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Saperne di più su psicologia e psicoterapia

Alla ricerca dell'equilibrio interiore

equilibrioLa ricerca dell’equilibrio interiore è un cammino lungo e difficile. E’ un cammino di conoscenza di sé e di crescita personale, che richiede un continuo processo di riflessione (elaborazione), tra quello che la realtà ci presenta e una nostra risposta che sia adeguata ma che sia anche accettabile da un punto di vista emotivo. E’ un cammino affascinante, perché si comincia a fare attenzione alle molteplici sfumature psicologiche con cui il nostro Io affronta il quotidiano.

Ma è un percorso difficile perché ci rendiamo conto della necessità, per stare meglio, di sradicare alcuni vecchi schemi comportamentali che ci condizionano fin dall’infanzia o dall’adolescenza, e di costruire, in maniera più consapevole, un modo di agire diverso.

Alcuni di questi schemi, di cui sentiamo la necessità di cambiare, sono primitivi, appartengono alla natura umana di ogni epoca, e sono presenti nella parte psichica più arcaica del nostro cervello, che ci collega ad un mondo che agisce nell’inconscio più profondo. In questa parte sono archiviati le emozioni, i ricordi e i comportamenti di quando eravamo alle soglie della vita animale. Paura, aggressività, fuga ad esempio, sono alcune di queste emozioni più antiche e radicate geneticamente.

Il sonno e i suoi disturbi

Il sonno è quel fenomeno, senza il quale sarebbe impossibile vivere; è implicato nella regolazione della qualità della vita, dell’umore e della nostra efficienza durante la giornata.

sonno

Infatti, benché il sonno sia rappresentato da un apparente stato di quiete, durante questo stato avvengono complessi cambiamenti a livello cerebrale che non possono essere spiegati solo come un semplice stato di riposo fisico e psichico. Ad esempio, ci sono alcune cellule cerebrali che in alcune fasi del sonno hanno una attività 5-10 volte maggiore rispetto alla veglia.

Due caratteristiche fondamentali distinguono il sonno dallo stato di veglia:

  • la prima è che il sonno erige una barriera percettiva fra mondo cosciente e mondo esterno,
  • la seconda è che uno stimolo sensoriale (ad esempio un rumore forte) può superare questa barriera e svegliare chi dorme.

La dizione "prontamente reversibile" non si può quindi associare al coma o all'anestesia che, rispettivamente, sono una patologia e uno stato di quiete indotto farmacologicamente.

Il Disturbo da Stress Post Traumatico

Disturbo post traumatico da stress

Il Disturbo da Stress Post Traumatico è stato inserito ufficialmente nel DSM nel 1980, ma già nella letteratura del Novecento gli sono stati attribuiti nomi diversi, come nevrosi da guerra, cuore del soldato o shock post-traumatico, proprio per indicare una patologia che insorge in maniera acuta dopo l'esposizione ad eventi gravi ed estremamente stressanti che mettono a repentaglio la propria o altrui integrità. Mentre nei primi anni '80 si faceva per lo più riferimento alle conseguenze psicologiche vissute da persone con esperienze di guerra, da diversi anni vengono considerate molte altre situazioni come potenziali cause per lo sviluppo del PTSD, mantenendo nel DSM il riferimento alla gravità oggettiva della situazione (Fullerton e Ursano 2001).

Caratteristica principale dei soggetti con tale disturbo è la risposta che ne consegue che prevede un aumento considerevole del livello di ansia, l'evitamento degli stimoli che in qualche modo sono associati al trauma e una diminuzione significativa della reattività emozionale. Ovviamente l'evento causa del trauma e del conseguente disturbo deve essere stato fonte di paura intensa, orrore e senso di impotenza. 

Come vivere in armonia con la propria casa

La casa del benessere

casaPaola, 40 anni, sposata con due figli da un po' di tempo si è accorta che la sua casa è diventata invivibile. Non c'è più spazio per niente. Un po' i figli sono cresciuti, hanno nuove esigenze, un po' lei e suo marito nel corso degli anni hanno comprato un'infinità di oggetti, senza mai eliminare nulla.

