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La Terapia Cognitiva-Comportamentale Razionale Emotiva

Una rivisitazione dei meccanismi di difesa: come “estirparne” le radici psicoanalitiche!

Terapia Cognitiva comportamentale Razionale emotivaQuando si pensa ai meccanismi di difesa, si pensa inevitabilmente a Freud; termini come “repressione, negazione e formazione reattiva”, sono infatti divenuti parte integrante del vernacolo popolare.

La visione tradizionale  è che questi meccanismi di difesa vengano “schierati” dall’Io per proteggersi dai propri istinti e desideri inconsci infantili.

Secondo un nuovo articolo di Villanova Daniel Ziegler, i meccanismi di difesa possono essere compresi anche estirpando le loro radici psicoanalitiche, e riconcettualizzandoli secondo la Terapia cognitiva-comportamentale razionale emotiva (Rational Emotive Cognitive Behavior therapy, RECBT).

L’assunto di base di tale terapia, sviluppata dal leggendario psicologo Albert Ellis, è che gli stati emotivi positivi sorgono quando interpretiamo le nostre esperienze in modo tale da consentirci di stare bene con noi stessi.

Non si cerca pertanto di proteggere sé stessi da desideri istintuali e/o rimossi, ma dalla bassa autostima o sentimenti di delusione; le emozioni negative che sperimentiamo, come ansia e depressione, nascono da credenze irrazionali come il doversi sentire perfetti, e soprattutto, amati.

I meccanismi di difesa, secondo Ziegler, “distorcono, negano e falsificano la percezione della realtà”.

In contrasto con la psicoanalisi, la RECBT sostiene che i meccanismi di difesa non siano sepolti nell’inconscio.

Inoltre, la teoria freudiana ritiene che anche nelle migliori circostanze, avremo sempre bisogno dei meccanismi di difesa, specialmente di quelli sani.

La RECBT sottolinea, al contrario, che i meccanismi di difesa debbano dirigere verso la propria felicità, e una volta raggiunto tale benessere debbano essere messi da parte.

Questa è la buona notizia: se essi non sono sepolti nell’inconscio, allora si dovrebbe essere in grado di utilizzarli e poi sbarazzarsene.

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Questo è il modo con cui la RECBT lavora con ciascuno di questi meccanismi di difesa:

Repressione

Questo è il meccanismo di difesa centrale nella teoria freudiana: se riesci a dimenticarlo, allora non può farti del male! Nella RECBT, la repressione è invece intesa come credenza irrazionale (esempio: “tutti mi devono amare”), che opera sotto la soglia di consapevolezza. Una volta identificata tale credenza, il terapeuta può cambiarla e cambiare così i vostri pensieri.

Proiezione

Attraverso la proiezione tutti i pensieri o impulsi inaccettabili riferiti a sé stessi, vengono invece attribuiti agli altri. Nella teoria freudiana, questi equivalgono a desideri illeciti, mentre nella RECBT, rappresentano idee di noi stessi che non riusciamo ad accettare. Il motivo per cui sono inaccettabili è perché essi riflettono negativamente come ci si sente rispetto a come ci “si dovrebbe sentire o essere”.  Ad esempio si potrebbe essere afflitti dalla convinzione che la sessualità sia un male a causa di un’educazione dura e punitiva. Nella RECBT, è possibile superare i risultati di questa proiezione scambiando la credenza irrazionale (la sessualità è un male) con una convinzione razionale (va bene anche avere pensieri e sensazioni sessuali).

Spostamento

Trasferire sentimenti inaccettabili su un oggetto “sostitutivo”, che assume il ruolo di oggetto manifesto, ed è in stretto rapporto simbolico con l’oggetto reale o la rappresentazione mentale che causa l’attivazione di questa difesa. L’esempio classico è che venite trattati male dal vostro capo; una volta arrivati a casa scaricate la rabbia mettendovi a urlare con qualcuno della famiglia. La RECBT cerca di lavorare sul modificare tale reazione, definendola non come rabbia, ma come frustrazione o delusione.

Razionalizzazione

In questo meccanismo di difesa, si utilizza un scusa per giustificare un’esperienza che si riflette negativamente su di voi. Anche se si sta utilizzando una scusa, in realtà non si è coscienti di tale azione. Secondo la RECBT si può eliminare il ricorso a tale meccanismo, portando il soggetto a divenire capace nel “gestire la verità”, mediante l’accettazione del fatto che, una volta ogni tanto, tutti possono sbagliare.

Formazione reattiva

L’idea alla base di questo meccanismo di difesa è che vi sia una sostituzione di un desiderio inaccettabile con un suo opposto; secondo la RECBT vi è una credenza irrazionale che i sentimenti provati divengano assolutamente inaccettabili.

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Diniego

Il diniego rappresenta la negazione di avere impulsi negativi o dannosi; se così fosse, si sarebbe sopraffatti dall’ansia. Nella RECBT questo meccanismo non è rappresentato da impulsi aggressivi o sessuali, ma è la consapevolezza di esperienze o eventi che potrebbero cambiare il parere favorevole di sé stessi o del mondo. Ziegler ritiene che, per far questo, il modo migliore è quello di portare la consapevolezza di una persona in linea con la realtà.

Regressione

La visione freudiana è che quando ci si senti stressati, si regredisce ad uno stadio psicosessuale che ci fa sentire più felici e sicuri. Si inizia cioè a comportarsi come un bambino; secondo la RECBT, quando il livello di frustrazione si accumula, la regressione blocca il soggetto facendolo ritornare infantile. Riconoscere che le situazioni possono essere frustranti permetterà di gestire quei sentimenti negativi senza dover afferrare la “coperta di sicurezza” più vicina.

Intellettualizzazione

Come la razionalizzazione, l’intellettualizzazione è il fornire un motivo logico e razionale rispetto a un evento o incontro negativo. Secondo la RECBT è invece importante sperimentare la rabbia, mostrando di essere temporaneamente infastiditi, perché solo così si impara a fornire una risposta sana e più adattiva alle diverse situazioni.

Sublimazione

Nella visione freudiana, questo è il più sano di tutti i meccanismi di difesa: è cioè lo spostamento di una pulsione sessuale o aggressiva verso una meta non sessuale e non aggressiva. Ad esempio una pulsione aggressiva può essere incanalata in una socialmente accettata: il chirurgo.

 

Secondo la RECBT la sublimazione non è pertanto dannosa, proprio perché consente di divenire collaboratori produttivi della società. Scrivere poesie, ascoltare musica, e perseguire la carriera sono tutti modi per trasformare e rendere utile la propria energia aggressiva/sessuale.

In sintesi, la RECBT mostra come i nostri meccanismi di difesa non debbano essere considerati come un qualcosa che dobbiamo portarci dietro tutta la vita.

L’espressione e lo “smantellamento” di credenze irrazionali possono così aiutare a raggiungere l’adempimento, consentendo di esprimersi, e accettarsi, per quello che siamo, pur non essendo perfetti.

 

Tratto da PsychologyToday 

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)

 

 

 

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