Pubblicità

Alcool e marjiuana: gli effetti sul cervello

Tra il consumo di alcool e marijuana qual è la sostanza più pericolosa da consumare? Ne esiste una? Che effetti producono sul cervello?

alcool marijuana cervelloIl Professor Gary Wink, Docente di psicologia e neuroscienze, virologia molecolare, immunologia e medicina genetica presso l'Università dell'Ohio, sottolinea come, ogni anno, i suoi studenti fanno sempre la stessa domanda riguardante l'alcool e la marjiuana: cosa è più pericoloso da consumare?

In verità, è un quesito a cui è difficile rispondere perchè le due sostanze svolgono azioni del tutto diverse e complesse nel cervello.

Inoltre, è difficile definire cosa significa “più pericoloso” per quanto riguarda il cervello, in particolare rispetto alle note conseguenze del consumo di alcool sul corpo.

Inoltre, gli effetti a lungo termine di entrambe le sostanze sono spesso molto diversi dai loro effetti a breve termine.

Inoltre, come sottolineato recentemente sulla relazione tra il fumare marijuana e i sintomi psicotici, il relativo pericolo dipende soprattutto da specifiche vulnerabilità genetiche ereditate dai nostri genitori.

Pertanto, ritengo che rispondere a questa domanda sia spesso analoga al voler confrontare le mele e le arance”, afferma il Dottor Wink.

Tuttavia, recentemente alcuni progressi nella ricerca su entrambe le sostanze hanno fornito qualche ulteriore conoscenza, almeno dal punto di vista cerebrale.

Una recente pubblicazione sul Proceedings of the National Academy of Sciences, in California, ha esaminato gli effetti del consumo di alcool sul cervello adolescente.

Psicologi in evidenza
Dottoressa Valeria Colasanti
Viale Regina Margherita, 157 (Studio Psicologico Alfa) - ROMA
Cell: 348 8197748
Dottoressa Maria Narduzzo
Corso Galileo Ferraris, 107 - TORINO
Cell: 333 7130974

Molti recenti studi hanno già dimostrato che l'adolescenza è un momento di maggiore vulnerabilità del cervello per lo squilibrio chimico.

Inoltre, per rendere ancora più attuale questo problema, il consumo di alcool tra gli adolescenti sembra essere in aumento.

Alcuni neuroscienziati hanno scoperto che il consumo di alcool è particolarmente dannoso per una regione del cervello chiamata ippocampo, il quale svolge un ruolo fondamentale nell'apprendimento e nella memoria.

All'interno dell'ippocampo esiste un gruppo di cellule che producono continuamente nuove cellule cerebrali, chiamate neuroni, per tutta la vita.

Questo processo di rinnovamento cellulare è chiamato “neurogenesi”; ogni volta che questo processo è compromesso abbiamo difficoltà a formare nuove memorie e sviluppiamo sintomi depressivi, giusto per citare alcune conseguenze.

A differenza degli effetti dell'alcool, una serie di pubblicazioni negli ultimi anni suggeriscono che stimolare il sistema neurotrasmettitoriale attraverso l'assunzione di marijuana sembra avere gli effetti contrari sulla neurogenesi ippocampale, sia in animali di laboratorio che negli essere umani, giovani e vecchi, facendo sì che la neurogenesi sia aumentata dalla stimolazione dei recettori della marijuana nel nostro cervello.

Quando siamo anziani, il nostro cervello mostra un drammatico declino della neurogenesi all'interno dell'ippocampo, producendo disordini della memoria associati all'età, nonché depressione.

La ricerca in laboratorio ha dimostrato che la stimolazione dei recettori della marijuana nel cervello ristabilisce la neurogenesi. Così, più tardi nella vita, la marijuana potrebbe effettivamente aiutare il cervello, piuttosto che danneggiarlo.

Pubblicità

Considerati insieme i risultati di questi studi possono insegnare molto sul ruolo del nostro sistema neurotrasmettitoriale endogeno alla marijuana durante il processi di riparazione o ri-cablaggio del nostro cervello.

Il consumo di alcool durante i periodi più vulnerabili della nostra vita è chiaramente in grado di interferire con questi processi neurali critici e produrre conseguenze negative a lungo termine.

