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Ansia e depressione: il ruolo del nevroticismo

Perchè le persone con elevati tratti di nevroticismo sono più vulnerabili a sviluppare ansia e depressione?

nevroticismo ansia depressione psicologiDi fronte al quesito su quale sia il tratto di personalità maggiormente associata ai disturbi d'ansia e depressivi, la letteratura sostiene che sia quello nevrotico.

Come tale, è cruciale per le persone con ansia e depressione comprendere questo costrutto psicologico.

All'interno del presente articolo si cercherà di delineare quali sono i tratti e perchè quello nevrotico può essere inquadrato come avente “una maggiore sensibilità e attività del sistema affettivo negativo”.

Attraverso questo quadro si potrà quindi cercare di spiegare perchè le persone con elevati tratti di nevroticismo sono più vulnerabili a sviluppare ansia e depressione, soprattutto se esposti a condizioni di vita stressanti e qualora non possiedano buone capacità di elaborazione delle proprie emozioni all'interno di un ambiente relazionale sicuro.

I tratti di personalità

I tratti di personalità sono un aspetto della personalità umana, e si riferiscono alle diverse modalità disposizionali di pensare, agire e sentire, dalle quali si possono poi tracciare differenze individuali affidabili nelle diverse situazioni.

Sebbene vi sia qualche dibattito sulla forma ed il numero di tratti, l'approccio più comune li divide nei cinque grandi domini del nevroticismo, estroversione, piacevolezza, coscienziosità e apertura all'esperienza.

Vi è anche qualche dibattito su ciò che rappresentano esattamente questi tratti; parte del motivo per cui i ricercatori avviano il dibattito riguarda le modalità con cui questi sono stati scoperti.

I tratti originali sono stati identificati attraverso quella che è conosciuta come “ipotesi lessicale”, ossia un approccio empirico che ha studiato come la gente valutava la somiglianza degli aggettivi nel dizionario ed esaminato come vengono, successivamente, raggruppati insieme.

I primi ricercatori in tale ambito, hanno analizzato migliaia di parole che le persone utilizzavano per descrivere gli altri al fine di constatare quali fossero correlate.

Molti ricercatori hanno trovato una corrispondenza su “cinque fattori” rispetto a come le parole fossero correlate tra le diverse lingue, e questo ha dato l'avvio per la moderna teoria dei tratti.

Esaminare empiricamente come gli aggettivi si aggregano insieme è molto diverso dall'avere una teoria della natura umana che spiega perchè abbiamo tratti che ci distinguono.

È per questo che i tratti vengono inseriti in una teoria della natura umana; a partire da questo, il focus quindi sarà orientato sul tratto nevrotico, accennando brevemente anche a quello dell'estroversione.

Per favorire meglio la comprensione funzionale di questi due tratti è bene fare un accenno sulla Teoria dell'investimento comportamentale (Behavioral Investment Theory), ideata dal Dottor Gregg Henriques, docente presso la James Madison University, Virginia, e autore del libro “A New Unified Theory of Psychology”.

All'interno di tale teoria, il Dottor Henriques sostiene che il cervello sia l'organo del comportamento e che i problemi fondamentali derivanti da quest'ultimo possono essere suddivisi in due grandi domini: il problema di evitare il male (che può essere definito come quello che correla negativamente con la sopravvivenza ed il successo riproduttivo); e quello che si avvicina al bene (correlato positivamente con la sopravvivenza ed il successo riproduttivo).

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Considerata questa divisione, “ha senso sostenere che esiste un sistema affettivo negativo che emerge dal dolore, ed un sistema affettivo positivo che emerge dal piacere”.

Secondo l'approccio unificato, esistono quattro poli affettivi che, messi insieme, costituiscono il sistema affettivo negativo.

Due sono primari, e due prendono vita dal contesto sociale. I due poli primari affettivi sono, in termini di funzione, “evitamento attivo di un futuro negativo” e “chiusura annessa alla perdita”.

Probabilmente è più facile riconoscerli nei termini comuni quali ansia/paura e tristezza/depressione.

La paura e l'ansia, anche nel mondo animale, stimolano un investimento attivo nell'evitare i cattivi risultati, ecco perchè vi è eccitazione fisiologica acuta, una sensazione di disagio e vigilanza, nonchè preoccupazione cognitiva, pensando che una cosa negativa sta per accadere.

La tristezza e la demoralizzazione depressiva sono sentimenti che si concentrano sul passato e riguardano l'interiorizzazione della perdita o investimenti poveri ed inefficaci, tale per cui il sistema energetico collassa, per poi riorganizzarsi fino a quando il senso di disperazione ed impotenza svaniscono.

