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Ansia e disturbi alimentari

Secondo i ricercatori dell’Università di Pittsburgh, i clinici potrebbero prevedere l’insorgenza di disturbi alimentari attraverso la gestione di un disturbo d’ansia sottostante che si porrebbe come predittore del futuro disordine alimentare.

Ansia disturbi alimentariIl disturbo mentale con il tasso di mortalità più alto non è la depressione, e nemmeno la schizofrenia, ma i disturbi alimentari.

Fino al 20% di coloro che soffrono di disturbi alimentari “soccombono”, purtroppo, alla malattia.

 

La letteratura sottolinea quindi come un’importante pietra miliare sia rappresentata dalla possibilità di poter prevedere chi probabilmente svilupperà un disturbo alimentare.

Più del 90% di coloro che sviluppano la bulimia o l’anoressia, o una combinazione di entrambe, sono solitamente giovani donne, e sviluppano la malattia in adolescenza.

Alcuni report provenienti dai college americani, riferiscono che circa il 40% degli studenti presenta uno dei due disturbi, o in fase conclamata, o manifestando sintomi subclinici.

Seguendo una stima più generale, circa il 2-3% degli adolescenti hanno bulimia, e lo 0,5-1% presenta invece anoressia. Secondo gli psichiatri infantili, il 13% delle ragazze delle scuole superiori si “esaurisce”.

I disturbi alimentari sono pertanto raddoppiati nell’incidenza, e sempre più colpiscono i gruppi dei più giovani; essi si verificano inoltre in diversi gruppi etnici e socioculturali.

A tal proposito, un team di ricercatori ha riferito di aver individuato un fattore di vulnerabilità importante per i disturbi alimentari che potrebbe aiutare i clinici ad intraprendere rapidamente percorsi di prevenzione e trattamento.

Secondo lo psichiatra Walter Kaye, Docente presso l’Università di Pittsburgh, si potrebbe parlare di “ansia infantile”.

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La maggior parte delle persone che sviluppano disturbi del comportamento alimentare hanno sperimentato e sperimentano una certa ansia clinica, come il Disturbo ossessivo-compulsivo o la fobia sociale, ad un certo punto della loro vita.

Un numero significativo di essi, circa il 42%, hanno sviluppato il disturbo d’ansia quando erano bambini, molti anni prima dell’insorgenza del disturbo alimentare.

Abbiamo individuato un forte legame tra i disturbi d’ansia e i disturbi alimentari, dimostrando che non solo condividono molti dei tratti di personalità, ma hanno anche probabilmente un percorso genetico”, ha riferito il Dottor kaye sulla base di uno studio basato su 672 individui.

Questo studio ha quindi dimostrato che per aiutare le giovani donne a riprendersi da questa malattia devastante, i clinici devono sviluppare delle strategie complementari per trattare sia il disturbo alimentare che l’ansia sottostante.

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Bisognerebbe inoltre verificare se il trattamento precoce del disturbo d’ansia possa fornire un certo effetto preventivo contro i disturbi alimentari.

Kaye ed i suoi colleghi hanno inoltre scoperto, tra le pazienti che hanno esaminato, che l’ansia persiste anche dopo che le donne erano in fase di remissione dal disturbo alimentare.

Il tasso normale di ansia nelle donne sane è compreso in un range che va dal 13 al 30%, rispetto al 66% presente in soggetti affetti da disordini alimentari.

Anche coloro che non presentavano un disturbo d’ansia conclamato e diagnosticabile, avevano comunque tratti d’ansia identificabili, come perfezionismo, ansia generalizzata ed evitamento.

Le condizioni di ansia erano simili per tutti e tre i sottotipi dei disturbi alimentari: anoressia nervosa, bulimia nervosa e anoressia combinata a bulimia.

Due disturbi d’ansia sono stati particolarmente associati all’insorgenza del disturbo alimentare: il disturbo ossessivo-comppulsivo nel 41% e la fobia sociale nel 20%.

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La frequenza del disturbo ossessivo compulsivo come sfondo dal quale scaturirebbe il disturbo alimentare, riguarda il 2-3% dei bambini; poiché l’età normale d’insorgenza di del disturbo alimentare è circa intorno al 20esimo anno di età, Kaye ed i suoi colleghi ritengono che la presenza di un disturbo ossessivo-compulsivo nell’infanzia potrebbe essere un significativo predittore del futuro disturbo alimentare.

L’ansia nei bambini non è pertanto da sottovalutare; gli esperti lo hanno infatti riconosciuto come un fattore di rischio predisponente ad ulteriori psicopatologie come la depressione.

Se questa si pone quindi anche come precursore del disturbo alimentare, diviene fondamentale un’analisi più accurata e approfondita, nonché una gestione, della presenza dell’ansia nel bambino, in quanto, nonostante possa essere una normale reazione fisiologica, potrebbe però celare un lato nascosto molto pericoloso.

Tratto da PsychologyToday

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)

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