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Il Disturbo da Stress Post Traumatico

Disturbo post traumatico da stress

Il Disturbo da Stress Post Traumatico è stato inserito ufficialmente nel DSM nel 1980, ma già nella letteratura del Novecento gli sono stati attribuiti nomi diversi, come nevrosi da guerra, cuore del soldato o shock post-traumatico, proprio per indicare una patologia che insorge in maniera acuta dopo l'esposizione ad eventi gravi ed estremamente stressanti che mettono a repentaglio la propria o altrui integrità. Mentre nei primi anni '80 si faceva per lo più riferimento alle conseguenze psicologiche vissute da persone con esperienze di guerra, da diversi anni vengono considerate molte altre situazioni come potenziali cause per lo sviluppo del PTSD, mantenendo nel DSM il riferimento alla gravità oggettiva della situazione (Fullerton e Ursano 2001).

Caratteristica principale dei soggetti con tale disturbo è la risposta che ne consegue che prevede un aumento considerevole del livello di ansia, l'evitamento degli stimoli che in qualche modo sono associati al trauma e una diminuzione significativa della reattività emozionale. Ovviamente l'evento causa del trauma e del conseguente disturbo deve essere stato fonte di paura intensa, orrore e senso di impotenza. 

Psicosi

psicosiIl termine Psicosi è stato introdotto nel 1845 da von Feuchtersleben con il significato di "malattia mentale o follia".

E' un disturbo psichiatrico e descrive gravi affezioni mentali, caratterizzate da un difetto dell’autocritica e da un distacco della realtà.

La psicosi è molto comune e il suo esordio può avvenire nell’adolescenza e nella precoce età adulta ed è quasi sempre il risultato di fattori organici, psicologici e costituzionali.

Il Disturbo Oppositivo Provocatorio

Disturbo oppositivo provocatorioIl Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP) è una patologia neuropsichiatrica dell’età evolutiva, caratterizzata da una modalità ricorrente di comportamento negativistico, ostile e di sfida, che però non arriva a violare le norme sociali né diritti altrui.

E’ inserita nella categoria dei Disturbi da Comportamento Dirompente, e viene distinta dal Disturbo della Condotta (DC) e dal Disturbo d’Attenzione Iperattività (DDAI), per i quali bisogna eseguire una diagnosi differenziale. Spesso tra normalità e patologia c’è un confine molto sottile, che diventa quasi invisibile quando si analizzano dei bambini.

Nevrosi

nevrosiLe nevrosi rappresentano un gruppo di disturbi che coinvolgono la sfera comportamentale, affettivo-emotivo e psicosomatica dell’individuo in assenza di una patologia di origine organica. Il disturbo assume diversi significati a seconda dell’approccio utilizzato.

Secondo l’ottica psicodinamica il carattere nevrotico si determina per una fissazione della libido a una fase di sviluppo pregenitale. Le nevrosi possono essere intese come il tentativo dell’inconscio del paziente di risanare, attraverso la malattia, l’equilibrio intrapsichico instabile.

Secondo l’ottica psicoanalitica l’ansia nevrotica non è altro che un conflitto irrisolto tra le pulsioni istintuali primarie dell’Es e le motivazioni del Super-Io, e l’Io è incapace di bilanciare queste tendenze opposte.

Tavole Test I.Co.S. (Indice del Confine di Sè)

test-icosTavole Test I.Co.S. (Indice del Confine di Sè) - Loretta Sapora
2012 - Edizioni Psiconline - 7 tavole - 26 euro

“La membrana è la prima invenzione della vita, sia sul piano biologico che sul piano psichico”.

In sintonia con la sopracitata considerazione di Didier Anzieu, Loretta Sapora ha elaborato l'I.CO.S., test semiproiettivo per l'analisi del Confine del Sé, che si concentra sul rapporto tra mondo interno e realtà extrapsichica.

Perché? Perché “ci si può risparmiare lo studio dei contenitori quando il contenitore contiene adeguatamente, e consacrarsi allora all'analisi dei contenuti; ma quando il contenitore contiene male o addirittura funziona al contrario è necessario procedere a un lavoro analitico sul contenitore stesso”, come dice ancora Anzieu.

Il lavoro dell'autrice, allora, parte direttamente dall'esperienza clinica per arrivare a elaborare il primo strumento psicodiagnostico che studia le caratteristiche del confine della struttura psichica.

I concetti chiave dell'analisi riguardano l'irrigidimento difensivo e la penetrabilità, legati alla possibilità di distinguere il Sé dal Non-Sé.

Anoressia e malattie organiche

anoressiaCaratteristica principale dell’anoressia nervosa, secondo il criterio stabilito dal DSM-IV, è “il rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra del peso minimo normale”.

Analizzerò in questa sede tutti i criteri che sono stati presi in considerazione dal manuale diagnostico americano per definire tale disturbo, cercando di integrare la descrizione del puro sintomo con alcune considerazioni qualitative.

Veniamo all’analisi dei criteri diagnostici e cerchiamo di capire perché sono necessari (per capire, non solo per classificare).

Il primo criterio è “il rifiuto di mantenere il peso corporeo normale minimo”.

