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Anoressia e obesità: cosa hanno in comune?

È possibile che una malattia mentale come l'anoressia nervosa detenga il segreto per trattare l'obesità? Questo è ciò che propongono alcuni esperti di disturbo alimentare.

anoressia obesitàSecondo il Dottor Loren Gianini e i suoi colleghi, all'interno di una ricerca pubblicata nella rivista Journal of International Dietary Disorders,

l'anoressia nervosa può fornire un quadro per comprendere il mantenimento della perdita di peso a lungo termine in persone obese”.

L'anoressia nervosa è un disturbo alimentare che colpisce circa l'1% delle donne e si presenta come il disturbo psichiatrico con il rischio più alto di morte.

Circa il 10% dei pazienti con diagnosi di anoressia nervosa muore; questo alto tasso di mortalità è dovuto al collasso della fame e del metabolismo, così come al suicidio.

Nelle persone in sovrappeso, la perdita del peso e il mantenimento di questo nel lungo periodo è un evento che occorre raramente.

Gli esperti, considerando quanto sia insolito e raro, hanno creato un registro nazionale per studiare questi “unicorni”.

Il Registro Nazionale di Controllo del Peso (The National Weight Control Registry, NWCR) è un database online composto da circa 10.000 persone che dichiarano di aver perso almeno 30 Kg e mantenuto tale risultato per almeno un anno.

Si è scoperto, successivamente che queste persone hanno molto in comune con le persone con diagnosti di anoressia nervosa.

All'interno del loro articolo, Gianini et al. riferiscono che sia gli individui con anoressia nervosa che i cosiddetti “unicorni” presentano alcune caratteristiche comuni:

Seguono una dieta a basso contenuto di grassi e calorie, nonché una varietà di diete restrittive; la deviazione da questa dieta rigida è associata ad un riacquisto del peso, anche tra quegli individui che hanno mantenuto la perdita del peso per diversi anni.

Psicologi in evidenza
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Dottoressa Daniela Ciccarelli
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Cell: 339 2860568
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Cell: 320 8780277

Si è osservato che più a lungo gli individui riescono a mantenere una perdita di peso sostanziale, meno è probabile che essi stanno riacquistando il peso, così come più è probabile che necessitino di meno strategie, meno sforzi e meno attenzione occorre per mantenere la perdita di peso.

Nel corso del tempo i comportamenti che mettono in atto per mantenere la perdita di peso divengono radicati e automatici - probabilmente queste è uno dei motivi per cui l'anoressia cronica è così difficile da trattare.

Sono fisiologicamente preparati per il riacquisto del peso; entrambi i gruppi hanno un minor dispendio di energia, livelli inferiori di leptina (ormone della sazietà) e dell'ormone tiroideo, e livelli superiori di greliina (ormone della fame) rispetto ai rispettivi gruppi di controllo.

Hanno inoltre profili metabolici che contrastano ulteriormente la perdita di peso promuovendo un riacquisto del peso, ma sopravvivono e sfidano queste potenti unità biologiche per mantenere la loro perdita di peso.

Come hanno evidenziato alcune ricerche, i disturbi alimentari sono spesso sotto-diagnosticati in persone in sovrappeso.

Esistono online moltissime storie di persone che sono state dichiarate troppo grasse per essere anoressiche e a cui è stato negato il trattamento fin quando non hanno perso abbastanza peso da soddisfare il requisito dell'Indice di Massa Corporea (Body Mass Index, BMI) per la diagnosi.

A quel punto però la loro malattia era già ad uno stadio “avanzato”, cronico e radicato, tale per cui la prognosi era decisamente peggiore rispetto ad una fase precedente in cui la malattia poteva già essere trattata.

Nell'ultima edizione del Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali (DSM-5, APA 2013), nella diagnosi di anoressia nervosa ci si è allontanati dai criteri rigidi inerenti al peso.

Psicologi in evidenza
anoressia nervosa
Dottoressa Daniela Ciccarelli
Via Luigi Dallapiccola, 20 San Sisto - PERUGIA
Cell: 339 2860568
anoressia nervosa
Dottoressa Valeria Colasanti
Viale Regina Margherita, 157 (Studio Psicologico Alfa) - ROMA
Cell: 348 8197748

Mentre nell'edizione precedente era sottolineato come gli individui dovevano avere un peso corporeo inferiore all'85% del previsto, nell'ultima i criteri sono più soggettivi tanto da parlare di “peso corporeo significativamente basso”.

Nonostante questi cambiamenti diagnostici, i medici raramente considerano l'accezione “significativamente basso” come un qualcosa che differisce tra gli individui.

Non tutti sono destinati ad occupare la stessa dimensione e forma corporea.

L'anoressia nervosa è una malattia viziosa con gravi conseguenze fisiche ed emotive;il grasso non protegge contro di essa, infatti le persone in sovrappeso sono quelle con un più alto rischio di subire tremende pressioni per la perdita di peso.

Piuttosto che guardare l'anoressia nervosa come strumento per aiutare le persone in sovrappeso a perdere peso, la rigida restrizione restrittiva e la preoccupazione per la forma corporea evidenziata nella persone registrate nel database, possono segnalare una diffusione di sintomi appartenenti allo spettro alimentare in tale popolazione di pazienti.

Invece di dedicare risorse nel tentativo di incrementare questo comportamento alimentare patologico e disfunzionale, la vera necessità è quella di dedicare maggiori risorse ad identificare un trattamento per i disturbi alimentari anche in quelle persone che apparentemente sembrano non presentarlo.

 

Tratto da PsychologyToday

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)

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