Gessica, 30 anni, single, ha arredato la sua casa frettolosamente, perchè non vedeva l'ora di abitarla. Ma poi si è accorta di non essere pienamente soddisfatta. Non riesce a capire se sono i colori che non la convincono oppure, la disposizione dei mobili.

Basta pensare un attimo alla nostra casa per accorgerci se è elegante, disordinata, accogliente, funzionale oppure troppo spoglia. La casa parla di noi, è il nostro specchio, riflette i nostri gusti, la nostra personalità e soprattutto, i nostri stati d'animo.

Chissà quante volte vi è capitato di entrare in una casa, subito dopo che c'è stato un litigio, e avvertire che qualcosa non andava. Solitamente, per esprimere questa sensazione, si dice:"si poteva tagliare l'aria con il coltello". E' un modo per indicare che l'atmosfera era così densa da dare l'impressione che il litigio fosse ancora tangibile. Questo ci fa capire come il nostro benessere psicologico possa dipendere dal tipo di cose che ci circonda.

Psicosi

psicosiIl termine Psicosi è stato introdotto nel 1845 da von Feuchtersleben con il significato di "malattia mentale o follia".

E' un disturbo psichiatrico e descrive gravi affezioni mentali, caratterizzate da un difetto dell’autocritica e da un distacco della realtà.

La psicosi è molto comune e il suo esordio può avvenire nell’adolescenza e nella precoce età adulta ed è quasi sempre il risultato di fattori organici, psicologici e costituzionali.

La depressione. Cos'è e come se ne esce.

Articolo a cura della Dott.ssa Monica Mazzini

Quando si è depressi si vive una profonda sofferenza, niente dà più piacere, nessuna attività interessa più. Tutto diventa grigio. Non si ha voglia di alzarsi al mattino, non si ha voglia nemmeno di lavarsi e pettinarsi.

Nessuno può alleviare questo stato di profonda tristezza, per quanto le persone vicino a noi facciano, non riescono a scaldare il nostro cuore.

Non si sa perché si sta così, non ci pare di avere nessun motivo, e questo ci fa sentire ancora più in colpa e ci fa sprofondare ancora più giù.

Spesso ci sentiamo dire "datti una mossa" oppure "ci devi mettere qualcosa anche tu", o peggio "tirati su", come se fosse possibile tirarsi su. Così ci sentiamo anche incapaci e la nostra autostima si abbassa ulteriormente. Ci sentiamo diversi, non capiti, come dei marziani, e ci ritiriamo ancora di più.

Perché ci succede tutto questo? Spesso cerchiamo cause esterne, e molte volte non si trovano, tutto va bene, ci diciamo. Altre volte si possono trovare delle cause scatenanti, come perdite, fallimenti, lutti ecc. ma a quel punto ci si chiede: "perché io me la prendo così tanto, mentre lui/lei riesce ad affrontare meglio?"

Nevrosi

nevrosiLe nevrosi rappresentano un gruppo di disturbi che coinvolgono la sfera comportamentale, affettivo-emotivo e psicosomatica dell’individuo in assenza di una patologia di origine organica. Il disturbo assume diversi significati a seconda dell’approccio utilizzato.

Secondo l’ottica psicodinamica il carattere nevrotico si determina per una fissazione della libido a una fase di sviluppo pregenitale. Le nevrosi possono essere intese come il tentativo dell’inconscio del paziente di risanare, attraverso la malattia, l’equilibrio intrapsichico instabile.

Secondo l’ottica psicoanalitica l’ansia nevrotica non è altro che un conflitto irrisolto tra le pulsioni istintuali primarie dell’Es e le motivazioni del Super-Io, e l’Io è incapace di bilanciare queste tendenze opposte.

Identità di genere:differenze in età evolutiva e relazione con il gioco

identit-genereQuesto articolo nasce dalla curiosità di esplorare l’età evolutiva in relazione al gioco e di comprendere in modo scientifico, perché bambini e bambine fanno giochi diversi.
In quale modo l’identità di genere influisce nel differenziare il gioco?