Esiste un apparecchio, simile a quello per l’elettrocardiogramma, che serve per calcolare l’indice di massa corporea, che è il rapporto tra il peso e l’altezza. Il BMI, stabilisce il rapporto tra le masse di acqua, muscoli, ossa e grasso che costituiscono il nostro corpo.

La psicoterapia tradita dalle scuole di psicoterapia

L’eterogenea moltitudine di scuole di psicoterapia tende spesso a trascurare due aspetti fondamentali: l’attuale situazione sociale, che dovrebbe condurre la psicoterapia verso una maggiore “accessibilità”, economica, organizzativa, culturale e professionale, e lo sviluppo delle neuroscienze che propongono una visione meno rigida dell’annosa dicotomia cartesiana fra corpo e mente. Ne consegue che la sofferenza mentale risulta sempre riconducibile ad un complesso gioco di fattori concreti e fantasmatici: biologici, psicologici, familiari e sociali, che si influenzano, si adattano e si regolano reciprocamente e continuativamente nel tempo, in un vortice senza continuità che modella, per ognuno di noi, un equilibrio unico.

Alessitimia (o Alexitemia)

Questo termine deriva dal greco e significa mancanza di parole per le emozioni (a = mancanza, léxis = parola, thymόs = emozione ). Esso viene utilizzato per indicare una incapacità nell’identificazione e nell’espressione dei sentimenti, propri ed altrui.

L’alessitimia riguarda un tratto stabile di personalità e gli individui che ne sono affetti  sono particolarmente soggetti a sviluppare disturbi e malattie somatiche.  Tendenzialmente la persona che somatizza tende a non riconoscere  e a non esprimere verbalmente le emozioni, quindi gli alessitimici hanno la difficoltà di concentrare le emozioni a livello viscerale,  confondendosi con esse, ed esprimendone un disagio emotivo attraverso un “linguaggio somatico”.

Il gioco d’azzardo e la dipendenza dal Web: Vizi, sfizi e stravizi

Gioco patologicoIntroduzione

L’attività giocosa che concerne la manipolazione di oggetti aleatori che vanno dai numeri ai simboli rappresenta una tradizione degli esseri umani verso la quale l’uomo è propenso. Lo sviluppo sociale del problema del gioco d’azzardo è in parte anche favorita dalle crescenti possibilità di scelta tra una vasta gamma di tipologie di gioco.

Facendo un rapido riferimento ai numeri, il numero delle slot machine attive in Italia sono 424.330 e nel 2007 erano 60 mila; nel 2011 gli incassi in miliardi sono stati euro 43,9 (dati Agipronews e Aams). Vincere è facile, soprattutto la prima volta, poi inizia il calvario dei debiti e della dipendenza dal gioco. L’azzardo di Stato in 10 anni ha centuplicato la raccolta e ora è diventata una malattia da curare. 

Il giocatore si piazza davanti ad uno schermo piatto e coloratissimo. Fiori, frutta, stelline e cornucopie non ci sono più, ora per azzeccare la combinazione giusta si devono mettere in fila i tre principi della risata. Lui preme un bottone luminoso alla sua destra e resta ad aspettare preme ancora qualche tasto, solleva la testa, la scuote ed infila una moneta da 1 ero e poi un’altra, un’altra e un’altra ancora.

Attacco di Panico

L’attacco di panico o la manifestazione di una crisi d’ansia acuta è una condizione che si presenta in assenza di stimoli stressanti realistici, così da far sperimentare all’individuo un’intensa ansia associata a sintomi somatici  come ad esempio tachicardia, sudorazione, sensazione di asfissia, e sintomi psichici come derealizzazione, paura di perdere il controllo o di impazzire.

L’attacco di panico è sempre vissuto in modo drammatico, soprattutto il primo, che rimane in memoria in modo indelebile con la sensazione di essere in grave pericolo ed associarlo ad un infarto cardiaco. Il panico è strettamente collegato alla regolazione e al contenimento delle proprie emozioni.

Quando il gioco si fa duro ……

giocoduroQuando il gioco si fa duro….. direi che è una frase che di questi tempi, calza benissimo.

In questo momento il gioco si è fatto veramente duro. Tutti si lamentano della grande situazione di crisi, dei pochi soldi, degli aumenti, dei licenziamenti, della cassa integrazione, della disoccupazione, degli stenti in cui molte persone vivono, dei paesi ridotti in condizioni impensate per un mondo occidentale civilizzato e moderno come il nostro. Vige un grande sconforto, la ristrettezza e la paura sul presente e sul futuro ancora più buio.

E’ indubbia e reale la condizione di crisi economica internazionale e l’Italia non fa eccezione, anzi dalla Grecia echeggiano parole come “Vedrete, che fra poco tocca a voi!”, dai validissimi cugini spagnoli non si odono parole, solo perché nel tentativo di resistere stoicamente, si vive a denti stretti da tempi lontani ormai. I cugini tedeschi invece, grazie alla loro capacità di ottimizzare, mostrano segni di maggiore ripresa, così i francesi che per ora se la cavano un po’ meglio di noi, forse …..

Insomma, non so se questo sia il reale quadro europeo, non me ne vogliano i cittadini delle varie nazioni se ho tradotto male il contesto ed i suoi segnali, quello che so è che più o meno arriva questo.



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