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Saperne di più su psicologia e psicoterapia

L'innata capacità musicale del neonato

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La percezione musicale riposa su sofisticate capacità cognitive per la decodifica delle note, del ritmo, del timbro e per l'elaborazione di elementi sequenziali che formano strutture gerarchiche atte a veicolare l'espressione emotiva e significati.A dispetto di questa complessità, si stanno accumulando dati che indicano che anche nella primissima infanzia i bambini sono estremamente sensibili all'informazione musicale. Distinguere intonazione e ritmo, armonie e dissonanze, rilevare variazioni di ritmo, timbro e tempo, come pure la durata delle note e delle frasi musicali: queste competenze musicali sembrano avere un'importante influenza sull'apprendimento iniziale del linguaggio dato che l'elaborazione della prosodia del parlato (ossia il suo ritmo e la sua melodia) fornisce essenziali informazioni per l'identificazione delle sillabe, delle parole e delle frasi.

Gli antidepressivi in gravidanza possono ritardare lo sviluppo psicofisico dei bambini

foto_bambini_11Un articolato studio che ha coinvolto 81.000 bambini danesi ha suggerito che i neonati, in particolare maschi, nati da madri che in gravidanza hanno assunto antidepressivi durante il secondo o terzo trimestre hanno maggiori difficoltà nello stare seduti o camminare rispetto ai coetanei nati da madri che non hanno assunto psicofarmaci.

Nonostante questi ritardi, il progresso rientrava ancora entro i limiti del “normale” sviluppo e non si sa se questa situazione sia temporanea o permanente, fanno notare i ricercatori. In media, i bambini riuscivano a stare seduti con circa 16 giorni di ritardo e a camminare con un mese di ritardo rispetto ai coetanei.

"Le nuove emozioni universali che dominano l'essere umano"

emo4PER CIRCA mezzo secolo, gli psicologi hanno concentrato i loro studi sulle emozioni dominanti del genere umano, quegli stati d'animo visibili dal volto che possono essere considerati universali. Il risultato di cotante ricerche si può riassumere nella formula delle "Big Six": le grandi sei Emozioni che, dalla Siberia alle Ande, fanno battere il cuore a tutti gli uomini. Della lista fanno parte gioia, tristezza, rabbia, paura, sorpresa e disgusto. Ora, però, questo elenco potrebbe essere destinato a crescere.

 

Ne è convinta la rivista britannica New Scientist, che ha deciso di fare il punto sulle ricerche volte a trovare le nuove super emozioni del presente. Secondo la prestigiosa rivista scientifica, infatti, ogni epoca ha i suoi stati d'animo.

La prudenza finanziaria? E' in un circuito del cervello

Copia_di_250xL'avversione al rischio di perdere denaro è controllato da specifici circuiti all'interno dell'amigdala, una struttura cerebrale coinvolta nella gestione delle reazioni emotive e nei processi decisionali. A dimostrarlo è stato un gruppo di ricercatori del California Institute of Technology (Caltech) diretti dal ricercatore italiano Benedetto de Martino dell'University College di Londra, ma attualmente visiting professor al Caltech.

L'avversione alla perdita descrive l'evitamento di scelte che possono condurre a perdite, anche se accompagnate da un guadagno equivalente o superiore.

«Ragazzi a letto alle dieci per vivere felici»

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Per mandare a letto presto i figli di YouTube e Facebook, forse, è sempre meglio affidarsi a Jim Morrison convinto che, per merito dei sogni, nel sonno è possibile trovare quello che il giorno non può dare. I genitori più coraggiosi, però, d’ora in avanti possono appellarsi anche a mister James E. Gangwisch, psichiatra del Columbia University Medical Center di New York, sicuro che ritardare troppo l’ora di coricarsi può portare alla depressione. Lo dimostrano i risultati del suo studio appena pubblicato dalla riv i s t a sc i e n t i f i c a Sleep. Vecchi (e bei!) tempi quelli del Carosello che, con gli sketch comici tra le 20.50 e le 21, faceva scattare il coprifuoco per i più piccoli di casa. «Oggi gli adolescenti hanno già perso in media un’ora e mezzo di sonno rispetto a mamma e papà — ricorda Claudio Mencacci, ai vertici della Società italiana di psichiatria —. Sotto la spinta

Il successo sociale? Una questione di dopamina

happiness_of_katakurisMigliorare il proprio status socioeconomico porta sicuramente a notevoli vantaggi pratici, ma esiste anche un beneficio più recondito e personale, legato ai meccanismi cerebrali di ricompensa.

