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Saperne di più su psicologia e psicoterapia

Eva contro Eva, la psicologia della donna invidiosa

donneJoseph L. Mankiewicz nel bellissimo film Eva contro Eva, con una superba Bette Davis e un’apparizione fugace di una giovanissima Marilyn Monroe, delinea un ritratto psicologico raffinato e caustico delle relazioni femminili competitive.

Un gruppo di donne è spesso un “covo di serpi”? Perché si arriva a odiare un’altra donna anche solo per via di un bell’aspetto fisico? Lo psicoanalista Adler, che tra l’altro ebbe in cura Anais Nin, figura fragile e superba della letteratura femminile del ‘900, afferma che il senso di inferiorità dà origine a sforzi per raggiungere la sicurezza psicologica che non può prescindere da un’autoaffermazione spesso livorosa.

Farmaci e psicoterapia per tornare «in pista»

A-maggio-consulenza-gratuita-dagli-psicologi h partbLa pillola cura il sintomo ma il problema resta.

Come vincere la paura dell'aereo e le fobie correlate al viaggiare? «Ci sono possibilità sia farmacologiche sia psicoterapiche - spiega Giovanni Andrea Fava, professore di Terapia psicologica e psicofisiologia all'Università di Bologna, di Clinica psichiatrica alla State University di New York a Buffalo -. Per quanto riguarda i farmaci, bisogna dire che hanno un effetto puramente sintomatico. Questo vuol dire che i disturbi ricompaiono appena si interrompe la cura. I medicinali possono insomma ridurre l'ansia quando si affronta una situazione fobica, ma non hanno un effetto diretto sulle fobie.

Coppie: passione di lui per avatar e giochi online fa male al matrimonio

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Indossare i panni del proprio avatar e dedicarsi ai giochi di ruolo online fa male al matrimonio. Lo rivela uno studio illustrato nel giorno di San Valentino, che verra' pubblicato domani sul 'Journal of Leisure Research'.

La ricerca, condotta da Neil Lundberg e Michelle Ahlstrom della Brigham Young University, spiega che il 75% delle compagne dei giocatori si lamenta di questa passione del proprio partner, e vorrebbe che lui mettesse meno impegno nelle avventure online e piu' nel matrimonio.

Sesso-terapia per i disabili. Raccolte sul web 5.000 firme

terapie-sessualiLa petizione on line per istituire una figura professionale che aiuti le persone con grave disabilità raccoglie molte adesioni. E per la prima volta una donna racconta la sua storia e il suo lavoro di assistente sessuale.

ROMA - La sesso-terapia per i disabili potrebbe rompere i tabù anche nel nostro paese. La petizione on line per istituire la figura dell'assistente sessuale, lanciata da Max Ulivieri, web designer con una grave disabilità, ha raccolto in pochi mesi circa 5.000 adesioni. Un successo che, come precisa Ulivieri, "è solo un primo passo". "Ora - aggiunge - puntiamo a una normativa ah hoc in grado di venire incontro alle esigenze dei disabili anche dal punto di vista della sessualità". A rispondere all'appello in Rete (firmiamo.it/assistenzasessuale) sono state in maggioranza persone comuni, senza alcun handicap.

L’elettrosmog in casa ci rende più “materiali”

elettrosmogL’inquinamento elettromagnetico, o elettrosmog, è una realtà. Ed è sempre più presente, sia in casa che fuori.
Se dapprima era rappresentato soltanto dalla rete elettrica e i suoi apparati, oggi con la sempre maggiore diffusione di nuove tecnologie come la telefonia cellulare, il Wi-Fi eccetera, ci siamo, per così dire, complicati la vita, anziché semplificarla.
Complicata perché le ripercussioni, anche serie, sulla salute non riguardano solo il fisico ma anche la mente e, che ci si possa credere o meno, lo spirito.

