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Saperne di più su psicologia e psicoterapia

Vanno a sinistra rabbia e aggressività

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Fa aumentare il battito cardiaco e la pressione arteriosa oltre ai livelli dell’ormone testosterone. Ma non è l’amore, è la rabbia, forse la principale delle emozioni negative. La sua azione sull’organismo comporta anche una diminuzione dei tassi di un altro ormone, il cortisolo, e il prevalere dell’attività della parte sinistra del cervello su quella destra. Questo complesso quadro di cambiamenti biologici è stato rilevato da una ricerca che per la prima volta ha esplorato tutti insieme gli effetti della rabbia e di una condizione di aumentata aggressività sull’organismo umano. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Hormones and Behavoir da parte di un gruppo di studiosi spagnoli guidati da Neus Herrero dell’Unità di Psichiatria e Psicologia Medica della Facoltà di Medicina dell’Università di Valenzia.

Se vuoi essere felice, tieniti stretti i ricordi negativi

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Bere per dimenticare non funzionerà. E nemmeno tentare di distrarsi a tutti i costi, o cercare una pillola che con un colpo di spugna cancelli quel ricordo che vi tortura da mesi.Con le memorie negative è meglio imparare a conviverci, o la tristezza che ne deriva durerà più a lungo: lo dimostra un recente studio statunitense.

Tristezza cinematografica. Un'equipe di neuroscienziati dell'Università dello Iowa (USA) diretta da Justin Feinstein, ha selezionato 10 persone, 5 delle quali affette da una particolare forma di amnesia - in questo caso, l'incapacità di elaborare nuovi ricordi - derivante da un danno all'ippocampo, una parte del cervello fortemente coinvolta nella memoria e nella navigazione spaziale.

La personalità psicopatica? Alla ricerca della soddisfazione a ogni costo

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Mancanza di paura, di empatia e di sensibilità interpersonale: sono questi i tratti caratteristici di una personalità psicopatica, su cui si sono concentrati innumerevoli studi.

 

Oltre a questi aspetti che esprimono una carenza, queste persone ne manifestano altri, legati in un certo senso al possesso di qualcosa che è in sovrappiù e non in meno: impulsività, tendenza all'assunzione di rischi e ricerca della gratificazione, che spesso sono ancor più legati al manifestarsi di comportamenti violenti e criminali.

Guarire con gli animali

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Talvolta un animale di compagnia è l’unica presenza dal comportamento coerente all’interno della costellazione affettiva di un essere umano. In questo caso la relazione con l’animale può rappresentare per la persona il punto di partenza di un processo di “resilienza” che porti ad una maggiore consapevolezza di sé ed a rimodellare progressivamente il tipo di relazione affettiva che intrattiene con le figure significative. Come sostiene lo psicologo francese Jacques Lecomte (Guérir de son enfance, Odile Jacob Editeur), in accordo ai risultati di ricerche scientifiche e testimonianze individuali, figure di insegnanti, adulti empatici, a volte anche animali, possono guarire le ferite e aprire la speranza in un futuro luminoso.

Un algoritmo che identifica i ricordi

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Analizzando l'attività cerebrale registrata da una risonanza magnetica funzionale, un algoritmo messo a punto da ricercatori del Wellcome Trust Centre for Neuroimaging dell'University College di Londra è stato in grado di identificare quale, fra tre ricordi, un gruppo di volontari stava in quel momento richiamando alla memoria. Il risultato - descritto in un articolo pubblicato su Current Biology - è un ampliamento di una ricerca condotta lo scorso anno nella quale lo stesso gruppo di neuroscienziati aveva mostrato come le tracce mnemoniche spaziali si depositino secondo schemi di attività regolari dell'ippocampo, una struttura cerebrale responsabile dell'apprendimento e della memoria.

Si ammalano di meno ma hanno tanta ansia Donne, l’ipocondria è rosa

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Finiscono al pronto soccorso perché non dormono serene. Si turbano anche per uno starnuto, o per una leggera tachicardia. Il popolo degli ipocondriaci cresce di anno in anno e sono soprattutto le donne a soffrire di malattie inesistenti. La scoperta dell’ipocondria rosa arriva da uno studio della Cambridge University, secondo cui gli uomini hanno un sistema immunitario più debole e potrebbero dunque davvero essere più vulnerabili nei confronti dell'influenza.

