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Il trattamento della disforia di genere in bambini e adolescenti

Secondo la letteratura scientifica esistono tre approcci per il trattamento della disforia di genere in bambini e adolescenti: correttivo, supportivo e affermativo. Vediamo come utilizzarli rispetto ad una situazione clinica così complessa.

il trattamento della disforia di genere in bambini e adolescentiNel panorama scientifico psicologico attuale viene focalizzata molta attenzione sulla popolazione transgender.

I diritti transgender sono attualmente visti come la prossima frontiera per la parità dei diritti.

Ma dal punto di vista pratico, cosa facciamo quando una famiglia viene da noi con un bambino che presenta una variazione dell'espressione di genere?

Preoccupazioni psicosociali

Il transgender o transessuale è definito come una persona che ritiene che la propria identità di genere non corrisponda al genere o sesso biologico assegnato alla nascita.

La prevalenza negli Stati Uniti è bassa, ma difficilmente trascurabile: si stima che lo 0,3% degli adulti, o quasi un milione di persone, si identifichi come transgender.

Non esistono dati di prevalenza affidabili per i bambini. La vita non è semplice per i transgender, a qualsiasi età, perchè sono costantemente bombardati da messaggi discriminanti e stigmatizzanti che portano ad un'alta prevalenza di problemi psicosociali.

Le persone transessuali hanno infatti una probabilità particolarmente elevata di usare droghe, alcool o fumare come meccanismo di coping per affrontare le discriminazioni.

Sono a maggior rischio di essere vittime di violenze, incluso l'omicidio, ed il suicidio. Ad esempio, uno studio ha rilevato un tasso di tentativi di suicidio del 41%, rispetto al1,6% della popolazione generale.

Inoltre, le persone transessuali, in particolare quelle di colore e di basso reddito, incontrano significative discriminazioni nelle strutture sanitarie.

All'interno di uno studio recente il 19% del campione ha riferito che gli è stata negata l'assistenza sanitaria dal clinico di riferimento a causa della sua identità di genere, ed il 28% ha riferito molestie verbali in ambito medico.

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Trattamento degli adolescenti transessuali

Il problema psichiatrico più comune che si manifesta nei ragazzi transessuali è la “disforia di genere”.

Questo è definito dal Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) come “una marcata incongruenza tra il genere espresso/esperito ed il sesso biologico assegnato, della durata di almeno sei mesi”, in aggiunta alla consueta stipula di “disagio clinicamente significativo o compromissione in importanti aree di funzionamento”.

La disforia di genere è spesso causata da una lotta interna che i giovani si trovano ad affrontare con la propria identità di genere e, esternamente, con le difficoltà sociali come la mancanza di accettazione da parte dei loro pari.

Un buon approccio al lavoro con questi adolescenti è quello di intraprendere in prima battuta un percorso individuale con i ragazzi, che spesso comporta l'aiutare lui o lei ad affrontare il processo di coming out.

Solo in un secondo momento viene coinvolta la famiglia, perchè l'adolescente deve essere preparato emotivamente a discutere il problema con la famiglia e solo quando è sicuro farlo.

L'accettazione dei genitori è un processo che deve essere ben strutturato e che spesso richiede una terapia familiare.

Questa è una parte cruciale del trattamento, poiché il rifiuto dei genitori aumenta il rischio di tentato suicidio, depressione, uso di droghe illegali e comportamenti sessuali a rischio.

In genere è bene sottolineare ai genitori che l'accettazione familiare è uno dei migliori “trattamenti” per adolescenti lesbiche, gay, bisessuali e transgender.

Nel lavorare direttamente con gli adolescenti, è importante enfatizzare l'accettazione della loro identità di genere. È importante che insegnanti e coetanei si riferiscano a loro con il nome e pronome preferito e che capiscano e accettino che alcuni adolescenti possano associare un'identità gay a comportamenti di genere atipici.

Ad esempio, potrebbero sperimentare il cross-dressing o assumere un nome del genere opposto.

Oltre a discutere di componenti sociali, si dovrebbe anche cercare di comprendere dal paziente se fa uso di ormoni o se vorrebbe usarli.

Pochissimi medici sono disposti a fornire ormoni cross-gender o ormoni che sopprimono la pubertà, anche quando uno psichiatra fa parte del team.

Potrebbe quindi essere necessario porsi come “difensore” del paziente per trovare un medico disposto a fornire un trattamento ormonale.

È generalmente accettato che prima della transizione, prima delle caratteristiche sessuali secondarie, si aumentassero le possibilità di una transizione di genere positiva, portando ad una migliore qualità della vita.

Gli adolescenti che non riescono a trovare un medico per prescrivere ormoni possono accedere agli ormoni di “strada”, con il rischio di aghi sporchi (HIV/epatite) e di ormoni o dosaggi inappropriati.

