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Gli stili interpersonali nei disturbi di personalità

Secondo i ricercatori dell'Università del Minnesota esistono 8 specifici stili interpersonali che possono essere abbinati ai diversi disturbi di personalità, al fine di migliorarne la comprensione clinica.

stili interpersonali disturbi personalitàA partire dai primi tentativi da parte degli psichiatri di diagnosticare deficit di lunga durata nel funzionamento adattivo, meglio conosciuti come disturbi della personalità, proseguendo attraverso una revisione più recente del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (APA, 2013), diversi autori sottolineano come vi sia ancora una grande confusione e controversia al riguardo.

Alcuni dei disturbi di personalità sembrano essere divenuti fonti di fascino per i professionisti, in particolare riguardo il disturbo narcisistico di personalità, antisociale e borderline.

Ognuno di questi termini è entrato a far parte del discorso popolare, anche se i loro significati esatti diventano sfocati e potenzialmente distorti con il passare del tempo.

Questa complicata situazione diagnostica non è supportata dal fatto che gli psichiatri e gli psicologi sono in disaccordo rispetto all'esistenza di differenti disturbi di personalità, o all'ipotesi che questi si distribuiscano lungo un continuum o più dimensioni.

Secondo un vecchio approccio ai disturbi di personalità, il quale inquadrava questi stessi come “stili” piuttosto che disturbi stabili, la psicologa Sylvia Wilson ed i suoi colleghi dell'Università del Minnesota hanno adottato la prospettiva della teoria interpersonale per esaminare gli stili interpersonali associati ad ogni disturbo di personalità.

Come si nota, “lo stile interpersonale è definito da un approccio caratteristico alle situazioni interpersonali e alle relazioni”.

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Esso comprende gli atteggiamenti nei confronti delle relazioni, gli obiettivi all'interno delle relazioni, come si interpreta ciò che accade nelle relazioni, il modo in cui ci si comporta e il modo in cui si interpretano i comportamenti degli altri.

Questo concetto “all-inclusive”, inoltre, determina la qualità di tutte le relazioni, da quelle più vicine a quelle più formali.

È possibile rilevare lo stile interpersonale di un individuo quasi immediatamente dopo un incontro. È una persona che sembra amichevole, allegra e amabile? È, al contrario, sospettoso, freddo e chiuso?

Sulla base di questo, l'idea di uno stile interpersonale sembra adattarsi bene al quadro dei disturbi di personalità, perchè tanto di ciò che non funziona a livello di personalità coinvolge inevitabilmente le relazioni con gli altri.

I fondamenti teorici dello stile interpersonale rientrano in un approccio popolare promosso nella metà del XX° secolo, nel quale si affermava che “tutte le interazioni interpersonali riflettono i tentativi di stabilire e mantenere l'autostima o evitare l'ansia”.

Secondo questa prospettiva teorica, ad un certo livello, si è alla ricerca di forme di approvazione e di convalida.

Sulla base di questa teoria, i ricercatori del Minnesota propongono che tutti i tratti di personalità possono essere catalogati sulle dimensioni di Agency (dalla dominanza alla sottomissione) e di comunione (dal caldo al freddo).

Queste dimensioni costituiscono un “circumplex” o un cerchio con due dimensioni che, a sua volta, può essere suddiviso in 8 sezioni, come le fette di una torta.

Le 8 caratteristiche identificate dagli autori sono le seguenti: dominante, vendicativo, freddo, socialmente evitante, non affettuoso, sfruttatore, eccessivamente protetto e intrusivo.

Le misure di personalità basate sul modello “circumplex” sono state sostenute ed utilizzate in una vasta gamma di contesti da parte dei ricercatori, sottolineandone così un'importante validità.

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Utilizzando il metodo di ricerca noto come meta-analisi, in cui i quesiti della ricerca sono affrontati in un gran numero di studi, gli autori hanno esaminato quasi 4.800 documenti che esaminano le relazioni interpersonali all'interno dei diversi disturbi di personalità.

Gli autori hanno selezionato 127 studi condotti su un periodo di 20 anni, fornendo diversi dati sugli 8 tratti di personalità definiti dal modello circumplex associati ad ogni disturbo di personalità.

Gli autori hanno condotto 120 analisi separate che includevano anche gli indicatori dello stile interpersonale e del funzionamento nei settori interpersonali, tra cui la famiglia, i coetanei, la relazione genitore-figlio ed il partner.

