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Cosa vuol dire ‘ruminare’? Come si può guarire?

Approfondiamo le cause ed i possibili rimedi della ruminazione mentale.


ruminazione mentaleC. ha appena lasciato la festa, in cui ha rivisto volentieri alcuni suoi amici.

Si è molto divertita, ma ora, però, deve prepararsi per quello che sa già che accadrà.
    
Infatti, poco dopo aver varcato la soglia di casa, ed essere salita in macchina, è iniziato tutto. Proprio come succede sempre.

“Perché ho commentato il taglio di R. di nuovo? L’ho fatto anche l’ultima volta che l’ho vista! Deve pensare che ho una memoria terribile!”.

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“E’ stato veramente stupido portare quei dolci. È stato un altro errore stupido. Nessuno li vuole quando si beve del vino. Non c’è da stupirsi che nessuno li stesse mangiando!”.

“E, sul serio, la cosa più stupida di tutta la serata è stata la mia barzelletta. Non ho detto bene la battuta finale. Accidenti, perché non ho semplicemente tenuto la bocca chiusa?”.

Man mano che questi pensieri circolavano nella testa di C., ella si trovò a ritornare ripetutamente su di essi, ripercorrendoli uno dopo l’altro e rabbrividendo ogni volta.

Tuttavia, ad un certo punto C. si è fissata su uno di questi episodi, quello che il suo cervello considerò più eclatante: il commento sul taglio di capelli dell’amica.

Così, una volta, e poi ancora, e ancora, e ancora, ci girò intorno più volte, come se fosse intrappolata in una ruota panoramica senza freni.

 

Qualcuno di voi si riconosce in C.?

Ebbene, sappiate che lei, come voi a questo punto, è una persona colpita da un fenomeno definito “ruminazione”. Se anche voi siete così, sapete esattamente come ci si sente.

I vostri argomenti possono variare notevolmente da quelli dell’esempio: si può rimuginare su un problema di famiglia, un ragazzo che avete appena conosciuto, una decisione che dovete prendere, o una già presa, qualcosa che avete fatto, o che desiderereste aver fatto, ecc.

Insomma, i vostri motivi di ruminazione sono unici e sono in relazione alla vostra personalità, ma, a prescindere dalla propria soggettività, la trappola è la stessa.


Cos’è e cosa causa la ruminazione.


La ruminazione si verifica quando il cervello si blocca su un qualcosa e lavora su di esso, spesso non per vostra scelta, e, talvolta, anche al di fuori della vostra consapevolezza.

È una specie di continua puntualizzazione mentale su un qualche avvenimento incompiuto, che comporta il ritornarvi su più e più volte.

Anche se alcune persone sono più predisposte ad essa di altre, esistono, comunque, delle specifiche ragioni di fondo per questo fenomeno:


1.    Avere una questione irrisolta.


Di solito, questo problema non è l’oggetto esatto della ruminazione, ma ne è alla base.


2.    Essere inclini all’ansia.


L’ansia fornisce l’energia che alimenta questo circolo senza fine.


3.    Essere a conoscenza di ciò che si sente.


Se l’ansia fornisce l’energia per la ruminazione, l’emozione è il suo conducente.

Essere soggetti ad una ruminazione eccessiva deriverebbe, quindi, dal fatto di aver lasciato la guida di se stessi, affidando al cervello il comando della situazione.
Quando è un’emozione a governare voi, e non viceversa, l’organismo mette in atto i propri strumenti, per farvi fronte al meglio, ma questo non vi condurrà da nessuna parte.


La soluzione in tre fasi.


1.    Osservare la propria ruminazione.


Per una settimana, o un mese, fate attenzione a quando il cervello innesca questo meccanismo e scrivete giorno, ora ed argomento delle vostre ruminazioni.


2.    Definire la presenza dell’ansia.


Osservate se è presente una qualche quantità d’ansia nelle situazioni che vi portano a ruminare.


3.    Riprendere il comando.


Utilizzando tutte le informazioni che avete ottenuto nelle prime due fasi, identificare il problema irrisolto.

Focalizzatevi su di esso, definitelo e fatelo vostro.
A questo punto potete decidere di governarlo, di modo che esso smetterà di gestire voi.

 

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La vostra ruminazione è un grido d’aiuto del vostro cervello.
È quello che accade quando esso è costretto ad incanalare tutta la sua forza nell’elaborazione di un problema senza nome e non identificato, per poterlo risolvere, senza un sostegno sufficiente da parte vostra.
Il vostro cervello ha, allora, bisogno di intervenire, prendere il volante e cominciare a gestire le cose e lo fa in un modo che è, però, disfunzionale.


Riconoscete cosa sta accadendo.

Fate vostri i sentimenti.
Sviluppate un piano per risolvere l’irrisolto.

Seguire questi passaggi è un modo per cominciare ad occuparsi del proprio cervello e per fermare deliberatamente il suo essere senza controllo.
Intervenite e date ad esso un po’ d’aiuto.
È ora!    

 

 

Fonte: Psych Central

(Traduzione ed adattamento a cura della Dottoressa Alice Fusella)

 

 

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