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Incubi e disturbi nel sonno nella psicosi

Le persone affette da psicosi esperiscono frequenti disturbi del sonno e incubi che, conseguentemente, determinano un'efficienza del sonno più povera, nonché una maggiore presenza di deliri, depressione, ansia, stress e scarsa memoria di lavoro.

psicosi incubi disturbi del sonnoNegli ultimi cinque anni la ricerca ha focalizzato l'attenzione sui disturbi del sonno in soggetti affetti da un disturbo mentale appartenente all'area psicotica.

Un sonno povero e scarso è, secondo recenti ricerche, un fattore di rischio per lo sviluppo di un primo episodio di psicosi e prevede l'insorgenza e mantenimento di idee paranoiche, una minore qualità della vita e difficoltà nell'esecuzione di compiti che coinvolgono la corteccia pre-frontale.

Nel tentativo di categorizzare i modelli di sonno nelle persone con psicosi sono emersi diversi disturbi; questi includono un maggior tempo trascorso a letto, una maggiore latenza del sonno, distruzione dei livelli di solfato della melatonina, alterazioni del ritmo circadiano, e infine, un sonno più frammentato.

È probabile che i numerosi e differenti disturbi del sonno rappresentino una varietà di profili che, in base all'individuo, rendono necessario uno specifico trattamento.

Ad esempio, esistono già delle evidenze in cui si sottolinea che l'aumento dei tassi dell'insonnia e dell'apnea ostruttiva notturna sono presenti in campioni di soggetti psicotici.

Un disturbo del sonno che ha ricevuto poca attenzione in questo gruppo specifico riguarda gli incubi.

Gli incubi sono caratterizzati tipicamente da un risveglio improvviso durante la fase del sonno REM (Rapid-Eyes-Movement); diversi studi epidemiologici stimano che gli incubi settimanali si verificano in un range compreso tra lo 0,9% ed il 6,8% nella popolazione generale.

Tuttavia per le persone aventi diagnosi quali Disturbo da stress post-traumatico e Disturbo borderline di personalità, questa prevalenza aumenta tra il 49 ed il 71%.

Gli incubi sono stati associati ad un aumento della sofferenza psicologica, peggiori risultati di salute fisica, aumento del rischio di autolesionismo e suicidio.

Mentre, precedentemente, gli incubi venivano considerati come un sintomo di altri disturbi, ora invece vengono considerati come specifici, aventi una comorbidità, e come condizione trattabile.

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È stato suggerito che gli incubi e i sintomi psicotici rappresentano un dominio comune con un'eziologia condivisa.

A tal proposito, esistono prove preliminari che supportano tale ipotesi; secondo diverse ricerche gli incubi frequenti nella prima infanzia aumentano il rischio di esperienze psicotiche successive durante l'adolescenza.

L'ansia e lo stress incubo-correlato prevede maggiori livelli di paranoia e psicoticismo in un campione di soggetti sani, ed è stata osservata una maggiore frequenza di incubi in persone con diagnosi di Disturbo dello spettro schizofrenico.

Il presente studio ha cercato pertanto di indagare la fenomenologia degli incubi nel contesto della psicosi.

Gli autori hanno suggerito quattro ipotesi:

  • gli incubi saranno più diffusi in soggetti psicotici che nella popolazione in generale;
  • la frequenza degli incubi sarà associata ad un sonno più scarso;
  • lo stress è correlato all'incubo, piuttosto che alla frequenza con cui si verifica;
  • la qualità povera del sonno sarà associata a risultati più poveri nella memoria di lavoro. Più nello specifico, si prevede che una frequenza maggiore di incubi determinerà un maggiore malfunzionamento della memoria di lavoro.
Campione

Sono stati selezionati 40 partecipanti; i criteri di inclusione riguardavano l'aver raggiunto la maggiore età o più, aver esperito sintomi psicotici, conoscenza della lingua inglese per il completamento dei questionari, ed essere in grado di fornire un consenso informato.

I criteri di esclusione includono una diagnosi primaria di dipendenza da alcool o da sostanza, una sindrome organica come ad esempio demenza, o avere un disturbo dell'apprendimento. I partecipanti erano consapevoli che lo studio riguardava i “modelli di sonno”.

Sono stati raccolti dati inerenti gli aspetti sociodemografici, diagnostici, farmacologici, nonchè uso di alcool o droghe.

Tra gli strumenti, è stato utilizzato il Pittsburgh Sleep Quality Index (PSQI) al fine di valutare la qualità del sonno durante il mese precedente la valutazione.

L'efficienza del sonno è stata calcolata attraverso l'analisi del rapporto tra il numero di ore da addormentato e il numero di ore passate a letto. I partecipanti sono stati invitati a indicare quanti incubi avevano sperimentato durante le ultime due settimane.

Qualora il partecipante aveva sperimentato almeno 1 incubo, sono stati invitati a scegliere il loro peggior incubo e valutarlo su una Scala Likert da 1 a 7 punti, per intensità, vivacità, e angoscia, segnalando inoltre quanto fosse ricorrente.

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È stata utilizzata la Psychotic Symptoms Rating Scale (PSYRATS), la quale misura la gravità di 11 dimensioni riguardanti le allucinazioni uditive e 6 dimensioni inerenti il delirio.

