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La sindrome di Peter Pan

sindrome di peter pan

Il disturbo di cui parlo nasce dalla rimozione nella società attuale di tutti o molti dei riti di passaggio dall’età infantile-adolescenziale a quella adulta, declinati in maniera diversa secondo i tempi e le culture, ma in passato presenti in tutti i sistemi sociali. Tali riti segnavano simbolicamente l’assunzione di responsabilità inerenti ai nuovi ruoli di accudimento di se stessi e degli altri, propri dello status di adulto.

Il vuoto provocato dalla loro rimozione viene riempito da nuovi riti, a dimensione personale e collettiva, che transitano e si riciclano con rapido ricambio attraverso i mass-media e le attuali forme di comunicazione (pubblicità, spettacolo, internet, etc.), che, invece di attivare un cambiamento evolutivo della persona, dilatano e idealizzano il modello del giovane-bambino, anche perché, dal momento che questo rappresenta un ‘personaggio’ non risolto e/o in fieri, viene individuato dal mercato come l’utente più attivo, dal quale parte una domanda che sempre si rinnova e propone richieste diverse che incentivano una produzione di rapido smaltimento.

L'eiaculazione precoce e la sessualità di coppia

Eiaculazione precoce

L’eiaculazione precoce è stata definita come una disfunzione sessuale maschile caratterizzata da un’eiaculazione che avviene sempre o quasi sempre prima o entro un minuto dalla penetrazione vaginale e come l’incapacità a ritardare l’eiaculazione in tutte o quasi tutte le penetrazioni vaginali con conseguenze personali negative come stress, frustrazione e/o l’evitamento dell’intimità sessuale.

Attualmente questa disfunzione colpisce circa il 30% degli uomini di tutte le età determinando un impatto negativo sulla qualità di vita che, secondo alcuni Autori, può essere considerato più forte rispetto a quello della disfunzione erettile.

In presenza di questo sintomo si possono riscontrare conseguenze negative anche nella sessualità della partner così come nella qualità della relazione.

Il sonno e i suoi disturbi

Il sonno è quel fenomeno, senza il quale sarebbe impossibile vivere; è implicato nella regolazione della qualità della vita, dell’umore e della nostra efficienza durante la giornata.

sonno

Infatti, benché il sonno sia rappresentato da un apparente stato di quiete, durante questo stato avvengono complessi cambiamenti a livello cerebrale che non possono essere spiegati solo come un semplice stato di riposo fisico e psichico. Ad esempio, ci sono alcune cellule cerebrali che in alcune fasi del sonno hanno una attività 5-10 volte maggiore rispetto alla veglia.

Due caratteristiche fondamentali distinguono il sonno dallo stato di veglia:

  • la prima è che il sonno erige una barriera percettiva fra mondo cosciente e mondo esterno,
  • la seconda è che uno stimolo sensoriale (ad esempio un rumore forte) può superare questa barriera e svegliare chi dorme.

La dizione "prontamente reversibile" non si può quindi associare al coma o all'anestesia che, rispettivamente, sono una patologia e uno stato di quiete indotto farmacologicamente.

L'amore genitoriale immaturo e le sue conseguenze sull'identità femminile

amore genitorialeL’amore di un genitore verso un figlio è un valore indiscutibile e senz’altro positivo, ma questo assunto non è sempre confermato dall’osservazione clinica. Possono essere molte le ragioni che trasformano un’intenzione positiva e generosa, in un meccanismo deleterio, perché non sempre l’affetto è abbastanza rispettoso per l’identità separata dell’altro.

Come vivere in armonia con la propria casa

La casa del benessere

casaPaola, 40 anni, sposata con due figli da un po' di tempo si è accorta che la sua casa è diventata invivibile. Non c'è più spazio per niente. Un po' i figli sono cresciuti, hanno nuove esigenze, un po' lei e suo marito nel corso degli anni hanno comprato un'infinità di oggetti, senza mai eliminare nulla.

Gessica, 30 anni, single, ha arredato la sua casa frettolosamente, perchè non vedeva l'ora di abitarla. Ma poi si è accorta di non essere pienamente soddisfatta. Non riesce a capire se sono i colori che non la convincono oppure, la disposizione dei mobili.

Basta pensare un attimo alla nostra casa per accorgerci se è elegante, disordinata, accogliente, funzionale oppure troppo spoglia. La casa parla di noi, è il nostro specchio, riflette i nostri gusti, la nostra personalità e soprattutto, i nostri stati d'animo.

