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Saperne di più su psicologia e psicoterapia

Psicologia. La psicoterapia di coppia

Nel formarsi, la coppia, unisce in un terzo soggetto, il NOI, le due individualità che si incontrano.  

Queste individualità, affinchè la loro relazione abbia un futuro, dovrebbero cedere qualcosa che sia funzionale al nuovo soggetto. Incontrandosi, cedono qualcosa ma acquistano anche tutto il patrimonio dell’altro, arricchendo la propria vita con nuovi stimoli e suggestioni. 

Il soggetto “Noi” che si viene a formare   inevitabilmente, lo si voglia o meno, influenza il reciproco cambiamento che se si traduce in amore,  consolida il rapporto nel tempo. Può accadere che ciò che inizialmente era vissuto con una profonda intensità, subisca un graduale allentamento della tensione e nel tempo alcune cose potrebbero cambiare e la relazione ne potrebbe soffrire. I cambiamenti possono riguardare entrambi ma più usualmente il disagio parte da uno dei due partner.   Il ‘fil rouge’ che dovrebbe legare la coppia ha un nome: armonia. Ma, quest’armonia, che scontata non è, ha il suo prezzo. Un pedaggio obbligatorio da pagare che prende diversi nomi tra cui intimità, complicità, fiducia, scambio, stima etc, ma anche la capacità di sostenere l’altro nei momenti difficili e nei mille e inevitabili conflitti dovuti alle reciproche diversità. 

Come migliorare l'attrazione interpersonale

personeL’attrazione interpersonale è la capacità di risultare simpatici, essere apprezzati, piacere, essere desiderati come compagni di lavoro, amici, partner. Lo sviluppo delle relazioni interpersonali, di qualsiasi genere, è influenzato dall’attrazione tra le persone. Le persone che risultano ‘simpatiche’ hanno più facilità ad instaurare relazioni, e una volta che ciò si sia verificato è molto probabile che tali relazioni diventino profonde e durature. Inoltre l’attrazione influisce sull’obiettività dei giudizi interpersonali e del consenso sociale: la simpatia che una persona ispira influisce sui pareri che altri esprimono sul suo conto, sulla valutazione del suo operato, sulla decisione di condividerne i meno le idee e di imitarne i comportamenti.

La vecchiaia

vecchiaia

Non ci rendiamo conto di quale inestimabile tesoro perdiamo nel lasciare, molto spesso, gli anziani confinati nel silenzio e nel dimenticatoio. Di questo erano ben consapevoli molte popolazioni primitive che affidavano al “consiglio degli anziani” quelle decisioni che riguardavano fatti di estrema importanza per il futuro della comunità come le leggi, le guerre, la siccità, le problematiche religiose, la prevenzione di pericoli futuri.

Nel nostro mondo moderno, l’uomo viene identificato con il suo ruolo lavorativo (produttore) o visto come un potenziale consumatore e l’anziano depotenziato, il pensionato, è qualcuno che è uscito fuori del sistema produttivo e quindi fuori dal mondo che conta. Alla sua dimensione interiore, spirituale, arricchita dalle tante esperienze di vita, non viene data alcuna importanza.

La nostra cultura materialista è molto crudele e sprezzante verso gli anziani ed è emblematica la corsa disperata verso la “giovinezza” a tutti i costi, identificata con l’aspetto fisico. Così, come tanti moderni Dott. Faust, siamo pronti a barattare la nostra anima per scongiurare il male peggiore: la caducità della vita.

Più psicologi e meno farmaci

Anche se ha ottenuto un pieno riconoscimento sociale, la psicologia rimane la sorella più povera tra le scienze umane. Almeno in Italia. Non è così in altri paesi occidentali dove fa meno fatica ad essere accolta dalla società. Tuttavia mai come in questa fase di crisi globale si potrebbe rivelare utile per affrontare uno dei grandi mali del mondo moderno, come la depressione, che nella classifica dell’Oms è seconda, subito dopo le patologie cardiocircolatorie. Solo che la psicologia si scontra, paradossalmente, con un problema psicologico: il depresso non si riconosce tale. Anzi, spesso rifiuta la condizione di malato.

Bambini e sesso. L’Oms raccomanda: “A 4 anni il gioco del ‘dottore’, a 9 il preservativo”.

un-bambino-con-una-bambina-e-una-rosaGià all’asilo i bambini devono conoscere il piacere della masturbazione e scoprire il corpo dell’altro sesso. A 9 anni devono sapere come usare il preservativo e a 15 essere ben consapevoli del diritto di abortire. A stabilirlo il documento sugli Standard per l’educazione sessuale elaborato dall’Oms Europa e dal Centro per l’educazione alla salute di Colonia.
Se avete un bambino di un anno, due o quattro, invitate a casa un’altra mamma con la sua figlioletta. Portate i bimbi nella cameretta e sollecitateli a giocare al “dottore”, mentre voi adulti chiacchierate e sorseggiate un buon tè in salotto. Se lo fate, avrete seguito le raccomandazioni dell’Oms Europa sugli Standard per l’educazione sessuale per i bambini e adolescenti, elaborato dall’Oms Europa e dal Centro Federale per l’Educazione alla Salute (BZgA) di Colonia con l’intento di insegnare ai bambini, fin dalla nascita, cosa è la sessualità per viverla in modo "appagante e responsabile". Di conseguenza, anche per rispondere ad alcune problematiche del nostro mondo sul quale non ha più senso tacere (Hiv, infezioni sessualmente trasmissibili, gravidanze indesiderate in adolescenza, violenza sessuale…).

