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Saperne di più su psicologia e psicoterapia

L'amore genitoriale immaturo e le sue conseguenze sull'identità femminile

L’amore di un genitore verso un figlio è un valore indiscutibile e senz’altro positivo, ma questo assunto non è sempre confermato dall’osservazione clinica. Possono essere molte le ragioni che trasformano un’intenzione positiva e generosa, in un meccanismo deleterio, perché non sempre l’affetto è abbastanza rispettoso per l’identità separata dell’altro.

"Nel nome del figlio". Le valenze trasformative della Consulenza Tecnica d’Ufficio nei casi di separazione genitoriale.

Articolo a cura della Dott.ssa Antonella Luppino

Sono le idee e le passioni dell’uomo e non la meccanicadelle leggi che mandano avanti le faccende umane.E’ sempre in fondo alle anime che si troval’impronta dei fatti che si produrranno all’esterno.Alexis de Tocqueville, 1857

Il focus del presente lavoro riguarda l’ambito della psicologia giuridica civile che si occupa dell’affidamento dei figli nei casi di separazione e divorzio.

Nello specifico, ci si riferirà alle situazioni in cui il giudice nomina un consulente tecnico d’ufficio, figura ausiliare che può assistere il magistrato nell’acquisire le conoscenze necessarie per valutare la situazione presa in esame.
Si proporrà una riflessione sui contesti coinvolti nel lavoro peritale, focalizzando l’attenzione sul versante interattivo-relazionale dello stesso, considerando “il
sistema peritale quale spazio plurisistemico, vale a dire come luogo di incontro tra soggetti e sistemi di oggetti” (Cigoli et al., 1988), ricercando il gioco relazionale che fra questi si attiva, nel passaggio dal contesto privato-familiare a quello pubblico-istituzionale, dal contesto giuridico a quello psicologico che si auspica trovino delle strade da percorrere per definire qualcosa in comune, qualcosa di comunicabile che permetta loro di parlarsi, di comprendersi, di agire in termini trasformativi.

Psicosi

Il termine Psicosi è stato introdotto nel 1845 da von Feuchtersleben con il significato di "malattia mentale o follia".

E' un disturbo psichiatrico e descrive gravi affezioni mentali, caratterizzate da un difetto dell’autocritica e da un distacco della realtà.

La psicosi è molto comune e il suo esordio può avvenire nell’adolescenza e nella precoce età adulta ed è quasi sempre il risultato di fattori organici, psicologici e costituzionali.

La depressione. Cos'è e come se ne esce.

Articolo a cura della Dott.ssa Monica Mazzini

Quando si è depressi si vive una profonda sofferenza, niente dà più piacere, nessuna attività interessa più. Tutto diventa grigio. Non si ha voglia di alzarsi al mattino, non si ha voglia nemmeno di lavarsi e pettinarsi.

Nessuno può alleviare questo stato di profonda tristezza, per quanto le persone vicino a noi facciano, non riescono a scaldare il nostro cuore.

Non si sa perché si sta così, non ci pare di avere nessun motivo, e questo ci fa sentire ancora più in colpa e ci fa sprofondare ancora più giù.

Spesso ci sentiamo dire "datti una mossa" oppure "ci devi mettere qualcosa anche tu", o peggio "tirati su", come se fosse possibile tirarsi su. Così ci sentiamo anche incapaci e la nostra autostima si abbassa ulteriormente. Ci sentiamo diversi, non capiti, come dei marziani, e ci ritiriamo ancora di più.

Perché ci succede tutto questo? Spesso cerchiamo cause esterne, e molte volte non si trovano, tutto va bene, ci diciamo. Altre volte si possono trovare delle cause scatenanti, come perdite, fallimenti, lutti ecc. ma a quel punto ci si chiede: "perché io me la prendo così tanto, mentre lui/lei riesce ad affrontare meglio?"

Nevrosi

Le nevrosi rappresentano un gruppo di disturbi che coinvolgono la sfera comportamentale, affettivo-emotivo e psicosomatica dell’individuo in assenza di una patologia di origine organica. Il disturbo assume diversi significati a seconda dell’approccio utilizzato.

Secondo l’ottica psicodinamica il carattere nevrotico si determina per una fissazione della libido a una fase di sviluppo pregenitale. Le nevrosi possono essere intese come il tentativo dell’inconscio del paziente di risanare, attraverso la malattia, l’equilibrio intrapsichico instabile.

Secondo l’ottica psicoanalitica l’ansia nevrotica non è altro che un conflitto irrisolto tra le pulsioni istintuali primarie dell’Es e le motivazioni del Super-Io, e l’Io è incapace di bilanciare queste tendenze opposte.

Identità di genere:differenze in età evolutiva e relazione con il gioco

identit-genereQuesto articolo nasce dalla curiosità di esplorare l’età evolutiva in relazione al gioco e di comprendere in modo scientifico, perché bambini e bambine fanno giochi diversi.
In quale modo l’identità di genere influisce nel differenziare il gioco?

Rispondere a questa domanda ha richiesto un lavoro di ricerca bibliografica che ha condotto ad analizzare anche l’identità di genere dall’inizio, continuando il percorso esplorativo nella sua completezza durante l’età evolutiva; pertanto, la trattazione prenderà in considerazione lo sviluppo del feto e l’evoluzione del “cucciolo”di uomo.