Dalla rielaborazione dei dati è emerso inoltre che alcuni gruppi sociali - tra cui le persone non sposate, i divorziati o i separati - hanno più probabilità di ammalarsi e di morire nei cinque anni successivi. Altri gruppi sono risultati più suscettibili alle malattie. Si tratta di disoccupati o di persone che non hanno un titolo di studio.

Litigio con il partner? Ecco a chi fa bene dormirci sopra

tradimento_ora_pranzo2Se si va a letto dopo un litigio con il partner, il fatto di risvegliarsi ancora arrabbiati o meno dipende dal livello di attività di un'area cerebrale caratteristica della persona.

Le persone che in genere mostrano una maggiore attività nella corteccia prefrontale laterale sono molto meno propense a risvegliarsi ancora mal disposte verso il partner il mattino seguente, mentre chi ha un livello di attività più ridotto mostra una maggiore "resilienza" emotiva.

Dopamina, molecola del potere

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AMBIZIOSI, arrivisti, scalatori, disposti a sacrifici fisici e morali pur di ottenere una posizione di potere. Persone così, non le ferma nessuno. Perché la loro forza è scritta nei geni, o meglio in un neurotrasmettitore: la dopamina. Una ricerca della Columbia University dimostra che le persone più motivate a ottenere potere in società sono anche quelle che possiedono una maggior quantità di recettori D2/D3 per la dopamina nel corpo striato, una regione del cervello coinvolta nella motivazione e nei comportamenti che puntano al conseguimento di una ricompensa.

Le Yummy Mummie contribuiscono al diffondersi di anoressia e bulimia

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L’allarme lanciato qualche giorno fa sulla piaga dei disturbi alimentari riportava che sono tre milioni gli italiani a soffrire di disturbi alimentari e a 14 anni ci sono già i primi segni di anoressia. A contribuire al diffondersi di questa epidemia di malcostume alimentare pare ci siano le star di Hollywood che, involontariamente, fanno da modello ispiratore per milioni di donne in tutto il mondo.

Non solo ragazzine, ma anche donne di 30 o 40 anni. Secondo gli esperti sono in costante aumento i casi di disturbi alimentari tra le donne di età compresa tra i 30 e i 40 anni, facendo di fatto diventare anoressia e bulimia non più appannaggio delle adolescenti. Sono così tante le donne che vogliono diventare delle “yummy mummie” (ovvero delle mamme alla moda) come Angelina Jolie, Victoria Beckham e altre.

Con un clic scateni l'inconscio

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Forse mai come oggi l'umanità si è trovata a vivere in un mondo così pieno di immagini. Quando visitiamo un museo o un'esposizione artistica, molti di noi non resistono alla tentazione di impossessarsi le immagini che ci stanno di fronte, facendole proprie attraverso la duplicazione resa possibile dall'ormai inseparabile fotocamera-telefonino. La caleidoscopica messe di filmati, video, foto, cartelloni e manifesti in cui siamo immersi rende più che mai attuali gli interrogativi da cui partono Andrea Pinotti e Antonio Somaini nell'Introduzione all'interessante volume «Teorie dell'immagine» (Cortina 2009) da loro curato.

Pochi istanti per capire un errore, il segreto dell’intuito femminile

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Che le donne siano più empatiche degli uomini non è un mistero. Ma che riescano a riconoscere un errore in 200 millisecondi è una scoperta che si deve al Consiglio nazionale per la ricerca e dall'Università di Milano-Bicocca. Il segreto sta nei 'neuroni specchio' che riconoscono azioni inappropriate in un tempo breve. E lo fanno perché funzionano permettendo una comunicazione non linguistica fra i cervelli. In pratica agiscono così: se quel che fai tu è simile a quel che potrei fare io, allora io sono simile a te.

E così, secondo i ricercatori, le nostre scelte non obbediscono solo a criteri di razionalità. Ma, in alcuni casi, dipendono da processi neuronali che si attivano nel momento in cui osserviamo un'azione 'sbagliata' inducendoci, per esempio, a non imitarla.



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