Rispondere a questa domanda ha richiesto un lavoro di ricerca bibliografica che ha condotto ad analizzare anche l’identità di genere dall’inizio, continuando il percorso esplorativo nella sua completezza durante l’età evolutiva; pertanto, la trattazione prenderà in considerazione lo sviluppo del feto e l’evoluzione del “cucciolo”di uomo.

1. Identità di genere e differenze sessuali

L’identità di genere è (D’Ottavio, Simonelli; 1990) “il senso di sè stesso, l’unità e la persistenza della propria individualità maschile o femminile”; si tratta di un “mare magnum” in cui confluiscono vari fattori che si fondono e si armonizzano dando origine a questo aspetto della personalità umana che, ancor oggi, conserva delle zone d’ombra.Quando si prendono in considerazione aspetti che coinvolgono la sessualità, accade di trovare delle resistenze da parte delle persone, sia per i tabù che persistono ben radicati, sia per l’intimità dell’argomento. I fattori che contribuiscono alla formazione, alla differenziazione dell’identità di genere, appartengono a varie aree alla conoscenza: aspetti biologici, sociali e psicologici, ruolo genitoriale e gruppo dei pari.

Anoressia e malattie organiche

anoressiaCaratteristica principale dell’anoressia nervosa, secondo il criterio stabilito dal DSM-IV, è “il rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra del peso minimo normale”.

Analizzerò in questa sede tutti i criteri che sono stati presi in considerazione dal manuale diagnostico americano per definire tale disturbo, cercando di integrare la descrizione del puro sintomo con alcune considerazioni qualitative.

Veniamo all’analisi dei criteri diagnostici e cerchiamo di capire perché sono necessari (per capire, non solo per classificare).

Il primo criterio è “il rifiuto di mantenere il peso corporeo normale minimo”.

Esiste un apparecchio, simile a quello per l’elettrocardiogramma, che serve per calcolare l’indice di massa corporea, che è il rapporto tra il peso e l’altezza. Il BMI, stabilisce il rapporto tra le masse di acqua, muscoli, ossa e grasso che costituiscono il nostro corpo.

Vincent Van Gogh e l'Arte Terapia

starry_night_ballanceCon Vincent Van Gogh nella Storia dell'Arte è segnato un passaggio fondamentale che travolgerà la normale visione di questa disciplina dando origine alla moderna Arte Terapia. Da quel momento, infatti, in maniera dichiarata dallo stesso pittore nell'affascinante testo edito da Guanda dal titolo: Lettere al fratello Theo, non si cercherà più di dipingere ciò che accade all'esterno ma piuttosto l'effetto che l'esterno ha sull'interno. Gli effetti quindi delle diverse modalità di percepire il mondo.

Grazie a questa diversa concezione e apertura a nuovi possibili orizzonti sono scatute le correnti dell'arte moderna e contemporanea che proprio nei pittori impressionisti hanno trovato la fonte di ispirazione.

Sui binari paralleli alla Storia dell'Arte la Psicologia si occupò del fenomeno Van Gogh il quale nell'ultimo periodo della sua vita passato in un Ospedale della Provenza, a Saint Remie, utilizzò l'arte per trovare risposte al suo travagliato mondo interiore spesso in lotta con le convenzioni del tempo.

Alessitimia (o Alexitemia)

Questo termine deriva dal greco e significa mancanza di parole per le emozioni (a = mancanza, léxis = parola, thymόs = emozione ). Esso viene utilizzato per indicare una incapacità nell’identificazione e nell’espressione dei sentimenti, propri ed altrui.

L’alessitimia riguarda un tratto stabile di personalità e gli individui che ne sono affetti  sono particolarmente soggetti a sviluppare disturbi e malattie somatiche.  Tendenzialmente la persona che somatizza tende a non riconoscere  e a non esprimere verbalmente le emozioni, quindi gli alessitimici hanno la difficoltà di concentrare le emozioni a livello viscerale,  confondendosi con esse, ed esprimendone un disagio emotivo attraverso un “linguaggio somatico”.



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