È quanto messo in luce da una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Biological Psychiatry, secondo cui le persone più motivate a ottenere una migliore condizione nella società sono in realtà quelle che possiedono una più elevata densità di recettori D2/D3 per la dopamina nel corpo striato, una regione del cervello fortemente coinvolta nella motivazione e nei comportamenti tesi al conseguimento di una ricompensa.

Neuroni in vitro che conservano la memoria

neur1Per la prima volta, un gruppo di neuroscienziati della Facoltà di medicina della Case Western Reserve University è riuscito a ricreare schemi di attività di circuiti cerebrali mantenuti in vitro. Nel campo delle neuroscienze, la memoria umana viene classificata in tre categorie: dichiarativa, che consente di memorizzare fatti o specifici eventi; procedurale, che consente di ricordarsi, per esempio, come si suona il piano o si va in bicicletta; e a breve termine, che permette di ricordare, per esempio, un numero telefonico finché non lo si compone.

«Malincoweb»: troppo tempo a navigare a rischio depressione

donna-al-pcMalincoweb. Ovvero, il lato oscuro delle Rete, quando Internet, facebook, twitter e posta elettronica rubano il tempo e fanno intristire. Può accadere anche questo, secondo i ricercatori dell`Università di Leeds: se il rapporto con la tecnologia diventa troppo ossessivo, nell`1,2% dei casi si può innescare una vera dipendenza, con i sintomi della depressione.

Il lato oscuro - Si tratta del primo studio su larga scala sugli effetti psicologici della Rete, quello realizzato dagli esperti britannici che sarà pubblicato sulla rivista Psychopathology. Sotto esame sono finite le abitudini di 1.319 persone tra i 16 e i 59 anni e più di uno su 100 è stato classificato come "web-addicted", dipendente da Internet. Una percentuale maggiore dei dipendenti dal gioco d`azzardo, fermi allo 0,6%. I giovani, età media 21 anni, sono la categoria più a rischio.

Perché apprezziamo la musica

musicaLe scale musicali più comunemente usate nel corso dei secoli sono quelle che ricalcano più da vicino la fisica della voce umana e noi comprendiamo le emozioni espresse dalla musica perché la musica mima il modo in cui esse sono espresse nel parlato.

E' questo il risultato di uno studio condotto da ricercatori della Duke University illustrato in un articolo a prima firma Daniel Bowling in corso di pubblicazione sul "Journal of the Acoustical Society of America" e in uno pubblicato on line su "PLOS One". (L'argomento è approfondito anche nell'articolo Emozioni in musica pubblicato su "Mente&Cervello" di questo mese (dicembre 2009, n. 60.)

L'attività onirica inizia a 5 anni I sogni si formano con l'età

bimbAnche a sognare si impara. Le trame piene di azioni ed emozioni non sono affare da bambini ma si costruiscono solo crescendo. Nonostante quel che si immagina osservando le smorfie o i movimenti del corpo, le notti dei piccoli sono calme e placide come specchi d'acqua senza vento.

E ai genitori svegliati da pianti o resoconti di incubi i neuroscienziati spiegano che non dal sonno quelle paure scaturiscono, ma da stati incompleti di veglia in cui i piccoli si ritrovano confusi e disorientati.

 Allo sviluppo dell'attività onirica nei bambini dedicano un capitolo Giulio Tononi e Yuval Nir, del dipartimento di psichiatria dell'università del Wisconsin a Madison, in uno studio più generale sulla natura dei sogni pubblicato dalla rivista Trends

Noi dormiamo, il cervello no e il sonno aiuta la memoria

dormire-sui-sassi-759827La scienza non ha mai dato molto credito alle affermazioni secondo cui per apprendere il francese o il cinese è sufficiente ascoltare una lezione su cd mentre si dorme. Secondo la maggior parte degli scienziati, se mai apprendimento dovesse esserci, la lezione di lingue probabilmente sveglierebbe colui che dorme, senza però far penetrare verbi e vocaboli in una mente profondamente addormentata.Un nuovo studio, però, incentrato su un metodo diverso di ascolto durante il sonno, permette di comprendere meglio in che modo funzioni un cervello addormentato.Gli scienziati della Northwestern University hanno reso noto che trasmettere alcuni suoni specifici mentre si dorme è servito ad alcune persone che si sono sottoposte all'esperimento a ricordare meglio ciò che avevano studiato prima di addormentarsi, al punto che la memoria di tutti loro è risultata notevolmente migliorata.



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