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19 modi per non dire sempre “No” ai nostri figli (seconda parte).

Alcuni trucchi per evitare di dire sempre “No” ai nostri bambini.

no2Come genitori, anche con le migliori intenzioni, usiamo la parola ”No” innumerevoli volte ogni giorno. Per un bambino, questo può essere debilitante ed irritante.
Ovviamente, ci sono alcune volte, in cui il “No” è una risposta assolutamente appropriata, specialmente quando ci sono problemi immediati di salute e sicurezza.
Altre volte, però, dovremmo considerare i vantaggi di usare altre strategie.

  
Continuiamo, in questa seconda parte, ad analizzare gli esempi di come potresti usare “Sì e …” nella tua quotidianità.   


[Per leggere la prima parte, clicca qui]


8.    Pensa a perché stai dicendo di no.

Figlio: Possiamo andare al cinema?
(Pausa)
Genitore: Sì e sarà particolarmente divertente andare lì presto e prendere il tuo posto preferito in prima fila. Che ne pensi di aspettare fino a Venerdì sera, così non hai la scuola il giorno dopo e puoi stare sveglio un po’ di più? Cosa ti piacerebbe vedere?

Siamo così abituati a dire “No”, che può scapparci facilmente, anche quando avremmo potuto dire di sì. A volte, prenderti un minuto prima di rispondere, ti aiuterà a dire “Sì e” più spesso e più naturalmente.


9.    “Sì” ed “e” non devono stare sempre insieme.

Figlio: Un altro episodio. Ti prego!
Genitore: Sì, puoi vedere un altro episodio domani, dopo che avrai fatto i tuoi compiti. E cosa pensi che stia per succedere?


10.    Imposta il tempo per il “Sì”.

Figlio: Posso avere uno snack [10 minuti dopo la cena]?
Genitore: Sì, uno snack ci sta bene! E tu puoi certamente averne uno domani dopo la scuola.

Sembra sempre esserci un implicito “proprio ora” quando un bambino fa una richiesta. Prendili alla sprovvista, togliendo questa implicazione.


11.    Chiedi del tempo e metti una scadenza.

Figlio: Posso avere un telefono?
Genitore: Sì, posso capire perché un telefono potrebbe esserti utile. Ed ho bisogno di un po’ di tempo per pensarci. Possiamo parlarne domani sera?

Non c’è niente di sbagliato nel prendersi un po’ di tempo per pensare ad una situazione. Solo sii sicuro di darti una scadenza per riflettere sull’argomento, così eviti di essere bombardato continuamente dalla stessa richiesta.


12.    Rimetti il “carico” su di loro.

Figlio: Posso avere il nuovo videogioco?
Genitore: Sì, ho visto che è uscito proprio quello che desideri tanto. E mi piacerebbe aiutarti a fare un piano per ottenere i soldi per comprarlo.

“Carico” è un termine usato, spesso, nell’ambiente militare, che significa, letteralmente, che la responsabilità è su di noi. Dare il potere ai bambini di essere dei pensatori critici, e di prendersi le proprie responsabilità, col tempo tornerà loro utile.


13.    Reindirizzare l’entusiasmo.

Figlio (4 anni): Posso preparare il pranzo sui fornelli?
Genitore: Sì e non sarebbe divertente preparare un intero picnic sul pavimento per i nostri amici pupazzi? Facciamolo insieme nella tua cucina giocattolo… Che ne dici?

Non c’è niente di peggio che reprimere, non intenzionalmente, l’entusiasmo dei bambini per un compito, dicendo loro che non possono farlo. Usa queste opportunità d’oro per insegnare loro come eseguirlo (in sicurezza).


14.    Lavorate insieme.

Figlio: Falciare il prato è terribile!
Genitore: Sì e tirare le erbacce è anche peggio. Lo so! Che ne dici se lo facciamo insieme?

Il lavoro passa molto più velocemente quando sei con qualcun altro. Perciò, prendetevi il tempo per lavorare vicini gli uni agli altri.


15.    Capovolgi il copione.

Figlio: Odio i broccoli!
Genitore: Sì ed immagina cosa sentono i broccoli per te che mordi la loro testa! Ok, che ne dici di mostrare ai tuoi broccoli un po’ di pietà e mangiarli gentilmente?


16.    Negozia le posizioni.

Figlio: Perché sei così avaro?
Genitore: Sì e penso che sono anche un po’ irritabile. Forse dovrei mandare me stesso nella mia stanza?

Soprattutto i pre-adolescenti sono inclini a ridere del pensiero che tu sia in “punizione” e, in genere, ti lasceranno da solo “finchè sarai pronto a filare dritto”.


17.    Segui la loro idea.

Figlio: Voglio giocare col telefono!
Genitore: Sì e non sarebbe divertente giocare su un telefono a disco? Oh, tu non sai cosa sia… Lascia che te lo racconti (o te lo mostri)!

Pretendere di giocare è un passaggio vitale dello sviluppo per i bambini. Piuttosto che dire semplicemente “No”, offrire una versione reale di ciò a cui sono interessati, dà loro una possibilità di essere impegnati nel loro ambiente, in modo sicuro.


18.    Mostra un po’ d’amore – stile karaoke.

Figlio: Non mi fai fare mai niente di divertente!
Genitore: Sì ed è perché ti amo. (Metti la tua mano a forma di telefono all’orecchio e comincia a cantare una canzone)

Esprimere amore, anche quando il tuo bambino non lo sta corrispondendo, è un importante fattore per infondere in lui un forte senso di fiducia, la quale si estenderà nelle altre aree della loro vita.


19.    Lasciali andare e vivere un po’.

Figlio: Per favore, possiamo mangiare dei biscotti al cioccolato?
Genitore: Sì e prendine un paio anche per me per favore!

Ogni tanto, va bene dire solo “Sì”. Dimentica di riformulare; dimentica le scadenze ed i parametri. Dì solo di “Sì” (specialmente quando è inclusa anche la cioccolata!).



Fonte: PsychCentral.com

 

(Traduzione ed adattamento a cura della Dottoressa Alice Fusella)

 

 

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