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Come insegnare ai bambini ad affrontare le sfide della vita?

Alcuni consigli per aiutare i nostri figli a risolvere i problemi fin da piccoli.


coping bambiniProprio come gli adulti, anche i bambini hanno delle preoccupazioni ed esse causano loro stress.

Infatti, mentre i primi potrebbero preoccuparsi della sicurezza sul lavoro o di una discussione con il partner, i più piccoli potrebbero essere stressati quando un amico si allontana da loro o perchè perdono il loro giocattolo preferito.

E, in modo molto simile alle persone più grandi di loro, quei bambini, che usano strategie di coping positive, hanno più probabilità di affrontare le loro paure, ridurre lo stress e reagire alle difficoltà, nonchè maggiori chances di diventare adulti resilienti e mentalmente sani.

Ma, quindi, chi può insegnare ai bambini ad affrontare i problemi della vita? 

   
Avete indovinato: i loro genitori!


Perché le capacità di coping sono così importanti?

Le capacità di coping sono ciò che pensiamo e facciamo per aiutarci ad affrontare le situazioni difficili, le quali, anche se vorremmo il contrario, sono una parte inevitabile della vita.

La Professoressa Erica Frydenberg, dalla Melbourne Graduate School of Education, spiega come, per i bambini di età tra 4 e 6 anni, queste condizioni problematiche sono, spesso, piccole cose, come dover salutare un genitore nel momento di entrare all’asilo o a scuola, dover provare qualcosa di nuovo o voler appartenere ad un gruppo di amici.

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La studiosa aggiunge che aiutarli ad affrontare queste preoccupazioni, fornirà loro quelle abilità utili a gestire difficoltà sempre più grandi, nel corso della vita, ed a ridurre il rischio di sviluppare problemi di salute mentale, come Depressione ed Ansia, le quali colpiscono circa 1 bambino su sette nell’età scolare.

Ciò che abbiamo trovato con il nostro lavoro è che cominciare queste conversazioni sulle strategie di coping possibili, in una fase precoce, aiuta i bambini a sviluppare buone abitudini risolutive”, ha spiegato la Professoressa Frydenberg. “Abbiamo bisogno di insegnare ai bambini a gestire queste preoccupazioni, così che esse non diventino incontrollabili, perché, quando senti di non avere le risorse per aggirare gli ostacoli che incontri, ciò può risultare in una salute mentale più compromessa: è inevitabile avvertire un po’ d’ansia in alcune situazioni, ma i veri problemi cominciano quando essa va avanti per troppo tempo perché non si hanno i mezzi per affrontare, e superare, le difficoltà”.


I genitori possono aiutare i loro figli a sviluppare strategie di risoluzione utili?

La Professoressa Frydenberg spiega che i genitori possono aiutare i loro bambini a far fronte ai problemi, scoraggiando le strategie inutili, come il piangere eccessivo, i capricci, biasimare se stessi e la rabbia, ed incoraggiando quelle utili, come chiedere aiuto, chiedere scusa e stare calmi.

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La studiosa, inoltre, consiglia di incitare i piccoli a parlare ad un adulto delle loro preoccupazioni perché ciò è vantaggioso, soprattutto quando porta a conversazioni sulle possibilità attraverso le quali gestirle.
Ciò che i genitori possono fare è riconoscere il disagio dei bambini e parlare dei diversi modi in cui costoro possono affrontare una situazione”, dice la Professoressa Frydenberg. “Troviamo che già solo parlarne con loro generalmente sviluppa una reazione positiva e stimola delle idee su cosa potrebbero fare”.
   
Quindi, riuscire a modellare delle capacità di coping fruttuose è una strategia di insegnamento potente.
Gli adulti sono modelli di ruolo ed i bambini imparano da loro”, ha concluso la Professoressa Frydenberg. “E’ importante, per gli adulti, partire proprio dalle loro stesse strategie di coping, nella prospettiva di insegnarle ai propri figli”.
   
       

 

 


Fonte: PsyPost.org           

 

(Traduzione ed adattamento a cura della Dottoressa Alice Fusella)

 

 

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