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Tavole Test I.Co.S. (Indice del Confine di Sè)

test-icosTavole Test I.Co.S. (Indice del Confine di Sè) - Loretta Sapora
2012 - Edizioni Psiconline - 7 tavole - 26 euro

“La membrana è la prima invenzione della vita, sia sul piano biologico che sul piano psichico”.

In sintonia con la sopracitata considerazione di Didier Anzieu, Loretta Sapora ha elaborato l'I.CO.S., test semiproiettivo per l'analisi del Confine del Sé, che si concentra sul rapporto tra mondo interno e realtà extrapsichica.

Perché? Perché “ci si può risparmiare lo studio dei contenitori quando il contenitore contiene adeguatamente, e consacrarsi allora all'analisi dei contenuti; ma quando il contenitore contiene male o addirittura funziona al contrario è necessario procedere a un lavoro analitico sul contenitore stesso”, come dice ancora Anzieu.

Il lavoro dell'autrice, allora, parte direttamente dall'esperienza clinica per arrivare a elaborare il primo strumento psicodiagnostico che studia le caratteristiche del confine della struttura psichica.

I concetti chiave dell'analisi riguardano l'irrigidimento difensivo e la penetrabilità, legati alla possibilità di distinguere il Sé dal Non-Sé.

Il gioco d’azzardo e la dipendenza dal Web: Vizi, sfizi e stravizi

gioco azzardo e dipendenza webIntroduzione

L’attività giocosa che concerne la manipolazione di oggetti aleatori che vanno dai numeri ai simboli rappresenta una tradizione degli esseri umani verso la quale l’uomo è propenso. Lo sviluppo sociale del problema del gioco d’azzardo è in parte anche favorita dalle crescenti possibilità di scelta tra una vasta gamma di tipologie di gioco.

La vecchiaia

vecchiaia

Non ci rendiamo conto di quale inestimabile tesoro perdiamo nel lasciare, molto spesso, gli anziani confinati nel silenzio e nel dimenticatoio. Di questo erano ben consapevoli molte popolazioni primitive che affidavano al “consiglio degli anziani” quelle decisioni che riguardavano fatti di estrema importanza per il futuro della comunità come le leggi, le guerre, la siccità, le problematiche religiose, la prevenzione di pericoli futuri.

Nel nostro mondo moderno, l’uomo viene identificato con il suo ruolo lavorativo (produttore) o visto come un potenziale consumatore e l’anziano depotenziato, il pensionato, è qualcuno che è uscito fuori del sistema produttivo e quindi fuori dal mondo che conta. Alla sua dimensione interiore, spirituale, arricchita dalle tante esperienze di vita, non viene data alcuna importanza.

La nostra cultura materialista è molto crudele e sprezzante verso gli anziani ed è emblematica la corsa disperata verso la “giovinezza” a tutti i costi, identificata con l’aspetto fisico. Così, come tanti moderni Dott. Faust, siamo pronti a barattare la nostra anima per scongiurare il male peggiore: la caducità della vita.

Quando il gioco si fa duro ……

giocoduroQuando il gioco si fa duro….. direi che è una frase che di questi tempi, calza benissimo.

In questo momento il gioco si è fatto veramente duro. Tutti si lamentano della grande situazione di crisi, dei pochi soldi, degli aumenti, dei licenziamenti, della cassa integrazione, della disoccupazione, degli stenti in cui molte persone vivono, dei paesi ridotti in condizioni impensate per un mondo occidentale civilizzato e moderno come il nostro. Vige un grande sconforto, la ristrettezza e la paura sul presente e sul futuro ancora più buio.

E’ indubbia e reale la condizione di crisi economica internazionale e l’Italia non fa eccezione, anzi dalla Grecia echeggiano parole come “Vedrete, che fra poco tocca a voi!”, dai validissimi cugini spagnoli non si odono parole, solo perché nel tentativo di resistere stoicamente, si vive a denti stretti da tempi lontani ormai. I cugini tedeschi invece, grazie alla loro capacità di ottimizzare, mostrano segni di maggiore ripresa, così i francesi che per ora se la cavano un po’ meglio di noi, forse …..

Insomma, non so se questo sia il reale quadro europeo, non me ne vogliano i cittadini delle varie nazioni se ho tradotto male il contesto ed i suoi segnali, quello che so è che più o meno arriva questo.

Le Fobie

le fobieNel DSM-IV la fobia specifica è definita come la "paura marcata e persistente, eccessiva o irragionevole, provocata dalla presenza o dall'attesa di un oggetto o situazione specifici. Ancora, "è caratterizzata da un'ansia clinicamente significativa provocata dall'esposizione a un oggetto o una situazione temuti, che spesso determina condotte di evitamento".

Si intende, quindi, un timore irrazionale e incontrollabile per oggetti o siuazioni con cui gli altri si confrontano, invece, senza eccessivi tormenti psicologici. Il soggetto che soffre di fobia specifica, in genere, produce una risposta ansiosa di fronte allo stimolo fobico che, in taluni casi, può assumere la forma di attacco di panico in quella particolare situazione.