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Considerazioni speciali nel trattamento dei bambini

Sebbene i bambini in età prepubere con disforia di genere possano mostrare un comportamento atipico di genere “dalla nascita”, spesso non si presentano per il trattamento fino a quando non iniziano la scuola a causa di conflitti sociali.

Anche se i genitori variano nella loro disponibilità a permettere ai loro figli di esplorare il comportamento delle varianti di genere, il problema spesso non emerge fino a quando il bambino non si esprime in pubblico, come a scuola.

Le famiglie possono cercare un trattamento quando non riescono a tollerare la situazione, non sanno come affrontare il problema, o quando il bambino inizia ad avere conflitti con i compagni di scuola, compreso il bullismo.

Molti di questi bambini presentano ansia e depressione nel momento in cui intraprendono un trattamento.

Il trattamento della disforia di genere nei bambini in età prepuberale è controverso. I trattamenti ormonali possono portare a cambiamenti irreversibili. Non vi è un consenso all'interno della comunità medica e scientifica su come prendere tali decisioni di trattamento.

Attualmente, esistono tre approcci al trattamento di questi bambini: correttivo, di supporto e affermativo.

Trattamento correttivo

Dal 1984, l'approccio correttivo è stato l'approccio clinico standard e più studiato, utilizzando strategie che mirano ad allineare l'identità di genere con il sesso biologico.

Tuttavia, molti esperti esprimono preoccupazione per il danno arrecato ai giovani in quanto invalidano il loro senso del Sè e osservano che questo approccio è “non scientifico, non etico, e fuorviato, paragonabile alla terapia riparativa per l'omosessualità”.

Terapia supportiva

La terapia di supporto richiede un approccio “aspetta e osserva” e non si concentra in modo specifico sul genere, ma può concentrarsi sull'ansia o sulla depressione e aiutare le famiglie a proteggere i propri figli dal bullismo lavorando con il sistema scolastico.

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Non si convalida né si annulla l'identità di genere espressa dal paziente. Semplicemente si lavora con le conseguenze negative mentre le sperimentano.

Approccio affermativo

In questa forma di trattamento si supporta il bambino e incoraggia l'esplorazione attiva dell'identità di genere.

Negli ultimi anni ci sono stati più resoconti da parte di genitori che sostengono l'espressione di genere dei loro bambini, permettendogli di frequentare la scuola con l'identità ed il nome scelto, a partire dalla scuola elementare.

A volte questo significa che è necessario spostarsi in una nuova scuole/quartiere/stato quando il bambino termina un anno scolastico in un genere ed entra nel nuovo anno scolastico in transizione.

I critici di questo approccio ritengono che sostenere la transizione di genere nell'infanzia possa incoraggiare i giovani a perseverare negli sforzi per cambiare il sesso.

È indubbiamente complesso sapere quale sia l'approccio “giusto” per questi bambini, e bisogna giudicare caso per caso, con la consapevolezza di poter nutrire dei pregiudizi pur essendo psicoterapeuti.

Ad esempio, qual è il risultato migliore: essere un adulto transgender felice o essere un adulto gay o eterosessuale che potrebbe avere problemi con l'identità di genere per tutta la vita?

In assenza di consenso scientifico, è fondamentale prestare attenzione agli estremi. Vi sono casi in cui i genitori sono fortemente contrari a crescere un bambino che potrebbe diventare transessuale o omosessuale.

In questi casi, il ruolo dello psicoterapeuta è quello di aiutare i genitori ad accettare maggiormente i diversi risultati possibili, fornendo loro le risorse per ampliare il loro punto di vista.

All'altro estremo, i genitori potrebbero essere troppi passi avanti rispetto al loro figlio per quanto riguarda la transizione di genere.

Per adattarsi ad un nuovo genere, alcun genitori possono scegliere di cambiare l'ambiente in modo che il bambino si presenti come un nuovo studente nel genere preferito, diversamente dalla transizione nello stesso ambiente.

I nuovi coetanei quindi non sanno che questo era qualcuno di un genere opposto in precedenza.

In questi casi, si potrebbe incoraggiare i genitori a rallentare il processo di transizione, consentendo al bambino di assumere un vantaggio maggiore.

In definitiva, il messaggio più importante che si può dare ai genitori è che questi sono i loro figli, speciali e unici, e meritano di vivere un vita autentica e felice.

 

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

 

Bibliografia

Knudson G, De Cuypere G, Bockting W. Process toward consensus on recommendations for revision of the DSM diagnoses of gender identity disorders by the World Professional Association for Transgender Health. Int J Transgend. 2010;12(2):54-59.

Rankin S. The lives of transgender people. Presented at: Transgender Mental Health and Wellness Conference at Stanford University; August 2011; Stanford, CA.

Wilkinson W. Culturally competent approaches for serving transgender populations. Presented at: Transgender Mental Health and Wellness Conference at Stanford University. August 2011; Stanford, CA.

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