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Comprendere la procrastinazione

Secondo una recente ricerca la procrastinazione non è altro che un riflesso delle difficoltà legate perseguimento degli obiettivi, la cui causa sarebbe da rintracciare nei valori e nei sistemi di credenze individuali.

comprendere la procrastinazioneTi sei prefissato un obiettivo per la settimana e tutto ciò che devi fare è iniziare. Tuttavia, proprio quando pensi di essere pronto lavorarci su, qualcos'altro attira la tua attenzione.

Forse è una casella di posta elettronica che trabocca di promozioni allettanti, o il momento di pulizie extra ma inutili che inizi a fare in casa.

Oppure, il tuo armadio potrebbe davvero necessitare di una riorganizzazione. Mentre le ore passano, e poi un paio di giorni, l'obiettivo per la settimana si allontana ulteriormente.

Sfortunatamente, questo significa che dovrai affrettarti per farlo, o ultimarlo con qualche giorno di ritardo.

Se ti trovi regolarmente in una fase di stallo, potresti iniziare a pensare che diventare una persona puntuale è al di là delle tue capacità.

Nuove ricerche sulla motivazione alla base della procrastinazione possono aiutarti ad uscire da questo circolo vizioso, iniziando così a vedere questo rimandare continuo in una luce diversa.

Molti psicologi hanno tentato di comprendere le cause della procrastinazione a partire, forse, dai grandi teorici psicodinamici.

Freud ha correlato questo comportamento ai problemi derivanti dalla scarsa autonomia nel prendersi cura di se, ma i teorici psicodinamici orientati al Sè che lo hanno succeduto hanno proposto più generalmente che le persone che procrastinano mostrano segni di comportamento nevrotico auto-distruttivo.

Secondo questo punto di vista, la tendenza a procrastinare garantirebbe il fallimento, una sorta di desiderio perverso legato ad una concezione di sé come imperfetta.

Nel corso dei decenni trascorsi, gli psicologi che si occupano della procrastinazione hanno spostato la loro attenzione da questo approccio dinamico orientato verso l'interno ad uno di tipo motivazionale.

I procrastinatori sono ora considerati privi di qualità come l'autoregolazione, gestione del tempo e strategie di apprendimento che consentirebbero loro di colmare il divario tra intenzione e azione.

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Gli psicologi dell'Università di Bieleland, Germania, Alex Grund e Stefan Fries (2018), hanno fissato l'ambizioso obiettivo di legare insieme approcci in competizione per comprendere la procrastinazione.

Hanno cioè riorganizzato la visione di questo comportamento come un riflesso non solo del fallimento nel seguire le nostre intenzioni, ma nel non mantenere le intenzioni di essere puntuali in primo luogo.

Le persone che non fanno le cose in tempo non apprezzano in realtà gli stessi obiettivi delle persone che lo fanno.

Come notano, “in linea con altri ricercatori, comprendiamo la procrastinazione come un riflesso delle difficoltà nel perseguimento degli obiettivi. Tuttavia, a differenza di altri approcci, non pensiamo che il problema sia risolto concentrandoci sulla fase di attuazione volontaria, ma solo sull'azione”.

In altre parole, per comprendere i procrastinatori nella vita, bisogna comprendere i loro valori. Forse non vedono un comportamento dilatorio come una “cattiva condotta ed una grave debolezza umana”.

Invece, possono valutare ciò che gli autori tedeschi definiscono “valori post-moderni, come il benessere e la tolleranza”.

Per Grund e Fries vi è una tensione tra visioni conservatrici che attribuiscono la procrastinazione ad un fallimento morale e valori liberali che considerano la procrastinazione come situazionale e quindi non dovuta alla debolezza personale.

A tal fine, il gruppo di ricerca tedesco ha condotto una serie di studi in cui ha dapprima studiato gli orientamenti di valore di coloro che si auto-descrivevano come procrastinatori.

A tal proposito i ricercatori si sono chiesti:

Le persone che ottengono punteggi alti in una scala di procrastinazione valutano il proprio benessere personale (godersi il tempo libero) più che il successo (facendo le cose)?