Come migliorare l'attrazione interpersonale

personeL’attrazione interpersonale è la capacità di risultare simpatici, essere apprezzati, piacere, essere desiderati come compagni di lavoro, amici, partner. Lo sviluppo delle relazioni interpersonali, di qualsiasi genere, è influenzato dall’attrazione tra le persone. Le persone che risultano ‘simpatiche’ hanno più facilità ad instaurare relazioni, e una volta che ciò si sia verificato è molto probabile che tali relazioni diventino profonde e durature. Inoltre l’attrazione influisce sull’obiettività dei giudizi interpersonali e del consenso sociale: la simpatia che una persona ispira influisce sui pareri che altri esprimono sul suo conto, sulla valutazione del suo operato, sulla decisione di condividerne i meno le idee e di imitarne i comportamenti.

Epilessia, arriva il libro che la spiega ai bambini

Bambini-epilettici

"L'altra sera ti ho visto tremare... Non devi aver paura. Vedi nella testa ci sono tanti fili e ognuno serve per fare qualcosa: giocare, parlare, dormire, pensare... poi, ogni tanto puo' capitare - o almeno e' cosi' che succede a me - che uno di questi fili inizi a tremare, come se fosse stato toccato da un fulmine, da una scossa elettrica...E come si chiamano questi fulmini? Veramente hanno un nome un po' difficile: crisi epilettiche. Ma a me questo nome non piace molto. Ne vogliamo trovare uno nuovo insieme? Tremoline?.. Traballine? Ho trovato: Sbiruline!...".

Lo stress nei luoghi di lavoro

stressLa maggior parte degli esseri umani sono impegnati per molte ore della loro vita in un’attività lavorativa e si possono immaginare le conseguenze dannose che un malessere generato in questo lungo periodo potrebbe creare sul loro stato di salute.

La recente definizione della Commissione Europea (1999) dello stress lavorativo “un insieme di reazioni emotive, cognitive, comportamentali e fisiologiche ad aspetti avversi e nocivi del contenuto del lavoro, dell’organizzazione del lavoro e dell’ambiente di lavoro” considera da un lato le caratteristiche dell’ambiente di lavoro, i cosiddetti stressor ambientali o fonti di stress (contenuto del lavoro, organizzazione, ambiente) e, dall’altro, la valutazione soggettiva di tali stressor quale mediatore delle reazioni psicofisiche individuali.

Quando si parla di stress infatti ci si riferisce a un fenomeno soggettivo, in quanto ogni persona reagisce a possibili stressor, situazioni percepite come potenzialmente stressanti, in maniera diversa a seconda della propria personalità e della propria storia di vita: mancata realizzazione, discriminazioni, problemi nel rapporto con i colleghi, fattori organizzativi e cosi via (Avallone & Paplomatas, 2005).

La mia esperienza di schizofrenia. Intervista a Stefano Lasagna

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La schizofrenia è una malattia molto particolare che crea ancora, sia in chi la vive come “protagonista” che in chi la subisce come “spettatore partecipe”, grandi problematicità e marcate reazioni personali e sociali.

La reazione “matura” di Stefano Lasagna alla patologia schizofrenica della madre Francesca è stata quella di volerne sapere di più, capire, entrare nel profondo dei problemi, parlarne. E da questa reazione è nato un libro, intenso, pieno di ricordi, di voglia di sapere e di voglia di fare, un libro doloroso che, con uno specifico intento divulgativo e “didattico”, vuole però essere un grande atto d’amore nei confronti della madre e del rapporto che con lei si è instaurato, in particolare dopo l’esplosione della sua malattia.

Convertire gli eventi (la psicologia positiva)

Psicologia-positivaRicordate la famosa favola di Esopo (e Fedro) ‘La volpe e l’uva’?
Una volpe cerca di raggiungere dell’uva appesa a un’alta pergola, ma non ci riesce, allora andandosene dice: “non è ancora matura, non voglio mangiarla acerba”.

Come sappiamo, la morale di questa favola è che non potendo raggiungere l’obiettivo prefissato, lo si disprezza invece di ammettere i propri limiti e avere umiltà.
L’atteggiamento classico nei confronti della volpe è critico: è facile disprezzare qualcosa se non lo si può avere, bisognerebbe invece essere umili e ammettere che non si è riusciti ad ottenerlo.

Ora, recenti studi in psicologia (di cui sotto) mi portano a dire che la volpe possiede la capacità di essere felice, poiché accetta ciò che non può cambiare e, anzi, lo re-interpreta in modo da stare bene.
Spesso ci capita di incontrare persone che, non avendo ottenuto ciò che desideravano, anziché disperarsi, effettuano un cambiamento di prospettiva e affermano di non aver mai veramente voluto quella cosa o quella situazione.

Coppie: passione di lui per avatar e giochi online fa male al matrimonio

Indossare i panni del proprio avatar e dedicarsi ai giochi di ruolo online fa male al matrimonio. Lo rivela uno studio illustrato nel giorno di San Valentino, che verra' pubblicato domani sul 'Journal of Leisure Research'.

La ricerca, condotta da Neil Lundberg e Michelle Ahlstrom della Brigham Young University, spiega che il 75% delle compagne dei giocatori si lamenta di questa passione del proprio partner, e vorrebbe che lui mettesse meno impegno nelle avventure online e piu' nel matrimonio.



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