Nonostante molti recenti progressi da parte dei laboratori di tutto il mondo, restano ancora da studiare gli effetti di queste due sostanze sul cervello.

Tuttavia, un piccolo studio pilota pubblicato nella rivista “Psychiatry Research” rileva che la marijuana può causare un aumento temporaneo degli stati psicotici in persone che presentano un elevato rischio per tali disturbi.

Lo studio preliminare, che ha coinvolto 12 giovani adulti che hanno riferito un uso settimanale di marijuana, è il primo a provare gli effetti della droga in persone con elevato rischio clinico per disturbi psicotici in condizioni di laboratorio controllato.

La marijuana è infatti nota per esacerbare i sintomi psicotici nelle persone con schizofrenia o altri disturbi simili.

Alcuni ricercatori ritengono che l'uso regolare della sostanza in giovane età aumenta la probabilità che coloro che presentano un alto rischio sviluppino una di queste malattie.

All'interno dello studio, i soggetti sono stati suddivisi in due gruppi, 6 per il gruppo di controllo, e altri sei che, indipendentemente dall'utilizzo della marijuana, avevano sperimentato determinati cambiamenti nei pensieri, nel comportamento o nella percezione, presentando una storia familiare di psicosi o recenti diminuzione della funzione sociale.

In questo studio a doppio cieco, ciascun partecipante ha completato questionari inerenti l'umore e le percezioni prima di fumare marijuana, e completato test neurocognitivi e cardiovascolari.

Psicologi in evidenza
Dottoressa Maria Narduzzo
Corso Galileo Ferraris, 107 - TORINO
Cell: 333 7130974
Dottor Marco Zanghì
Via Scite, 3 - MESSINA
Cell: 334 2717738

Gli stessi test sono stati somministrati dopo l'assunzione della sostanza. Tutti i partecipanti hanno fumato sia la marijuana che assunto il placebo in diversi giorni.

A seguito dell'assunzione della reale sostanza, i partecipanti di entrambi i gruppi hanno sperimentato una maggiore frequenza cardiaca ma, mentre altri aspetti hanno “colpito” in modo minimo il gruppo di controllo, la sostanza ha provocato un aumento temporaneo degli stati psicotici e diminuzione delle prestazioni neurocognitive nel gruppo ad alto rischio.

Questi effetti comprendevano sentimenti di paranoia, ansia, illusioni visive, stranezze, disattenzione e tempi di rallentamento, nonché una scarsa performance sui compiti legati alla memoria e all'inibizione della risposta.

Questo piccolo studio ha dimostrato la fattibilità di studiare gli effetti della marjiuana in persone a rischio clinico per la psicosi in un ambiente controllato, suggerendo che la marijuana possa influenzare gli individui ad alto rischio per la psicosi.

Gli autori concludono che sono ovviamente necessari studi più grandi e ripetuti per confermare ed estendere tali risultati.

 

Tratto da PsychologyToday

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)

  |   Letto: 2772 volte
Pin it


Potrebbero interessarti anche....

Il Sè sessuale

Il concetto di Sè sessuale fa riferimento alle modalità con cui si pensa a sé stessi come esseri sessuali e si sviluppa sia in risposta alle interpretazioni soggettive delle esperienze sessuali che dai feedack provenienti dal mondo esterno. L'individualità sessuale è defini...

Il Sé nell'altro: la paranoia

Le sfumature della paranoia: Persecuzione, megalomania ed erotomania. Nancy McWilliams e la concezione psicoanalitica. Una nuova comprensione della paranoia come sindrome psichiatrica è stata acquisita negli ultimi anni, grazie anche al pensiero psicoanalitico contemporaneo. Il manuale diagnostico e ...

Disturbo bipolare: sintomi e opzioni di trattamento

Il disturbo bipolare è un disordine caratterizzato da spostamenti insoliti nell'umore, nell'energia, nei livelli di attività e nella capacità di svolgere compiti quotidiani. I sintomi del disturbo bipolare sono abbastanza gravi; oscillano da livelli bassi ad alti, e la sintomatologia pu&...

