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Herbert Rosenfeld

Herbert Rosenfeld, al fianco di Hanna Segal e Wilfred Bion, introdusse numerose innovazioni post-kleiniane nei suoi contributi clinici e teorici, attingendo alle ricche lezioni derivanti dalla sua esperienza nel trattamento di pazienti schizofrenici.

herbert rosenfeldHa tracciato processi patologici che emergono presto nella posizione schizo-paranoide e possono ostacolare gravemente lo sviluppo successivo dell'Io.

Questi inoltre gettano luce sugli stati mentali schizoidi presenti nei pazienti borderline e nevrotici.

Herbert Rosenfeld era noto per la sua capacità unica di mettersi nei panni dei suoi pazienti e comprendere la loro esperienza a partire dalla loro posizione.

Nato a Norimberga nel 1910, Herbert Rosenfeld arriva in Inghilterra per sfuggire alla persecuzione nazista del 1935.

Ha iniziato la sua analisi personale con Melanie Klein, e si è diplomato nel 1945 all'Institute of Psychoanalysis.

Qui un breve excursus circa le teorizzazioni derivanti dal suo lavoro clinico.

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Stati di depersonalizzazione e confusione

Rosenfeld, nel 1947, aprì nuove strade quando mostrò come l'eccessiva scissione ed identificazione proiettiva di parti del sé negli oggetti sottostassero alla frammentazione dell'Io del paziente e agli stati di depersonalizzazione.

In un altro saggio, Rosenfeld descrisse come gli stati confusionali sorgono quando si rompe la divisione normale e strutturante tra “buono” e “cattivo”.

Se l'invidia predomina, gli attacchi distruttivi sono montati contro l'oggetto “buono” così che diventa impossibile distinguere i “buoni” da quelli “cattivi” e, in tal senso, gli stati confusionali divengono insopportabili.

Narcisismo patologico

Uno dei modi per tentare di affrontare tali stati insopportabili è attraverso l'onnipotenza narcisistica. Il contributo più originale e significativo di Rosenfeld è stato infatti il suo lavoro sul narcisismo patologico.

Descrive due aspetti del narcisismo; uno è l'emergere di una grandiosità auto-idealizzante costruita sull'appropriazione proiettiva di tutte le buone qualità dell'oggetto e l'espulsione di tutte le parti cattive di sé nell'oggetto che è tenuto svalutato.

Questa auto-idealizzazione “folle” è una difesa contro la separazione dall'oggetto “buono” che suscita impulsi distruttivi ingestibili, come l'invidiabile rovina della diade 'buona' madre-seno come fonte di vita, e le ansie primitive che ne derivano come la confusione, frammentazione e disintegrazione.

Il narcisismo prende anche la forma dell'idealizzazione delle parti “cattive” del sé, che vengono trasformate in una fonte di forza superiore e mobilitate in un attacco organizzato contro il sé dipendente ed il suo oggetto relazionale sano.

Tali organizzazioni narcisistiche creano un scissione nel sé e mantengono il sé sano nel proprio sviluppo.

Identificazione proiettiva

La comprensione di Rosenfeld della rilevanza clinica del concetto di identificazione proiettiva ha portato alla sua teorizzazione in cui illustra con grande chiarezza i vari tipi e motivi sottostanti questo meccanismo di difesa.

Questo documento è ad oggi uno dei riferimenti standard.

Per un approfondimento di questo argomento specifico clicca qui.

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Trauma e narcisismo

Nel suo ultimo lavoro, “Impasse e interpretazioni”, Rosenfeld ha dato più peso al ruolo del trauma ed ai fallimenti ambientali nello sviluppo delle organizzazioni narcisistiche.

Si preoccupava che i pazienti che erano stati privati o traumatizzati nella loro infanzia potessero essere ri-traumatizzati nelle loro analisi se l'analista poneva troppa enfasi sulla distruttività innata.

Le sue opinioni successive portarono a controversie tra i diversi gruppi analitici presso l'Institute of Psychoanalysis.

Tuttavia, il suo libro è un importante promemoria per gli analisti di entrambe le parti della controversia in quanto sottolinea l'importanza di ascoltare attentamente le risposte dei pazienti ai loro interventi, in modo da riconoscere eventuali errori ed atteggiamenti inutili nella loro posizione.

 

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

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