Esistono anche due poli sociali di affettività negativa, uno diretto verso il Sè, come la colpa e la vergogna, e l'altra diretta verso il punire gli altri, ossia rabbia e ostilità.

La vergogna è attivata in risposta alla sconfitta e sentimenti di inferiorità, mentre la colpa ci orienta verso una diminuzione delle tendenze egoistiche.

La rabbia ci porta a difendere i nostri interessi quando avvertiamo di essere trattati in modo ingiusto, mentre l'ostilità ci porta a punire gli altri in quanto percepiti come nostri antagonisti.

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Il Dottor Henriques pensa che sia utile vedere questa formulazione dei tratti nevrotici facendo riferimento alla matrice di influenza; quest'ultima rappresenta la mappa del sistema delle relazioni umane, ossia una rete in cui sono tracciate le connessioni tra i nostri bisogni sociali e quelli sentimentali.

Rispetto al legame tra nevroticismo, ansia e depressione, la letteratura suggerisce che tale relazione sia molto forte.

Tuttavia, le persone con alti tratti di nevroticismo non necessariamente sviluppano ansia o depressione, in quanto il tale tratto aumenta sì la vulnerabilità, ma sono necessari anche altri “ingredienti”.

I disturbi d'ansia e dell'umore possono essere inquadrati come modelli maladattivi di emozioni negativi che nascono a partire da circoli viziosi.

Esistono circoli viziosi che emergono dall'ambiente, sia sociale che non sociale, e circoli viziosi intrapsichici.

I disturbi d'ansia e depressivi solitamente sono il risultato di una combinazione di entrambi; un classico ciclo vizioso ambientale che dà origine a disturbi depressivi si verifica quando una persona si sente frustrata ed in discesa e inizia a fare sempre meno, come rimanere in casa, bere, guardare la tv e via dicendo, è cioè “orientata alla chiusura”.

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Anche se questa appare come una risposta naturale, qualora conduce a livelli di disimpegno più elevati, allora emerge un ciclo vizioso, dove l'arresto conduce a meno possibilità di padronanza e piacere e ciò porta ad un maggior scoraggiamento nonché chiusura.

Ci sono anche circoli viziosi intrapsichici che danno origine a disturbi depressivi e di ansia; non è un caso che i disturbi depressivi e di ansia tendono ad emergere durante l'adolescenza.

A tal proposito, è bene chiedersi qual è lo sviluppo fondamentale dell'adolescenza?

Lo sviluppo di un'identità e di una concezione del sé che inizia a svolgere un ruolo sempre più attivo durante le diverse tappe della crescita.

Anche se i ragazzi più giovani hanno sicuramente un senso di sé, è comunque meno sviluppato.

L'adolescente è capace di chiedersi “qual è il mio Sè ideale?”, “Come dovrei sentirmi?”.

Se immaginiamo l'emergere del concetto di Sè nel contesto della turbolenza adolescenziale e considerando che anche nel gruppo dei pari si sta verificando tale processo, qualora un soggetto è esposto ad uno stress significativo e non ha un sistema relazionale solido per elaborare i sentimenti negativi, è molto probabile che il narratore interno diverrà stressato in generale ma soprattutto in relazione al proprio Sè.

Cioè, l'adolescente che è altamente nevrotico, non solo sente più stress, ma diviene molto più sensibile e vulnerabile allo sviluppo di una voce interiore critica.

A questo punto, tale narratore critico interno inizierà a criticare il Sè, che a sua volta invia informazioni stressanti al sistema emotivo centrale.

Le immagini di sconfitta, vergogna ed inefficacia provocano così l'insorgenza di sentimenti negativi.

Questo è quello che il Dottor Henriques chiama “chiudere il ciclo” ed è uno degli elementi chiave che determina depressione e ansia generalizzata.

Il ciclo diviene così caratterizzato da un feedback distruttivo tra il sistema emotivo negativo e la voce interiore critica.

Non solo l'adolescente si sente più negativo rispetto ad altri, quindi ha un elevato tratto di nevroticismo, ma se sviluppa una voce interiore critica che lo accusa e lo attacca per i suoi sentimenti, il suo sistema sentimentale sarà cronicamente attivato da questa voce.

E' questo loop tra i sentimenti ed il narratore critico che svolge un ruolo chiave in tanti disturbi di ansia e depressione, ed è la ragione principale per cui ansia e depressione si sviluppano durante l'adolescenza.

Da ciò si può evincere, secondo il Dottor Henriques come alti tratti di nevroticismo possano fornire un modo chiaro per comprendere aspetti inerenti la struttura vulnerabile di molte persone che, essendo caratterizzata da un'elevata sensibilità alle reazioni negative, se non trattate bene, possono sfociare in veri e propri disturbi.

 

Tratto da PsychologyToday

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)

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