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Cos’è il comportamento passivo-aggressivo? Come affrontarlo?

Cinque esempi di aggressività passiva, tra caratteristiche e rimedi.


passivo aggressivoIn genere, siamo abbastanza bravi nell’individuare quelle persone che sono apertamente aggressive: se qualcuno vi insulta direttamente, vi critica o vi sminuisce, sapete bene che questo non va bene e potete facilmente comprenderne il motivo.

A volte, però, le persone intorno a noi, compresi familiari, amici e colleghi, ci fanno sentire a disagio. E non possiamo quasi afferrarne il perché.
Per esempio, potrebbe essere che un collega non vi abbia salutato per tre volte questa settimana. Potreste dirvi che, probabilmente, è stata una svista, ma continuerete a percepire che c’è qualcosa che non va.

Se tutto ciò accade di frequente con una, o più, persone della vostra vita, potrebbe trattarsi di comportamento passivo-aggressivo.

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L’aggressività passiva, come indica la parola, è la tendenza ad esprimere l’ostilità attraverso atti, quali insulti camuffati, comportamento scontroso, testardaggine, o il non riuscire, volutamente, a completare i compiti assegnati.

Poiché il comportamento passivo-aggressivo è implicito ed indiretto, può essere difficile individuarlo, anche quando ne subite le conseguenze psicologiche.

Ecco cinque esempi delle modalità più comuni, attraverso le quali una persona può essere passivo-aggressiva.
Ricordando che un comportamento del genere può toccare tutti gli aspetti della vita, e può essere commesso da persone di ogni genere, si affronteranno, in questo caso, le problematiche che possono emergere nel contesto lavorativo.


1. Il silenzio.

    
Trattare con il silenzio consiste nell’ignorare completamente l’altra persona, rifiutarsi di interagire con essa o, persino, di riconoscere la sua presenza. Questo tipo di trattamento non è passivo-aggressivo perché è esplicito e ve ne accorgete facilmente.
Ci sono, però, modi più subdoli, in cui una persona può sottoporvi al silenzio. Per esempio, potrebbe “accidentalmente” non riconoscervi nel corridoio.
La stessa cosa potrebbe accadere nelle riunioni, o durante altre attività di lavoro: un vostro collega potrebbe ignorare i vostri commenti su problemi che interessano tutti.
Tali azioni, però, avvengono tanto raramente, da non riuscire a capire se siano volute da tale individuo.


2. Insulti camuffati.

La maggior parte di noi sa capire quando viene insultata apertamente.
Gli insulti nascosti, però, possono essere più difficili da individuare. Per esempio, un collega potrebbe favi un complimento, però, quando ci ripensate, esso vi sembra più un insulto mascherato.
Altro esempio: presentate la vostra relazione al capo. Lui la legge e vi dice che avete fatto un buon lavoro (un complimento), ma aggiunge, poi, che il vostro resoconto è buono quasi come quello di Jamie (un insulto nascosto).
Un insulto subdolo potrebbe consistere anche in riferimenti sottili, o semi-sottili, ai vostri punti più deboli (la formazione accademica in una università minore, provenienza da città di periferia, commenti non lusinghieri sulla vostra area di specializzazione, …).


3. Comportamento scontroso.

Può essere veramente disagevole stare vicino a persone, che sono scontrose, imbronciate, cupe, acide e lunatiche, e lo è ancora di più se questo loro atteggiamento viene manifestato in modo ambiguo. Queste persone non sorridono, nemmeno quando i colleghi raccontano uno scherzo ed il resto dell’ufficio sta ridendo ad alta voce, oppure quando accade qualcos’altro di divertente. Esse si lamentano, indirettamente, di ogni cosa intorno a loro, facendo sentire a disagio e tristi tutti coloro che lavorano nello stesso posto di lavoro.


4. Testardaggine.     

Essere testardo può essere un buon tratto di personalità in alcune situazioni, soprattutto in quelle in cui prendere, o tenersi stretta, la propria posizione è importante.

Altre volte, la testardaggine è solo un modo per punire gli altri. La persona, infatti, difenderà la sua posizione, o il suo punto di vista, rigorosamente e avrà buone argomentazioni, così che voi non possiate respingere ciò che dice, e, allo stesso tempo, è chiaro che lo fa solo perché sa che darà noia a voi ed a tutti quelli che sono costretti ad ascoltarlo.


5. Insuccesso nel completare i compiti assegnati.

È facile individuare e comprendere quando un bambino, o un adolescente, non fa ciò che gli viene detto (oppure lo fa, ma a modo suo).
Non è comprensibile, però, che esistano persone adulte che si comportano allo stesso modo.
Ad esempio, potrebbe capitarvi di lavorare con colleghi, i quali fanno di tutto per evitare i compiti da completare, o che dovrebbero completare almeno una volta ogni tanto, lasciando tutta la responsabilità agli altri.
Se questo è il risultato di Stress lavoro-correlato, problemi a casa o uno stile di personalità procrastinatrice, allora non è un caso di comportamento passivo-aggressivo; viceversa, se è frequente e non attribuibile a fattori esterni indipendenti.

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Ma, quindi, come si affronta una persona passivo-aggressiva?

In genere, non aiuta parlarle: ella sa già cosa sta facendo e affrontarla potrebbe indurle ad intensificare il loro comportamento verso di voi.

L’approccio più efficace è, invece, ignorare il cattivo comportamento e far finta di non averlo notato.
Quando ciò non è possibile, il meglio che potete fare è allontanarvi da questa persona.
E, se siete costretti ad interagirvi, limitatevi a brevi scambi di carattere strettamente professionale.

Solo in questo modo potrete trasmettere all’aggressore che il suo comportamento non vi tocca e, di fronte alla persistente mancanza di reazioni da parte vostra, egli lo interromperà gradualmente.
        
        
    
    

 

Fonte: PsychologyToday.com  

(Traduzione ed adattamento a cura della Dottoressa Alice Fusella)

 

 

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