Chissà quante volte vi è capitato di entrare in una casa, subito dopo che c'è stato un litigio, e avvertire che qualcosa non andava. Solitamente, per esprimere questa sensazione, si dice:"si poteva tagliare l'aria con il coltello". E' un modo per indicare che l'atmosfera era così densa da dare l'impressione che il litigio fosse ancora tangibile. Questo ci fa capire come il nostro benessere psicologico possa dipendere dal tipo di cose che ci circonda.

La compulsione agli acquisti (Compulsive buying)

 

acquistiAlzi la mano chi in un momento in cui si sentiva giù di tono non ha cercato un po' di conforto nello spendere. Un abito nuovo che rende più desiderabili, un rossetto, un oggetto che arreda in modo più piacevole la casa: un danno al portafoglio che però è ripagato dall'innalzamento del tono dell'umore. Possedere qualcosa che prima non avevamo è un antidoto alla depressione che molti sperimentano e che di solito funziona.

Se la cosa si limita a un piccolo capriccio non può che farci bene. Ci fa sentire potenti, capaci di comprarci un pezzetto di serenità, anche se non è vero, un'immagine di noi stessi più positiva. Ma quando si instaura una dipendenza (sono depresso/a quindi devo acquistare) è facile precipitare nella china della patologia nevrotica fino ad arrivare ad una vera e propria malattia psicologica chiamata compulsione all'acquisto, battezzata dagli studiosi americani, "compulsive buying".

E' stato dimostrato che colpisce soprattutto le donne, giovani perlopiù. La fonte di dati più precisi a riguardo è negli States. Secondo gli studi delll'Istituto di medicina dell'università dello Iowa, infatti, pubblicati nel 1995, la tipica compratrice coatta è una donna di cultura medio-alta sulla trentina.

La depressione. Cos'è e come se ne esce.

Articolo a cura della Dott.ssa Monica Mazzini

Quando si è depressi si vive una profonda sofferenza, niente dà più piacere, nessuna attività interessa più. Tutto diventa grigio. Non si ha voglia di alzarsi al mattino, non si ha voglia nemmeno di lavarsi e pettinarsi.

Nessuno può alleviare questo stato di profonda tristezza, per quanto le persone vicino a noi facciano, non riescono a scaldare il nostro cuore.

Non si sa perché si sta così, non ci pare di avere nessun motivo, e questo ci fa sentire ancora più in colpa e ci fa sprofondare ancora più giù.

Spesso ci sentiamo dire "datti una mossa" oppure "ci devi mettere qualcosa anche tu", o peggio "tirati su", come se fosse possibile tirarsi su. Così ci sentiamo anche incapaci e la nostra autostima si abbassa ulteriormente. Ci sentiamo diversi, non capiti, come dei marziani, e ci ritiriamo ancora di più.

Perché ci succede tutto questo? Spesso cerchiamo cause esterne, e molte volte non si trovano, tutto va bene, ci diciamo. Altre volte si possono trovare delle cause scatenanti, come perdite, fallimenti, lutti ecc. ma a quel punto ci si chiede: "perché io me la prendo così tanto, mentre lui/lei riesce ad affrontare meglio?"

"Nel nome del figlio". Le valenze trasformative della Consulenza Tecnica d’Ufficio nei casi di separazione genitoriale.

Articolo a cura della Dott.ssa Antonella Luppino

Sono le idee e le passioni dell’uomo e non la meccanicadelle leggi che mandano avanti le faccende umane.E’ sempre in fondo alle anime che si troval’impronta dei fatti che si produrranno all’esterno.Alexis de Tocqueville, 1857

 

Il focus del presente lavoro riguarda l’ambito della psicologia giuridica civile che si occupa dell’affidamento dei figli nei casi di separazione e divorzio.

Nello specifico, ci si riferirà alle situazioni in cui il giudice nomina un consulente tecnico d’ufficio, figura ausiliare che può assistere il magistrato nell’acquisire le conoscenze necessarie per valutare la situazione presa in esame.
Si proporrà una riflessione sui contesti coinvolti nel lavoro peritale, focalizzando l’attenzione sul versante interattivo-relazionale dello stesso, considerando “il
sistema peritale quale spazio plurisistemico, vale a dire come luogo di incontro tra soggetti e sistemi di oggetti” (Cigoli et al., 1988), ricercando il gioco relazionale che fra questi si attiva, nel passaggio dal contesto privato-familiare a quello pubblico-istituzionale, dal contesto giuridico a quello psicologico che si auspica trovino delle strade da percorrere per definire qualcosa in comune, qualcosa di comunicabile che permetta loro di parlarsi, di comprendersi, di agire in termini trasformativi.