La teoria della separazione

La teoria della separazione integra i sistemi psicoanalitici ed esistenziali del pensiero, mostrando quanto il dolore interpersonale precoce e l'ansia di separazione, e in seguito, l'ansia di morte, portino alla formazione di forti difese psicologiche. “La teoria della separazione è integrativa ...

Copyright © 2018 Psicologi Italiani. Tutti i diritti riservati. Psiconline srl. - P.IVA 01925060699 - web design - web agency -

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Accedendo acconsenti all'utilizzo dei cookies in accordo con la politica e regolamentazione vigente in materia di cookies e privacy. - ULTERIORI INFORMAZIONI

Cookie e relative funzionalità

A seconda dei singoli obiettivi, si utilizzano cookie differenti.
Di seguito viene fornito un elenco dei tipi di cookie più diffusi e degli scopi per cui vengono utilizzati.

Cookie di sessione
I cookie di sessione vengono archiviati temporaneamente nella memoria del computer durante l'esplorazione di un sito, ad esempio, per tenere traccia della lingua scelta. I cookie di sessione rimangono memorizzati nel computer per un breve periodo di tempo. Vengono infatti eliminati non appena l'utente chiude il browser Web.

Cookie permanenti o traccianti
I cookie permanenti salvano un file sul computer per un lungo periodo di tempo. Questo tipo di cookie possiede una data di scadenza. I cookie permanenti consentono ai siti Web di ricordare informazioni e impostazioni alle successive visite degli utenti, rendendo così l'esplorazione più pratica e rapida, poiché, ad esempio, non è più necessario effettuare l'accesso.
Alla data di scadenza, il cookie viene automaticamente eliminato quando si effettua il primo accesso al sito Web che lo ha creato.

Cookie di prime parti
Questi cookie vengono impostati dai siti Web stessi (con dominio uguale a quello indicato nella barra degli indirizzi del browser) e possono essere letti solo da tali siti. Vengono comunemente utilizzati per archiviare informazioni quali le preferenze, da utilizzare alle successive visite al sito.

Cookie di terze parti
Questi cookie vengono impostati da domini diversi da quello indicato nella barra degli indirizzi del browser, ovvero da organizzazioni che non corrispondono ai proprietari dei siti Web.
I cookie utilizzati, ad esempio, per raccogliere informazioni a fini pubblicitari e di personalizzazione dei contenuti, oltre che per elaborare statistiche Web, possono essere "cookie di terze parti".
I cookie di terze parti consentono di ottenere sondaggi più completi delle abitudini di esplorazione degli utenti e si ritiene che siano più sensibili dal punto di vista dell'integrità. Per questo motivo, la maggior parte dei browser Web permette di modificare le impostazioni in modo che tali cookie non vengano accettati.

Di seguito un elenco dei servizi utilizzati sul sito Psicologi Italiani che impostano cookie di terze parti:

Google Analytics (Google)
Google Anayltics è un servizio di analisi web fornito da Google, Inc. ("Google") che utilizza dei "cookie" mediante i quali raccoglie Dati Personali dell'Utente che vengono trasmessi a, e depositati presso i server di Google negli Stati Uniti. Google utilizza queste informazioni allo scopo di tracciare e esaminare il vostro utilizzo del sito web, compilare report sulle attività del sito web per gli operatori del sito web e fornire altri servizi relativi alle attività del sito web e all'utilizzo di Internet. Google non associa l'indirizzo IP dell'utente a nessun altro dato posseduto da Google. L'eventuale rifiuto di utilizzare i cookies, selezionando l'impostazione appropriata sul vostro browser, può impedire di utilizzare tutte le funzionalità di questo sito web.

Social Widgets/Buttons
Servizi che consentono agli utenti di interagire con i social network direttamente all'interno di altri siti web.

