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Da donna a madre: la transizione verso la maternità

Gli aspetti psicologici della gravidanza evolvono di pari passo con i cambiamenti fisiologici. Nonostante si dia molta più importanza a questi ultimi, le componenti psicologiche svolgono un ruolo delicato sul futuro adattamento della donna e sulla sua transizione nel passaggio da donna a madre.

da donna a madre la transizione verso la maternitàDiventare madri è un processo che, per quanto naturale, in realtà, dal punto di vista socio-psicologico, è molto più complesso di quel che sembra.

Le circostanze della vita dei genitori, l'ambiente sociale, lo stesso concepimento, il livello di supporto fornito dal partner o dalla famiglia di origine, sono tutti fattori che partecipano a quell'evento di transizione che prende il nome di maternità.

Le esperienze della neo-madre nella sua famiglia di origine, i suoi eventuali problemi di salute mentali passati e attuali, la presenza di un conflitto, un trauma o una perdita significativa non risolta possono spesso influenzare e alterare questa transizione.

Il periodo perinatale è un momento di enormi cambiamenti e opportunità. Con il termine periodo perinatale si fa riferimento a quell'arco temporale che va dalla 28° settimana di gestazione al 28° giorno dopo la nascita del bambino.

È anche quel periodo in cui le donne possono presentare maggiori vulnerabilità rispetto allo sviluppo di problemi di salute mentale.

La psicologia occupa un posto di rilievo e svolge un ruolo importante nel trattamento della salute mentale durante questo periodo, rivolgendosi alla madre, alla coppia e, naturalmente al bambino.

Nonostante non si possa effettuare una generalizzazione sulla possibilità che ogni donna, durante la gravidanza, sviluppi problematiche di salute mentale, d'altro canto, ogni donna che si trova in stato di gravidanza deve adattarsi ai cambiamenti corporei che vive, nonché alla presa di consapevolezza che un bambino stia crescendo dentro di lei.

Gli psicologi possono quindi svolgere anche un ruolo importante nei processi di adeguamento e adattamento durante la gravidanza.

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Diversi autori, come Brazelton e Cremer (1990), hanno descritto il concepimento e la gravidanza come una fase propedeutica al futuro legame di attaccamento, inteso come un periodo di prove e anticipazione.

Tutto questo viene ad essere influenzato dalle immagini mentali che la madre inizia a crearsi rispetto al bambino che porta in grembo. Inizia così quel periodo in cui prende forma l'idea di diventare madre.

Gli aspetti psicologici della gravidanza evolvono di pari passo con i cambiamenti fisiologici. Nonostante si dia molta più importanza a questi ultimi, le componenti psicologiche svolgono un ruolo delicato sul futuro adattamento della donna e sulla sua transizione nel divenire donna e madre.

Esperienze di perdite precedenti dello stato di gravidanza minano fortemente il successivo processo di adattamento psicologico.

La perdita della gravidanza può assumere diverse forme, come ad esempio casi di aborto e morte in utero, interruzione di gravidanza, bambini nati con una disabilità, infertilità prolungata e così via.

Le donne, a seguito di eventi di questo tipo, possono presentare molta ansia, rabbia, senso di colpa e aumento della vergogna. In queste situazioni, sia la donna che il partner possono trarre beneficio dall'opportunità di lavorare con uno psicologo per aiutarli a superare le perdite passate mentre si preparano ad accogliere il nuovo bambino.

La gravidanza è quindi un periodo delicato e complesso, su cui risulta difficile cogliere la gamma di esperienze e reazioni che le donne e i loro partner possono vivere per la nascita del loro bambino.

Le attribuzioni genitoriali e le esperienze durante il travaglio e il parto contribuiscono al rapporto con il bambino e possono dare forma al significato di ciò che il bambino rappresenta per la sua particolare famiglia.

Una nascita difficile o traumatica può lasciare una madre fisicamente ed emotivamente esausta. Questo a sua volta può innescare una cascata di difficoltà legate all'alimentazione, ai processi di cura del bambino e altre difficoltà di relazione madre-bambino.


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La ricerca presente in letteratura suggerisce che circa il 2-9% delle donne soddisfano i criteri per il disturbo da stress post-traumatico dopo il parto, e queste stime aumento tra il 24-44% tra le madri di bambini con un alto livello di rischio che richiedono l'ammissione all'unità di terapia intensiva neonatale.

Quanto subentra una nascita prematura durante i nove mesi di gravidanza, i genitori possono essere colti da sensazioni di incompletezza, percependosi come impreparati e inondati da una varietà di informazioni non sempre positive sulla salute del loro figlio.

Sentimenti di ansia per la salute del piccolo o sensi di colpa per non aver portato a termine la gravidanza possono essere riportati nelle prime relazioni genitore-bambino.

Compito dello psicologo è quindi quello di aiutare le famiglie a elaborare tali esperienze al fine di favorire una connessione emotiva di successo con il bambino.

Nella transizione alla maternità, Daniel Stern (1991) sosteneva che l'identità di una donna si sposta da quella di figlia (dipendente dal suo genitore) a quella di madre (responsabile del proprio figlio). In questo cambiamento, la donna attinge alla sua storia di identificazioni con la propria madre o altre figure parentali.

Questi primi ricordi di essere stati curati sono memorizzati nella memoria procedurale e spesso non sono accessibili tramite la narrativa. Tuttavia, hanno un marcato effetto sullo sviluppo e sulla capacità di formare relazioni, rappresentando il meccanismo relazionale alla base della trasmissione intergenerazionale dell'attaccamento.

In un importante studio, Fonagy, Steele e Steele (1991) hanno scoperto che le rappresentazioni materne dell'attaccamento tra le donne incinte predicevano la sicurezza dell'attaccamento del loro bambino a 12 mesi nel 75% dei casi.

La presenza di un trauma o una perdita irrisolta vengono trasmessi ai bambini attraverso questi specifici modelli di interazione. Le rappresentazioni di attaccamento possono essere modificate con esperienze relazionali alternative sufficienti, e la gravidanza e la genitorialità spesso forniscono un'opportunità importante per l'integrazione di nuove informazioni e il cambiamento nei modelli di lavoro interni.

Pertanto, gli psicologi che lavorano nel periodo perinatale possono aiutare le donne durante questa transizione a migliorare le relazioni madre-bambino, così come identificare precocemente coloro che sono rischio di difficoltà relazionale per promuovere un intervento precoce.

 

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

 

Bibliografia

  • Brazelton, T. B., & Cranmer, B. G. (1990). The earliest relationship. Reading, MA: Addison-Wesley Publishing Company.
  • Fonagy, P., Steele, H. & Steele, M. (1991). Maternal representations of attachment during pregnancy predict the organisation of infant-mother attachment at one year of age. Child Dev, 62(5), 891-905.
  • Stern, D. N. (1991). Maternal representations: A clinical and subjective phenomenological view. Infant Mental Health Journal, 12, 174–186

 

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