1. Identità di genere e differenze sessuali

L’identità di genere è (D’Ottavio, Simonelli; 1990) “il senso di sè stesso, l’unità e la persistenza della propria individualità maschile o femminile”; si tratta di un “mare magnum” in cui confluiscono vari fattori che si fondono e si armonizzano dando origine a questo aspetto della personalità umana che, ancor oggi, conserva delle zone d’ombra.Quando si prendono in considerazione aspetti che coinvolgono la sessualità, accade di trovare delle resistenze da parte delle persone, sia per i tabù che persistono ben radicati, sia per l’intimità dell’argomento. I fattori che contribuiscono alla formazione, alla differenziazione dell’identità di genere, appartengono a varie aree alla conoscenza: aspetti biologici, sociali e psicologici, ruolo genitoriale e gruppo dei pari.

Anoressia e malattie organiche

Caratteristica principale dell’anoressia nervosa, secondo il criterio stabilito dal DSM-IV, è “il rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra del peso minimo normale”.

Analizzerò in questa sede tutti i criteri che sono stati presi in considerazione dal manuale diagnostico americano per definire tale disturbo, cercando di integrare la descrizione del puro sintomo con alcune considerazioni qualitative.

Veniamo all’analisi dei criteri diagnostici e cerchiamo di capire perché sono necessari (per capire, non solo per classificare).

Il primo criterio è “il rifiuto di mantenere il peso corporeo normale minimo”.

Esiste un apparecchio, simile a quello per l’elettrocardiogramma, che serve per calcolare l’indice di massa corporea, che è il rapporto tra il peso e l’altezza. Il BMI, stabilisce il rapporto tra le masse di acqua, muscoli, ossa e grasso che costituiscono il nostro corpo.

Vincent Van Gogh e l'Arte Terapia

Con Vincent Van Gogh nella Storia dell'Arte è segnato un passaggio fondamentale che travolgerà la normale visione di questa disciplina dando origine alla moderna Arte Terapia. Da quel momento, infatti, in maniera dichiarata dallo stesso pittore nell'affascinante testo edito da Guanda dal titolo: Lettere al fratello Theo, non si cercherà più di dipingere ciò che accade all'esterno ma piuttosto l'effetto che l'esterno ha sull'interno. Gli effetti quindi delle diverse modalità di percepire il mondo.

Grazie a questa diversa concezione e apertura a nuovi possibili orizzonti sono scatute le correnti dell'arte moderna e contemporanea che proprio nei pittori impressionisti hanno trovato la fonte di ispirazione.

Sui binari paralleli alla Storia dell'Arte la Psicologia si occupò del fenomeno Van Gogh il quale nell'ultimo periodo della sua vita passato in un Ospedale della Provenza, a Saint Remie, utilizzò l'arte per trovare risposte al suo travagliato mondo interiore spesso in lotta con le convenzioni del tempo.

Alessitimia (o Alexitemia)

Questo termine deriva dal greco e significa mancanza di parole per le emozioni (a = mancanza, léxis = parola, thymόs = emozione ). Esso viene utilizzato per indicare una incapacità nell’identificazione e nell’espressione dei sentimenti, propri ed altrui.

L’alessitimia riguarda un tratto stabile di personalità e gli individui che ne sono affetti  sono particolarmente soggetti a sviluppare disturbi e malattie somatiche.  Tendenzialmente la persona che somatizza tende a non riconoscere  e a non esprimere verbalmente le emozioni, quindi gli alessitimici hanno la difficoltà di concentrare le emozioni a livello viscerale,  confondendosi con esse, ed esprimendone un disagio emotivo attraverso un “linguaggio somatico”.

Il Disturbo da Stress Post Traumatico

Il Disturbo da Stress Post Traumatico è stato inserito ufficialmente nel DSM nel 1980, ma già nella letteratura del Novecento gli sono stati attribuiti nomi diversi, come nevrosi da guerra, cuore del soldato o shock post-traumatico, proprio per indicare una patologia che insorge in maniera acuta dopo l'esposizione ad eventi gravi ed estremamente stressanti che mettono a repentaglio la propria o altrui integrità. Mentre nei primi anni '80 si faceva per lo più riferimento alle conseguenze psicologiche vissute da persone con esperienze di guerra, da diversi anni vengono considerate molte altre situazioni come potenziali cause per lo sviluppo del PTSD, mantenendo nel DSM il riferimento alla gravità oggettiva della situazione (Fullerton e Ursano 2001).

Caratteristica principale dei soggetti con tale disturbo è la risposta che ne consegue che prevede un aumento considerevole del livello di ansia, l'evitamento degli stimoli che in qualche modo sono associati al trauma e una diminuzione significativa della reattività emozionale. Ovviamente l'evento causa del trauma e del conseguente disturbo deve essere stato fonte di paura intensa, orrore e senso di impotenza. 

Attacco di Panico

L’attacco di panico o la manifestazione di una crisi d’ansia acuta è una condizione che si presenta in assenza di stimoli stressanti realistici, così da far sperimentare all’individuo un’intensa ansia associata a sintomi somatici  come ad esempio tachicardia, sudorazione, sensazione di asfissia, e sintomi psichici come derealizzazione, paura di perdere il controllo o di impazzire.

L’attacco di panico è sempre vissuto in modo drammatico, soprattutto il primo, che rimane in memoria in modo indelebile con la sensazione di essere in grave pericolo ed associarlo ad un infarto cardiaco. Il panico è strettamente collegato alla regolazione e al contenimento delle proprie emozioni.



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