Facebook social buttons/widgets (Facebook)
Servizio gestito da Facebook Inc. società che aderisce all'iniziativa Safe Harbor Privacy Policy Framework, garantendo un trattamento dei Dati Personali in linea con gli standard di sicurezza europei. Il servizio consente all'Utente di interagire con il social network tramite questo sito web. Facebook, grazie al click dell'Utente, acquisisce i dati relativi alla visita dello stesso sul Sito. Facebook non condivide alcuna informazione o dato in suo possesso con il Sito o il Titolare del Trattamento. Per maggiori informazioni sull'utilizzo dei Dati Personali da parte di Facebook Inc. si prega di consultare il seguente link: www.facebook.com/privacy/explanation.php

Twitter social buttons/widgets (Twitter)
Servizio gestito da Twitter, società che aderisce all'iniziativa Safe Harbor Privacy Policy Framework, garantendo un trattamento dei Dati Personali in linea con gli standard di sicurezza europei. Il servizio consente all'Utente di interagire con il social network tramite questo sito web. Twitter, grazie al click dell'Utente, acquisisce i dati relativi alla visita dello stesso sul Sito. Twitter non condivide alcuna informazione o dato in suo possesso con il Sito o il Titolare del Trattamento. Per maggiori informazioni sull'utilizzo dei Dati Personali da parte di Twitter si prega di consultare il seguente link: twitter.com/privacy

Gestione dei cookie

Poiché i cookie sono normali file di testo, è possibile accedervi utilizzando la maggior parte degli editor di testo o dei programmi di elaborazione testi. Per aprirli, è sufficiente fare clic su di essi. Di seguito è riportato un elenco di collegamenti che spiegano come visualizzare i cookie all'interno dei vari browser. Se il vostro browser non è presente, fate riferimento alle informazioni sui cookie fornite dal browser stesso. Se utilizzate un telefono cellulare, consultate il relativo manuale per reperire ulteriori informazioni.

Firefox
https://support.mozilla.org/en-US/kb/cookies-information-websites-store-on-your-computer

Chrome
https://support.google.com/chrome/bin/answer.py?hl=en&answer=95647&topic=14666&ctx=topic

Internet Explorer
http://windows.microsoft.com/en-US/internet-explorer/delete-manage-cookies

Safari
http://support.apple.com/kb/PH17191?viewlocale=it_IT

Disattivazione/attivazione o eliminazione dei cookie

I cookie possono essere limitati o bloccati mediante le impostazioni del browser.

Se preferite che i siti Web non memorizzino alcun cookie nel vostro computer, impostate il browser in modo da ricevere una notifica prima dell'archiviazione di ogni cookie. In alternativa, potete impostare il browser in modo che rifiuti tutti i cookie o solo i cookie di terze parti. Potete anche eliminare tutti i cookie già presenti nel sistema. È importante sottolineare che le impostazioni devono essere modificate separatamente in ogni browser e computer utilizzato.

Se impostate il blocco della memorizzazione dei cookie, Psicologi Italiani non può garantire un corretto funzionamento del sito Web. Alcune funzioni del sito potrebbero risultare non disponibili e potrebbe non essere più possibile visualizzare determinati siti Web. Inoltre, il blocco dei cookie non elimina la visualizzazione degli annunci pubblicitari. Semplicemente, questi non saranno più personalizzati in base ai vostri interessi e verranno riproposti con maggiore frequenza.

In ogni browser le impostazioni vengono modificate seguendo una diversa procedura. Se necessario, per definire impostazioni corrette utilizzate la funzione di Guida del browser.

Per disattivare i cookie su un telefono cellulare, consultate il relativo manuale per reperire ulteriori informazioni.

Informazioni più dettagliate relative ai cookie su Internet sono disponibili all'indirizzo http://www.aboutcookies.org/

Altri cookie/cookie imprevisti

Considerando il funzionamento di Internet e dei siti Web, non sempre siamo in grado di controllare i cookie che vengono memorizzati da terze parti attraverso il nostro sito Web. Questo vale soprattutto nei casi in cui la pagina Web contenga i cosiddetti elementi incorporati: testi, documenti, immagini o brevi filmati che sono archiviati altrove, ma vengono visualizzati nel o attraverso il nostro sito Web.
Di conseguenza, qualora nel sito Web venisse rilevato un cookie non imputabile ad uno dei servizi di terze parti elencato, vi preghiamo di comunicarcelo. In alternativa, potete contattare direttamente le terze parti interessate e chiedere informazioni sui cookie che inviano, a quali scopi, qual è la loro durata e come garantiscono la privacy degli utenti.