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Come il cervello crea la mente?

Speculazioni sulla coscienza e la genesi della mente: alcune esplorazioni teoriche possibile sull'origine della coscienza.

Mente cervello coscienzaRispetto alla tematica della coscienza vi sono due filoni di ricerca: nel primo caso molti scienziati si sono focalizzati sulla ricerca dei modelli celebrali, i cosiddetti “campi”di attività elettrica, chimica o di altra attività cerebrale misurata con diversi metodi di imaging.

Vi è però un altro filone di ricerca che cerca di speculare sul mistero profondo della coscienza stessa.

Speculare sulla coscienza è infatti un'attività rischiosa per gli scienziati; molti critici, di diversi settori scientifici e religiosi, ritengono che gli studiosi debbano evitare il problema difficile della coscienza, affermando che la questione è ben al di là della competenza scientifica.

Le controversie che riguardano la mente accostandola a questioni religiose sono ormai presenti da diversi secoli; inoltre, nel corso del secolo scorso, le connessioni della coscienza alla meccanica quantistica, è stata oggetto di discussione, in quanto molto promossa da alcuni e fortemente confutata da altri

La storia ci ricorda anche che gli esseri umani possono essere attratti da opinioni mondiali contaminate da idee sbagliate, pregiudizi, e nei casi più estremi, da deliri.

Mentre la scienza non è immune a questi difetti, queste nuove speculazioni si basano e orientano secondo un preciso quadro intellettuale: innanzitutto si afferma che la coscienza sia un vero mistero, in quanto non ancora ben spiegata, soddisfacentemente, da schemi cerebrali noti.

In termini filosofici, è come se esistesse un vuoto esplicito autentico, definito come la difficoltà che le teorie materialistiche hanno nel spiegare come le proprietà fisiche possano dare origine alla mente.

Secondariamente si assume che il cervello sia un vero e proprio sistema complesso, di cui i sistemi viventi non hanno consapevolezza; il cervello e la mente sono infatti correlati, come mostrato da molti studi di immagini cerebrali, malattie, lesioni e via dicendo.

Infine, sottolineano gli autori, che tali speculazioni non implicano una chiara violazione delle leggi fisiche stabiliti.

Questa modesta restrizione lascia abbastanza liberi di esplorare un'ampia gamma di territori intellettuali strani e persino bizzarri che però non violano i principi della fisica.

Tali discussioni si svolgeranno pertanto assumendo un punto di vista agnostico indipendente dalle credenze religiose di qualunque genere.

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Gli autori sottolineano inoltre che:

non ci occuperemo del pericolo, probabilmente percepito da alcuni, che tali speculazioni possano aprire una porta filosofica posteriore che permette alla religione di intrufolarsi. La porta posteriore può essere aperta o chiusa, ma in entrambi i casi, lo scopo è seguire le prove indipendentemente da dove esse conducono”.

Alcuni studi precedenti hanno sottolineato che i segni sperimentali della coscienza sono osservabili a più livelli di organizzazione, le cosiddette scale spaziali, compresi i singoli neuroni, le medie su milioni di neuroni e le scale intermedie delle colonne corticali.

Un comodo analogico di questo processo su multi-scala è il sistema sociale umano, che coinvolge interazioni e modelli che si verificano a livello individuale per poi estendersi al quartiere, la città, la nazione e altre scale.

A tal proposito, sono evidenti due interpretazioni concorrenti di modelli cerebrali misurati a diverse scale; in primo luogo, forse la coscienza è codificata in modelli dinamici all'interno di una particolare scala di coscienza (la scala C).

In questa prospettiva, i segnali coscienti osservati in altre scale sarebbero giudicate come dei semplici sottoprodotti del “comportamento dinamico a scala C” che crea la mente.

Per esempio, forse la coscienza è codificata in modelli a livello del singolo neurone, una visione apparentemente abbracciata da alcuni neuroscienziati e scienziati appartenenti al settore dell'intelligenza artificiale.

La neuroscienza, in questa prospettiva, assume però un forte sapore riduzionista: la singola scala C del neurone sarebbe allora il livello in cui la coscienza “risiede” o è “codificata”.

Questa visione implica che un cervello artificiale costituito da centinaia di miliardi di neuroni artificiali, se opportunamente interconnessi, potrebbe generare una coscienza genuina.

Un'interpretazione alternativa è che in realtà non esiste una scala C specifica; cioè, la coscienza è fondamentalmente un fenomeno multi-scala.

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In questa prospettiva, la coscienza è codificata dai modelli dinamici che si verificano a più scale; la coscienza è intimamente associata a interazioni di scale incrociate e caratterizzate da una causalità circolare.

Per analogia, il sistema umano coinvolge le interazioni top-down e bottom-up tra reti sociali e culture che si verificano a più scale.

La congettura multi-scala del cervello sostiene con forza le posizioni filosofiche che banalizzano la complessità della coscienza.

In sostanza, la coscienza sembra richiedere sistemi che siano almeno altrettanto complessi come la vita ordinaria, che consiste nell'interazione tra strutture a più scale.

Così vengono proposti due domini intellettuali distinti in cui l'ultima ipotesi potrebbe risultare più funzionale.

In primo luogo, il concetto di multi-scala richiama un'idea autonoma, indipendente dalle questioni relative al materialismo, al dualismo e al problema difficile.

In secondo luogo, tale prospettiva potrebbe fornire un ponte provvisorio che collega le forme di informazioni cerebrale a strutture concettuali minimamente materialistiche o forse non materialistiche che sottendono a tale problema difficile.

Sicuramente, in un campo disciplinare così complesso e affascinante, confermare o avvallare una determinata ipotesi, significa rinunciare alla ricerca della conoscenza.

Pertanto, in un'ottica di scoperta e indagine sulla coscienza, i ricercatori sottolineano l'importanza di proseguire la ricerca, al fine di tracciare tutte quelle eventuali sfumature la cui presenza resta un grande punto interrogativo.

 

Bibliografia

  • Steven Laureys and Giulio Tononi (Eds.), The Neurology of Consciousness (Amsterdam: Academic Press, 2009)
  • Paul L Nunez, Ramesh Srinivasan, and Lester Ingber, Theoretical and Experimental Electrophysiology in Human Neocortex: Multiscale Dynamic Correlates of Conscious Experience. In Misha Z Pesenson (Ed.), Multiscale Analysis and Nonlinear Dynamics: From Genes to the Brain (New York: Wiley, pp. 147-175, 2013)

    Alwyn Scott, Stairway to the Mind (New York: Springer-Verlag, 1995)

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)
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