Identità di genere:differenze in età evolutiva e relazione con il gioco

identit-genereQuesto articolo nasce dalla curiosità di esplorare l’età evolutiva in relazione al gioco e di comprendere in modo scientifico, perché bambini e bambine fanno giochi diversi.
In quale modo l’identità di genere influisce nel differenziare il gioco?

Rispondere a questa domanda ha richiesto un lavoro di ricerca bibliografica che ha condotto ad analizzare anche l’identità di genere dall’inizio, continuando il percorso esplorativo nella sua completezza durante l’età evolutiva; pertanto, la trattazione prenderà in considerazione lo sviluppo del feto e l’evoluzione del “cucciolo”di uomo.

1. Identità di genere e differenze sessuali

L’identità di genere è (D’Ottavio, Simonelli; 1990) “il senso di sè stesso, l’unità e la persistenza della propria individualità maschile o femminile”; si tratta di un “mare magnum” in cui confluiscono vari fattori che si fondono e si armonizzano dando origine a questo aspetto della personalità umana che, ancor oggi, conserva delle zone d’ombra.Quando si prendono in considerazione aspetti che coinvolgono la sessualità, accade di trovare delle resistenze da parte delle persone, sia per i tabù che persistono ben radicati, sia per l’intimità dell’argomento. I fattori che contribuiscono alla formazione, alla differenziazione dell’identità di genere, appartengono a varie aree alla conoscenza: aspetti biologici, sociali e psicologici, ruolo genitoriale e gruppo dei pari.

Alla ricerca dell'equilibrio interiore

equilibrioLa ricerca dell’equilibrio interiore è un cammino lungo e difficile. E’ un cammino di conoscenza di sé e di crescita personale, che richiede un continuo processo di riflessione (elaborazione), tra quello che la realtà ci presenta e una nostra risposta che sia adeguata ma che sia anche accettabile da un punto di vista emotivo. E’ un cammino affascinante, perché si comincia a fare attenzione alle molteplici sfumature psicologiche con cui il nostro Io affronta il quotidiano.

Ma è un percorso difficile perché ci rendiamo conto della necessità, per stare meglio, di sradicare alcuni vecchi schemi comportamentali che ci condizionano fin dall’infanzia o dall’adolescenza, e di costruire, in maniera più consapevole, un modo di agire diverso.

Alcuni di questi schemi, di cui sentiamo la necessità di cambiare, sono primitivi, appartengono alla natura umana di ogni epoca, e sono presenti nella parte psichica più arcaica del nostro cervello, che ci collega ad un mondo che agisce nell’inconscio più profondo. In questa parte sono archiviati le emozioni, i ricordi e i comportamenti di quando eravamo alle soglie della vita animale. Paura, aggressività, fuga ad esempio, sono alcune di queste emozioni più antiche e radicate geneticamente.

Vincent Van Gogh e l'Arte Terapia

starry_night_ballanceCon Vincent Van Gogh nella Storia dell'Arte è segnato un passaggio fondamentale che travolgerà la normale visione di questa disciplina dando origine alla moderna Arte Terapia. Da quel momento, infatti, in maniera dichiarata dallo stesso pittore nell'affascinante testo edito da Guanda dal titolo: Lettere al fratello Theo, non si cercherà più di dipingere ciò che accade all'esterno ma piuttosto l'effetto che l'esterno ha sull'interno. Gli effetti quindi delle diverse modalità di percepire il mondo.

Grazie a questa diversa concezione e apertura a nuovi possibili orizzonti sono scatute le correnti dell'arte moderna e contemporanea che proprio nei pittori impressionisti hanno trovato la fonte di ispirazione.

Sui binari paralleli alla Storia dell'Arte la Psicologia si occupò del fenomeno Van Gogh il quale nell'ultimo periodo della sua vita passato in un Ospedale della Provenza, a Saint Remie, utilizzò l'arte per trovare risposte al suo travagliato mondo interiore spesso in lotta con le convenzioni del tempo.



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