“Lasciate che i gay si sposino. Anche la psicologia ha detto sì”

index“E i figli di coppie gay sono come tutti gli altri”

«Non esistono motivazioni scientifiche valide per proibire i matrimoni omosessuali». Più chiaro di così. È la dichiarazione resa dalla Apa, l’American psychological association, la più importante associazione di psicologi Usa, di fronte alla Corte Suprema, interpellata per giudicare, entro giugno, due casi fondamentali per i diritti omosessuali. Il primo riguarda il dubbio di incostituzionalità per il divieto dei matrimoni gay in California e il secondo sfida la legge federale, che definisce il matrimonio esclusivamente come l’unione tra un uomo e una donna. 

Perché ci baciamo resta un mistero

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Nonostante sia un gesto comune che per amore o amicizia quasi ogni individuo reitera addirittura su base quotidiana, le opinioni intorno all'«osculazione» divergono.

Gli scienziati proprio non sono riusciti a trovare una linea univoca sui motivi che ci hanno spinto a questa pratica bizzarra: sarà un fenomeno naturale o di natura culturale? Derivante dall'istinto o dall'apprendimento? E quali reazioni scatena nel nostro corpo, dalle estremità fino al cervello? Soprattutto: di che diavolo parliamo quando alludiamo all'atto definito da questo termine infelice?

Epilessia, arriva il libro che la spiega ai bambini

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"L'altra sera ti ho visto tremare... Non devi aver paura. Vedi nella testa ci sono tanti fili e ognuno serve per fare qualcosa: giocare, parlare, dormire, pensare... poi, ogni tanto puo' capitare - o almeno e' cosi' che succede a me - che uno di questi fili inizi a tremare, come se fosse stato toccato da un fulmine, da una scossa elettrica...E come si chiamano questi fulmini? Veramente hanno un nome un po' difficile: crisi epilettiche. Ma a me questo nome non piace molto. Ne vogliamo trovare uno nuovo insieme? Tremoline?.. Traballine? Ho trovato: Sbiruline!...".

Le persone ansiose si spaventano meno

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L’idea che chi è un tipo ansioso sia più facile a spaventarsi, sia più pauroso o ipersensibile, è comune – ed è anche comprensibile. Tuttavia, pare che dovremo ricrederci. Secondo un nuovo studio, infatti, le persone ansiose sono meno sensibili alle situazioni di reale minaccia, cosa che invece turba, o rende più vigili, le altre persone.

A fare chiarezza una volta per tutte sulla diversità dei processi cerebrali tra le persone ansiose e non-ansiose, è lo studio condotto dai ricercatori della School of Psychological Sciences dell’Università di Tel Aviv (Israele) e dell’Adler Center for Research in Child Developmental and Psychopathology.

La mia esperienza di schizofrenia. Intervista a Stefano Lasagna

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La schizofrenia è una malattia molto particolare che crea ancora, sia in chi la vive come “protagonista” che in chi la subisce come “spettatore partecipe”, grandi problematicità e marcate reazioni personali e sociali.

La reazione “matura” di Stefano Lasagna alla patologia schizofrenica della madre Francesca è stata quella di volerne sapere di più, capire, entrare nel profondo dei problemi, parlarne. E da questa reazione è nato un libro, intenso, pieno di ricordi, di voglia di sapere e di voglia di fare, un libro doloroso che, con uno specifico intento divulgativo e “didattico”, vuole però essere un grande atto d’amore nei confronti della madre e del rapporto che con lei si è instaurato, in particolare dopo l’esplosione della sua malattia.

Grazie, mamma, se le mie relazioni vanno male!

1320860474-04Le nostre relazioni sono soddisfacenti? Oppure sono un disastro? In un caso o nell’altro è merito o colpa di mamma. Già! Secondo un nuovo studio a cura dell’Università del Minnesota (Usa), la maggiore o minore capacità di amare, avere fiducia o risolvere i conflitti nelle relazioni – che sia di coppia, con gli amici o i parenti – dipende dalle esperienze vissute con la mamma nei primi mesi di vita.

«Le tue esperienze interpersonali con tua madre durante i primi 12 a 18 mesi di vita, predicono il tuo comportamento nelle relazioni romantiche 20 anni dopo», afferma il dottor Jeffry A Simpson, che ha condotto lo studio insieme ai colleghi W Andrew Collins e Jessica E Salvatore dell’Università del Minnesota.



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