Questo approccio rigoroso ha prodotto profili distinti rispetto allo stile interpersonale per ognuno dei 10 disturbi della personalità, tenendo conto anche del sesso, dell'età e del tipo di campione (clinico o non clinico).

Alcune delle analisi includevano campioni di circa 13.000 individui. I risultati estesi forniscono profili utili non solo alla classificazione, ma anche per comprendere come le persone, all'interno di ciascun disturbo, vivono le loro relazioni.

Prendendo in considerazione i suddetti elementi, si esamineranno ora i principali tratti interpersonali per ogni disturbo:

  • Paranoico: le due tematiche predominanti riguardano la freddezza e la vendetta; in misura minore, le persone aventi questo disturbo di personalità sembrano presentare anche tratti di invadenza.
  • Schizoide: la freddezza, in questo caso, è combinata all'evitamento sociale costituendo così i tratti principali di tale disturbo.
  • Schizotipico: gli individui con questo disturbo di personalità hanno un punteggio alto in tutti e tre i tratti sopra elencati, ossia vendicativo, freddo ed evitante. Questo profilo si adatta con il criterio principale del disturbo caratterizzato da comportamento strano, eccentrico e socialmente inopportuno.
  • Antisociale: le persone affette da tale disturbo di personalità mostrano elevati livelli di tratti come la dominanza, la vendetta, l'intrusione e punti leggermente alti sulla freddezza.
  • Borderline: un ampio insieme di tratti interpersonali è apparso negli studi di persone affette da tale condizione, ma i punteggi più alti riguardano la vendetta e l'intrusione. Questi aspetti potrebbero essere avvertiti anche da un potenziale partner, in particolare quando si sente che i propri confini vengono violati e/o quando si viene accusati di essere responsabile dei comportamenti e delle conseguenze.
  • Istrionico: questo disturbo di personalità è raramente diagnosticato, tanto da essere stato quasi eliminato dal nuovo DSM. Tuttavia, il profilo interpersonale ha mostrato punteggi decisamente alti negli aspetti di intrusione e dominanza. È molto improbabile che tali individui mostrino freddezza ed evitamento sociale.
  • Narcisista: sembra notevolmente simile a quello antisociale, ma tali soggetti sembrano avere punteggi alti anche negli aspetti di dominanza, vendetta, freddezza e intrusività.
  • Evitante: come ci si può aspettare, le persone con disturbo di personalità evitante sono più probabili di avere punteggi alti sulla freddezza e l'evitamento sociale, ma bassi punteggi rispetto alla dominanza ed intrusione.
  • Dipendente: all'interno di tale disturbo i punteggi più alti hanno riguardato l'intrusione, mentre i più bassi quelli della dominanza. Gli individui con questo disturbo hanno pertanto un'eccessiva necessità di essere curati dagli altri con tendenze a sottomettersi agli altri. Il loro secondo punteggio più alto riguardava la vendetta e lo sfruttamento dell'altro.
  • Ossessivo-compulsivo: nell'analisi complessiva non vi erano caratteristiche distintive particolari, tanto da produrre un profilo relativamente piatto su tutte e otto le dimensioni. Questo risultato suggerisce che tale disordine non coinvolge le disfunzioni interpersonali; le problematiche che possono emergere a livello interpersonali, sia nel lavoro che nella vita privata, sono dovuti all'eccessivo perfezionismo, inflessibilità e limitata espressione emotiva. In aggiunta a questo, se un individuo ha un'etica estrema e rigida per ciò che concerne il lavoro è plausibile che presti meno attenzione ai rapporti interpersonali.

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Nel riassumere i risultati , gli autori hanno concluso che, senza dubbio, “i disturbi della personalità sono associati a disfunzioni negli stili interpersonali e disturbi del Sè”.

Tutti, ad eccezione del disturbo ossessivo-compulsivo di personalità, sembrano presentare alterazioni nei rapporti interpersonali che, in alcune delle analisi, erano particolarmente alti rispetto al contesto della famiglia e delle relazioni intime.

Questi risultati suggeriscono che le difficoltà di relazione e i disturbi del Sè forniscono una modalità alternativa di comprendere aspetti che sono sì contemplati, ma sui quali si riflette frettolosamente dal punto di vista clinico.

Imparare a guardare le persone in termini di stili interpersonali, piuttosto che categorie discrete, fornisce, secondo gli autori, un modo più realistico di connettersi con loro.

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)

 

Bibliografia: Wilson, S., Stroud, C. B., & Durbin, C. E. (2017). Interpersonal dysfunction in personality disorders: A meta-analytic review. Psychological Bulletin, 143(7) 

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