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Credenze culturali e percezione della malattia mentale

L'atteggiamento nei confronti della malattia mentale varia tra individui, famiglie, etnie, culture e paesi. Gli insegnamenti culturali e religiosi spesso influenzano le credenze sulle origini e la natura della malattia mentale e modellano gli atteggiamenti nei confronti di chi è portatore di un disagio psichico.

credenze culturali e percezione della malattia mentaleLo stigma associato alla malattia mentale è definito come “svalutazione, screditamento e disapprovazione da parte dell'opinione pubblica nei confronti di individui affetti da malattia mentale”.

La stigmatizzazione spesso porta a discriminazione, o un trattamento ingiusto degli individui, al quale si affianca una negazione dei “diritti e responsabilità che accompagnano la piena cittadinanza”.

La stigmatizzazione può determinare discriminazione individuale, che si verifica quando ad una persona stigmatizzata viene negata una risorsa – ad esempio l'accesso all'abitazione o al lavoro – ed una discriminazione strutturale, che descrive gli svantaggi delle persone stigmatizzate nell'esperienza economica e sociale.

Inoltre, lo stigma può impedire ai soggetti che soffrono di problematiche psichiche di cercare un trattamento, aderire ai regimi di trattamento, trovare un impiego e vivere con successo nella comunità.

Nel 2001, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha identificato lo stigma e la discriminazione nei confronti degli individui malati di mente come “la barriera più importante da superare nella comunità”, ed il Programma di Azione Globale dell'OMS ha citato la difesa contro lo stigma e la discriminazione come una delle sue quattro strategie fondamentali per migliorare lo stato della salute mentale globale.

Prospettive culturali sulla malattia mentale

L'atteggiamento nei confronti della malattia mentale varia tra individui, famiglie, etnie, culture e paesi. Gli insegnamenti culturali e religiosi spesso influenzano le credenze sulle origini e la natura della malattia mentale e modellano gli atteggiamenti nei confronti di chi è portatore di un disagio psichico.

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Oltre a questo, le convinzioni sulla malattia mentale possono influenzare la prontezza e la volontà dei pazienti a cercare e aderire al trattamento.

Pertanto, la comprensione delle credenze individuali e culturali sulla malattia mentale è essenziale per l'attuazione di efficaci approcci alla cura della salute mentale.

Sebbene l'esperienza di ogni individuo con la malattia mentale sia unica, i seguenti studi offrono un campione di prospettive culturali sulla malattia mentale.

Una revisione delle credenze etno-culturali e dello stigma della malattia mentale condotta da Abdullah et al., evidenzia l'ampia gamma di credenze culturali che circondano la salute mentale.

Ad esempio, mentre alcune tribù indiane-americane non stigmatizzano la malattia mentale, altre ne stigmatizzano solo alcune e altre ancora tutte le malattie mentali.

In Asia, dove molte culture apprezzano la “conformità alle norme, autocontrollo emotivo, ed il riconoscimento della famiglia attraverso il conseguimento”, le malattie mentali sono spesso stigmatizzate e vissute come fonte di vergogna.

Tuttavia, la stigmatizzazione della malattia mentale può essere influenzata da altri fattori, come la percezione della causa della malattia.

In uno studio del 2003, i ricercatori hanno presentato a due gruppi distinti - cinesi-americani e europei-americani - una vignetta in cui ad un individuo veniva diagnosticata la schizofrenia o un disturbo depressivo maggiore.

Ai partecipanti è stato poi detto che gli esperti avevano concluso che la malattia dell'individuo era o di “origine genetica”, o “parzialmente genetica” o “non genetica”.

Successivamente, ai partecipanti è stato chiesto di valutare come si sentirebbero se uno dei loro figli fosse stato sposato o avesse avuto un figlio con il protagonista della vignetta.

L'attribuzione genetica della malattia mentale ha ridotto significativamente la riluttanza all'idea di sposarsi o avere un figlio nel gruppo di cinesi-americani, ma ha aumentato le stesse misure tra gli europei-americani, supportando precedenti scoperte inerenti le variazioni culturali nei modelli di stigmatizzazione della malattia mentale.

Molti studi hanno riportato altre differenze significative nell'atteggiamento nei confronti della malattia mentale tra i gruppi etnici presenti negli Stati Uniti.

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Carpenter-Song et al., hanno condotto uno studio etnografico intensivo di 18 mesi basato sull'osservazione di 25 persone affette da una grave patologia mentale che vivono nel centro di Hartford, nel Connecticut.

I partecipanti europeri-americani spesso cercavano assistenza da professionisti della salute mentale e tendevano ad esprimere credenze sulla malattia mentale che erano allineate con le prospettive biomediche sulla malattia.

Al contrario, i partecipanti afroamericani e latino-americani erano più inclini ad enfatizzare le “interpretazioni non biomediche” dei sintomi della malattia mentale.

Sebbene tutti e tre i gruppi etnici abbiano riportato di essere stati stigmatizzati a causa della loro salute mentale, lo stigma era un componente fondamentale delle risposte degli afro-americani, ma non è stato messo in risalto dagli euro-americani.

Mentre questi ultimi tendevano a considerare i farmaci psichiatrici come aspetti “centrali e necessari” del trattamento, i partecipanti afroamericani riferivano frustrazione per l'eccessiva attenzione dei professionisti della salute mentale sui farmaci.

Inoltre i partecipanti appartenenti al gruppo Latino spesso consideravano le diagnosi cliniche come “potenzialmente dannose dal punto di vista sociale”, preferendo così una descrizione della loro condizione di salute mentale come dovute a nervosismo, in quanto erano percepibili come meno stigmatizzanti.

Poiché gli afro-americani ed i latino-americani negli Stati Uniti hanno molte meno probabilità di cercare e ricevere assistenza sanitaria mentale rispetto agli europei-americani, indagare sui possibili contributi culturali di questo modello di utilizzo potrebbe migliorare l'aderenza ai trattamenti di salute mentale.

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In un altro studio, Bailey et al., riportano anche atteggiamenti negativi nei confronti degli operatori sanitari tra gli afroamericani, osservando che lo stigma, le convinzioni religiose, la sfiducia nei confronti della professione medica e le barriere comunicative possono contribuire alla resistenza degli afroamericani nella ricerca di un'assistenza sanitaria.

In uno studio del 2007, circa il 63% degli afro-americani considerava la depressione come una “debolezza personale”, il 30% riferiva che l'avrebbe affrontata da solo e solo un terzo riferiva che avrebbe accettato i farmaci per la depressione se prescritti da un medico.

Sebbene le ragioni della stigmatizzazione non siano coerenti tra comunità o culture, lo stigma percepito dagli individui che vivono con malattie mentali è riportato a livello internazionale.

La presenza di servizi di assistenza sanitaria mentale culturalmente sensibili può essere quindi essenziale per aumentare l'accesso e l'utilizzo dei servizi di cura della salute mentale, poiché le convinzioni locali sulla salute mentale differiscono spesso dalla prospettiva biomedica occidentale.

Gli autori riportano che “concettualizzazioni e trattamenti” per le malattie mentali dovrebbero tenere conto delle diverse prospettive sulle malattie mentali al fine di massimizzare l'efficacia dei programmi di assistenza per la salute mentale.

 

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

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