La Depression, Anxiety and Stress Scales (DASS-21) è composta da tre scale inerenti le emozioni negative, che riflettono le esperienze vissute durante la settimana precedente.

La Post-traumatic Diagnostic Scale (PDS), è stata somministrata per la valutazione della sintomatologia del disturbo da stress post-traumatico.

Il Time Budget Questionnaire è stato somministrato per valutare l'utilizzo del tempo durante la settimana precedente. Si precisa che è un test progettato appositamente per le persone con sintomi psicotici. Le attività vengono valutate sulla base della complessità dell'attività e lo sforzo richiesto.

Infine il Digit Span, un sub-test della Wechsler Memory Scale, è stato somministrato per valutare la memoria di lavoro e offrire un punteggio standardizzato per ogni partecipante.

Discussioni e risultati

Questo è stato il primo studio volto a indagare il verificarsi di incubi all'interno di un campione che esperisce sintomi psicotici, nonché la relazione tra incubi e sintomi.

Oltre la metà del campione con psicosi (55%) ha riportato di avere incubi settimanali, riflettenti la gravità della patologia. Questo è significativamente superiore rispetto alle stime della popolazione generale che, ricordiamo, oscillano tra lo 0,9% ed il 6,8%.

Le persone affette da psicosi esperiscono frequenti incubi che, conseguentemente, determinano un'efficienza del sonno più povera, nonché una minore qualità della vita.

Tuttavia, i livelli maggiori di incubi erano associati ad una maggiore presenza di deliri, depressione, ansia, stress e scarsa memoria di lavoro.

All'interno del gruppo clinico, la frequenza degli incubi settimanali era strettamente correlata ad altri gruppi clinici, ad esempio il Disturbo da stress post-traumatico (dal 52% al 71%) e Disturbo borderline di personalità (49%).

Questo è un aspetto importante da considerare; gli incubi sono uno dei sintomi più comunemente segnalati nel disturbo da stress post-traumatico tanto da essere riportati tra i criteri diagnostici, ma il presente studio è il primo che dimostra come gli incubi rappresentino un problema comune anche nelle persone affette da psicosi.

La scoperta che lo stress incubo-correlato è la chiave che determina il funzionamento psicologico si adatta anche a quelle indagini sui sintomi positivi della psicosi.

I risultati del Post-traumatic Diagnostic Scale (PDS), hanno rivelato che il 42,5% del campione reclutato soffrisse di un probabile disturbo da stress post-traumatico, in linea con i tassi elevati riscontrati in altri campioni affetti da psicosi (dal 14% al 78%).

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Tuttavia, lo stress legato all'incubo non era correlato con i sintomi del Disturbo da Stress Post-traumatico in questo specifico campione; al contrario, quelli che invece mostravano maggiori sintomi da stress post-traumatico non esperivano incubi frequenti o elevata ansia e stress correlati agli stessi.

Dato che gli incubi sono considerati un caratteristica del Disturbo da stress post-traumatico, questo è stato un risultato sorprendente.

È possibile che gli incubi siano un problema comune per le persone con psicosi in generale, indipendentemente dai sintomi del Disturbo da stress post-traumatico.

Il presente studio, sottolineano gli autori, ha però diversi limiti, in quanto è stata utilizzata una misurazione retrospettiva degli incubi che non è stata convalidata per le persone che soffrono di psicosi.

Lo studio avrebbe potuto inoltre beneficiare di un gruppo di controllo accoppiato. Ad esempio, un gruppo clinico di controllo con sintomi affettivi, avrebbe consentito di comprendere se gli incubi sono associati puramente ai sintomi psicotici o anche altre condizioni che possono presentarsi in comorbidità come l'ansia e la depressione.

Inoltre, il presente studio è solo una piccola valutazione iniziale rispetto ad una zona inesplorata in precedenza.

Un campione più grande consentirebbe di aumentare il potere di indagine e rintracciare così promettenti associazioni tra gli incubi e i sintomi psicologici, nonché il controllo dell'impatto che i singoli farmaci, così come la loro sospensione, hanno sul sonno e sul tono emotivo dei sogni.

Gli studi futuri possono così cercare di chiarire la direzione di causalità tra lo stress incubo-correlati e la gravità dei sintomi deliranti.

L'attività del sognare è stata teorizzata come svolgente un ruolo nell'estinzione della paura e nella regolazione delle emozioni.

Questi modelli prevederebbero che gli incubi sono il risultato di un'elaborazione disturbata delle esperienze diurne attraverso il sogno abituale.

Tuttavia, un modello alternativo potrebbe suggerire che il disturbo del sonno, e quindi gli incubi, sono fondamentali e portano alla formazione e alla manutenzione di idee deliranti.

Volendo concludere, gli incubi possono rappresentare una caratteristica clinica comune per persone che soffrono di sintomi psicotici.

Inoltre, la sofferenza ed i livelli di stress associati determinano conseguenti peggioramenti nelle attività diurne.

Questi risultati supportano l'affermazione di Krakow secondo il quale “gli incubi dovrebbero essere considerati come un problema distinto che può essere in comorbidità con una gamma di altre diagnosi tra cui Disturbo borderline di personalità, insonnia primaria, disturbo da stress post-traumatico e, ora, anche con la psicosi”.

 

Tratto dalla rivista “Canadian Journal of Psychiatry”

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)

 

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