guida del browser.

Per disattivare i cookie su un telefono cellulare, consultate il relativo manuale per reperire ulteriori informazioni.

Informazioni più dettagliate relative ai cookie su Internet sono disponibili all'indirizzo http://www.aboutcookies.org/

Altri cookie/cookie imprevisti

Considerando il funzionamento di Internet e dei siti Web, non sempre siamo in grado di controllare i cookie che vengono memorizzati da terze parti attraverso il nostro sito Web. Questo vale soprattutto nei casi in cui la pagina Web contenga i cosiddetti elementi incorporati: testi, documenti, immagini o brevi filmati che sono archiviati altrove, ma vengono visualizzati nel o attraverso il nostro sito Web.
Di conseguenza, qualora nel sito Web venisse rilevato un cookie non imputabile ad uno dei servizi di terze parti elencato, vi preghiamo di comunicarcelo. In alternativa, potete contattare direttamente le terze parti interessate e chiedere informazioni sui cookie che inviano, a quali scopi, qual è la loro durata e come garantiscono la privacy degli utenti.