Lo stress nei luoghi di lavoro

stressLa maggior parte degli esseri umani sono impegnati per molte ore della loro vita in un’attività lavorativa e si possono immaginare le conseguenze dannose che un malessere generato in questo lungo periodo potrebbe creare sul loro stato di salute.

La recente definizione della Commissione Europea (1999) dello stress lavorativo “un insieme di reazioni emotive, cognitive, comportamentali e fisiologiche ad aspetti avversi e nocivi del contenuto del lavoro, dell’organizzazione del lavoro e dell’ambiente di lavoro” considera da un lato le caratteristiche dell’ambiente di lavoro, i cosiddetti stressor ambientali o fonti di stress (contenuto del lavoro, organizzazione, ambiente) e, dall’altro, la valutazione soggettiva di tali stressor quale mediatore delle reazioni psicofisiche individuali.

Quando si parla di stress infatti ci si riferisce a un fenomeno soggettivo, in quanto ogni persona reagisce a possibili stressor, situazioni percepite come potenzialmente stressanti, in maniera diversa a seconda della propria personalità e della propria storia di vita: mancata realizzazione, discriminazioni, problemi nel rapporto con i colleghi, fattori organizzativi e cosi via (Avallone & Paplomatas, 2005).

Psichiatra, psicologo o neurologo? A chi rivolgersi e quando.

06-Psichiatra-Psicoterapeuta-Neurologo2Aver chiare le differenti competenze può facilitare il ricorso ai diversi esperti della salute mentale.
Sentirsi depressi, non riuscire a dormire la notte, l’ansia che non abbandona, lo stress fuori controllo. Sintomi comuni, che la maggior parte di noi ha sperimentato in qualche momento della vita. Possono essere normali, per esempio, in seguito a un evento traumatico come un lutto, la perdita del lavoro, la fine di un amore o una malattia.

Convertire gli eventi (la psicologia positiva)

Psicologia-positivaRicordate la famosa favola di Esopo (e Fedro) ‘La volpe e l’uva’?
Una volpe cerca di raggiungere dell’uva appesa a un’alta pergola, ma non ci riesce, allora andandosene dice: “non è ancora matura, non voglio mangiarla acerba”.

Come sappiamo, la morale di questa favola è che non potendo raggiungere l’obiettivo prefissato, lo si disprezza invece di ammettere i propri limiti e avere umiltà.
L’atteggiamento classico nei confronti della volpe è critico: è facile disprezzare qualcosa se non lo si può avere, bisognerebbe invece essere umili e ammettere che non si è riusciti ad ottenerlo.

Ora, recenti studi in psicologia (di cui sotto) mi portano a dire che la volpe possiede la capacità di essere felice, poiché accetta ciò che non può cambiare e, anzi, lo re-interpreta in modo da stare bene.
Spesso ci capita di incontrare persone che, non avendo ottenuto ciò che desideravano, anziché disperarsi, effettuano un cambiamento di prospettiva e affermano di non aver mai veramente voluto quella cosa o quella situazione.

Le Fobie

imagesNel DSM-IV la fobia specifica è definita come la "paura marcata e persistente, eccessiva o irragionevole, provocata dalla presenza o dall'attesa di un oggetto o situazione specifici. Ancora, "è caratterizzata da un'ansia clinicamente significativa provocata dall'esposizione a un oggetto o una situazione temuti, che spesso determina condotte di evitamento".

Si intende, quindi, un timore irrazionale e incontrollabile per oggetti o siuazioni con cui gli altri si confrontano, invece, senza eccessivi tormenti psicologici. Il soggetto che soffre di fobia specifica, in genere, produce una risposta ansiosa di fronte allo stimolo fobico che, in taluni casi, può assumere la forma di attacco di panico in quella particolare situazione.

Servizio psicologico al costo di un ticket: quando la sanità pubblica funziona

img1Psicologi in prima linea al costo di un ticket. Accoglienza e orientamento alla portata di tutti, in un'ottica che mette al centro la persona e la domanda che porta, senza etichette preordinate di disagio che spesso possono condurre a cure lunghe, costose o inutili. E' quanto accade all'Unità operativa di Psicologia clinica dell'ospedale Fatebenefratelli di Roma.

Lei non è italiana, e aspetta un bambino. Uno l’ha perso in stato avanzato di gravidanza. Il compagno è figlio unico con due genitori anziani. La coppia viene inviata al servizio di Psicologia dalla ginecologa con una diagnosi di sospetta “depressione”, anche se lei, fisicamente, sta bene. Dopo 5 colloqui con la psicologa la coppia decide di andare a vivere in Canada, il paese di origine di lei, dove potrà contare sui genitori per accudire il bambino che verrà.

Grazie ai colloqui a questa coppia è stato dato il tempo per trovare il significato dell’esperienza e di raccontarsi, in un momento di scelte difficili. La matassa si è districata senza incorrere nel tunnel della malattia, vera o presunta, e magari degli psicofarmaci, in un momento così delicato della vita.

Andare a convivere: cosa cambia nella coppia?

convivenza1Scegliere di andare a convivere, per una coppia, è un momento che comporta sicuramente un  salto verso un altro tipo di relazione: da semplici fidanzati a coppia di fatto, a conviventi.
Si può scegliere con più o meno trasporto a seconda di chi prende la decisione, se condivisa e frutto di ragionamenti fatti insieme, o se preferita da uno dei due e proposta/imposta all’altro.
Indubbiamente c’è un cambiamento nella coppia, un salto di qualità nella vita di coppia, poiché molti elementi possono essere portati a rafforzarsi:

  • senso di unione

  • complicità verso un progetto comune

  • condivisione di spazi da riempire e arredare con oggetti scelti insieme e simboleggianti ricordi o esperienze comuni, e così via.



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