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Bullismo e suicidio

Secondo recenti ricerche la relazione tra bullismo e suicidio, o bullismo e pensieri suicidari, è tanto presente nelle vittime di bullismo, quanto in coloro che attuano comportamenti di questo tipo.

bullismo suicidio psicologiIl bullismo, come molti sanno, può essere un'esperienza tremendamente dolorosa per un giovane.

Rispetto alle sue conseguenze, il suicidio della vittima, che rappresenta il lato oscuro e pericoloso di tale fenomeno, ha un impatto che travolge e sconvolge i familiari delle vittime.

In America, queste situazioni divengono sempre più quotidiane; esistono sempre più storie di giovani che si sono uccisi dopo aver sperimentato il bullismo.

Recentemente, i genitori di un bambino di nome Gabriel, di soli otto anni, hanno presentato una causa contro le scuole pubbliche di Cincinnati, sostenendo che il loro figlio sia arrivato al suicidio perchè all'interno della scuola non vi era nessuna cultura di prevenzione al bullismo.

Tutti i 50 Stati Americani hanno una “specie” di legge anti-bullismo, e le scuole sono sempre più chiamate ad attuare programmi di prevenzione per il suddetto fenomeno.

Il bullismo ed il suicidio rappresentano infatti uno scenario dalle importanti preoccupazioni per la salute pubblica, sia per i bambini che gli adolescenti.

A tal proposito, la Dottoressa Melissa Holt, Docente di Psicologia, presso la Boston University, ha effettuato diverse ricerche per comprendere il legame tra bullismo e suicidio, sottolineando che, anche se certamente esiste una connessione tra i due, la ricerca mette in evidenza la complessità di tale relazione.

Molti studi hanno infatti esaminato il rapporto tra bullismo e suicidio, o la tendenza ad avere pensieri e comportamenti suicidi.

I ricercatori volevano cioè capire se è “essere bullizzati” o “bullizzare gli altri” che è associato al suicidio.

È stato pertanto condotta un'analisi di 47 studi sul bullismo e suicidio tra gli studenti. I presenti studi sono stati effettuati negli Stati Uniti ed in altri paesi quali la Cina, l'Australia, l'Inghilterra e la Finlandia.

Nel complesso, è stato scoperto che i giovani coinvolti nel fenomeno, ossia sia bulli che vittime, avevano maggiori probabilità di pensare e tentare il suicidio rispetto a soggetti che non erano coinvolti nel bullismo.

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In breve, il bullismo appare come un male per tutti coloro che ne sono coinvolti. Si è anche scoperto che tale relazione è maggiore in quelle persone che hanno sperimentato entrambi i ruoli di bullo e di vittima.

Questo è coerente con altre ricerche precedenti le quali suggerivano che l'essere bullo e vittima espone ad un rischio particolarmente elevato di sviluppare problemi di salute mentale come ansia e depressione.

Chi è più a rischio?

Oltre alle domande sui bulli Vs vittime, sono stati esaminati tre fattori per comprendere meglio tale associazione: il sesso,il paese e come il bullismo viene misurato.

Mentre le associazioni tra il coinvolgimento in comportamenti da bullo e la tendenza ad avere pensieri o comportamenti suicidi sono stati simili per ragazzi e ragazze, si è notata una differenza rispetto ai paesi di origine.

In generale, negli studi degli Stati Uniti esistevano forti associazioni tra il bullismo ed il suicidio rispetto alle controparti internazionali.

Nel complesso, gli studi hanno anche mostrato una connessione più forte tra essere una vittima di bullismo e pensieri suicidi quando veniva posta una domanda specifica come “Sei stato bullizzato/a?” per identificare le vittime.

Gli studi che hanno indagato comportamenti specifici attraverso domande in cui non veniva menzionata la parola bullismo mostravano invece una connessione più debole.

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Questa constatazione potrebbe riflettere che il suicidio è più comune nei giovani che si identificano con questo fenomeno, rispetto ad altri che ammettono solo di aver sperimentato comportamenti specifici.

Quest'ultimo potrebbe quindi non identificarsi come qualcuno che è stato oggetto di bullismo, e può pertanto essere meno a rischio rispetto ai pensieri ed i comportamenti suicidi.

Bisogna quindi considerare che la ricerca ha indicato chiaramente l'esistenza di un'associazione tra il coinvolgimento nel bullismo, da ambo le parti, sia per quanto concerne i pensieri e comportamenti suicidi.

Un recente studio sugli adolescenti ha inoltre evidenziato il ruolo della bassa autostima e della depressione come fattori che contribuiscono ai pensieri e comportamenti suicidi per le minoranze sessuali e per i giovani eterosessuali che sono stati oggetto di bullismo.

Pertanto, una serie di fattori psicologici e sociali possono contribuire alla suicidio, e questo non può passare in secondo piano, o non essere minimamente preso in considerazione quando si organizzano le attività didattiche all'interno delle scuole.

Ciò che spesso i mass media evidenziano è che i giovani che sono stati terrorizzati e vittimizzati siano a grande rischio per i pensieri ed i comportamenti suicidi, ma la ricerca mostra che anche i bulli lo sono.

L'analisi fornisce ulteriori prove a sostegno del fatto che i giovani che sperimentano il bullismo come autori o vittime sono ad un rischio particolarmente elevato per la sofferenza psicologica.

È proprio a partire da queste ricerche che bisognerebbe insistere per la creazione di programmi di prevenzione ed interventi più efficaci al fine di affrontare meglio le esigenze di salute mentale dei giovani coinvolti nel bullismo, senza discriminare troppo il ruolo adottato all'interno di un fenomeno così complesso.

 

Tratto da “The Conversation”

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)

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