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Utilizzando un campione di 223 studenti universitari, un gruppo di partecipanti perfettamente appropriato per studiare la procrastinazione, Grund e Fries hanno scoperto che esiste, come previsto, una relazione positiva tra procrastinazione e orientamento al godimento personale e al benessere.

La procrastinazione, hanno concluso da questo primo studio, “riflette una discrepanza tra l'attuale impegno e le strutture motivazionali di base”.

Il secondo studio della serie ha utilizzato “il metodo del diario” in cui un campione analogo di studenti ha completato un breve questionario per sette giorni consecutivi, riferendosi a cinque attività che avevano pianificato di completare ogni giorno, seguite da domande che chiedevano se effettivamente le avevano completate.

I partecipanti hanno anche valutato fino a che punto avevano pianificato di svolgere l'attività, ossia quanto volevano svolgerle effettivamente o se l'attività era stata pianificata per soddisfare un insieme esterno di richieste.

Questa misura di “autodeterminazione” era importante, credevano i ricercatori, perchè i procrastinatori presumibilmente sarebbero più propensi a procrastinare quando si trovano ad adempiere a doveri assegnati loro dagli altri, invece di impegnarsi in compiti che ritenevano importanti per loro personalmente.

Come previsto dagli autori, i partecipanti hanno completato più delle attività che ritenevano fossero sotto il loro controllo. Tuttavia, le persone con punteggi elevati nella tendenza generale a procrastinare completavano meno delle attività che consideravano determinate dal loro interesse personale.

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I procrastinatori tendevano a trovare meno attività (presumibilmente di natura accademica) come determinate dai loro stessi interessi.

Lo studio finale condotto dagli autori tedeschi ha esaminato la credenza nell'etica del lavoro protestante come un'influenza sul modo in cui le persone percepiscono un comportamento dilatorio.

Per questo studio, i partecipanti hanno letto un racconto il cui scenario descriveva uno studente fittizio che aveva dichiarato di voler studiare nel fine settimana per un esame importante, quando, al contrario, trascorse la maggior parte del suo tempo con gli amici.

I partecipanti hanno valutato fino a che punto questo studente non presentava autodisciplina (un'interpretazione del tratto) e quanto, recentemente, non aveva trascorso abbastanza tempo con gli amici (situazionale).

Hanno anche valutato il conservatorismo (l'importanza di avere un sistema di credenza), i valori egualitari umani (l'importanza di essere gentili con tutti) e l'etica protestante (se le persone trascorrono troppo tempo in divertimenti non redditizi).

La tendenza generale a procrastinare era la misura finale utilizzata nello studio.

I risultati hanno supportato la previsione degli autori secondo cui le persone che detenevano valori conservatori consideravano la procrastinazione come un riflesso di un fallimento morale personale.

Dato che l'intero studio è stato condotto su studenti universitari, i risultati sono stati particolarmente rilevanti a causa del fatto che i giovani adulti del college possono sentire di non avere realmente il controllo del loro tempo.

Possono procrastinare perchè i compiti non hanno un significato tanto intrinseco per loro. In generale, tuttavia, gli autori concludono che il tentativo di costringere i procrastinatori a completare le attività in tempo si ritorcerà contro.

Al contrario, è più efficace promuovere quella che chiamano “competenza motivazionale” in modo che le persone possano scegliere e stabilire degli obiettivi che sono in armonia con le proprie motivazioni e valori interiori.

La procrastinazione in sé e per sé affermano gli autori, non è un comportamento irrazionale né, ritornando all'interpretazione psicodinamica, riflette tendenze nevrotiche autolesioniste.

Per riassumere, i procrastinatori non devono essere visti come moralmente carenti o incapaci di motivarsi per fare le cose.

Se voi, o persone importanti nella vostra vita, si adattano alla definizione standard di procrastinazione, è importante adottare questo approccio più ampio per comprendere come il ruolo dei valori influenza il modo in cui le persone spendono le loro energie.

L'adempimento nella vita dipende dal raggiungimento dei risultati che si considerano importanti, i cui risultati possono variare in base ai valori generali ed ai sistemi di credenze.

 

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

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