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Disturbi del sonno e declino cognitivo

Un gruppo di studi, tutti condotti in modo indipendente, hanno raggiunto una conclusione analoga: i disturbi del sonno potrebbero, nel tempo, determinare disturbi cognitivi e persino demenza.

sonno declino cognitivoQuattro studi presentati all'Alzheimer's Association International Conference hanno indagato la possibile relazione tra disturbi del sonno e funzionamento cognitivo negli anziani.

Ogni studio ha esaminato la domanda da una diversa angolazione e ha utilizzato metodi diversi per ottenere risultati. Il risultato collettivo?

Alcuni disturbi del sonno più comuni – tra cui la privazione del sonno, il sonno eccessivo, la stanchezza durante il giorno e la respirazione disturbata dal sonno - possono svolgere un ruolo significativo nel declino cognitivo con l'avanzare dell'età.

Dormire poco o troppo è legato al declino cognitivo

I ricercatori del Bringham & Women's Hospital di Boston hanno utilizzato i dati provenienti dal Nurses Health Study per esaminare i fattori di rischio per i problemi cognitivi negli anziani.

Per studiare la relazione tra sonno e declino cognitivo, i ricercatori hanno esaminato i dati di 15.263 donne, tutte con un'età pari o maggiore ai 70 anni al momento della prima valutazione cognitiva.

Le donne si sono successivamente sottoposte agli stessi test cognitivi ogni anno per sei anni.

Ai partecipanti è stato inoltre chiesto di segnalare i loro schemi e abitudini di sonno giornaliere.

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I ricercatori hanno scoperto che dormire troppo poco o troppo erano entrambi associati al declino cognitivo nel tempo:

  • le donne che dormivano cinque ore al giorno o meno avevano punteggi cognitivi medi più bassi rispetto a donne che dormivano sette ore al giorno;
  • le donne che dormivano più di nove ore al giorno avevano punteggi medi più bassi rispetto a quelle che dormivano sette ore al giorno;
  • le donne la cui durata del sonno cambiava di due ore, verso l'alto o verso il basso, avevano punteggi cognitivi inferiori rispetto alle donne i cui modelli di sonno giornaliero non cambiavano significativamente;
  • in un piccolo sottogruppo di donne, i ricercatori hanno analizzato campioni di sangue per i cambiamenti nei livelli di proteine che sono considerati marker per le modifiche cerebrali associate alla malattia di Alzheimer. Le donne che dormivano più o meno di sette ore avevano maggiori probabilità di mostrare evidenze rispetto ai livelli di proteine associati alla malattia.
Il disturbo della respirazione nel sonno aumenta il rischio di demenza

Un ulteriore studio condotto dagli scienziati dell'Università della California a San Francisco, ha esaminato la relazione tra funzione cognitiva ed i disturbi del sonno in un campione di donne anziane.

In questo studio i ricercatori non hanno usato informazioni self-report sul sonno; invece, hanno misurato la qualità e la quantità del sonno in 1.309 donne di età pari o superiore ai 75 anni, per un periodo di diversi giorni.

I ricercatori hanno utilizzato la polisonnografia e dei sensori del polso per raccogliere dati dettagliati sui cambiamenti fisici avvenuti durante il sonno, tra cui attività cerebrale e respirazione, nonché informazioni sui livelli di riposo e attività.

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Cinque anni dopo, alle donne furono somministrati dei test per misurare il loro funzionamento cognitivo; i risultati di questo studio hanno mostrato una connessione tra il disturbo del sonno, in particolare problemi di respirazione del sonno, e diminuita funzione cognitiva:

  • le donne con problemi di respirazione durante il sonno avevano una probabilità doppia di mostrare segni di demenza rispetto alle donne senza tale problematica;
  • le donne che mostravano cicli di sonno disturbati avevano anche maggiori probabilità di dimostrare problemi cognitivi e demenza;
  • il tempo di sonno totale non è risultato associato al declino cognitivo tra queste donne; tuttavia, le donne che hanno sperimentato periodi più lunghi di veglia notturna hanno ottenuto punteggi inferiori nei test di funzionalità cognitiva.

Una versione preliminare di questi risultati è stata pubblicata lo scorso anno sul Journal of American Medical Association.

La sonnolenza diurna può essere un rischio per il deterioramento cognitivo

Un gruppo internazionale di ricercatori della Stanford University, ha utilizzato i dati del Three-City Study per esaminare l'effetto del sonno sulla funzione cognitiva di uomini e donne con un'età pari a 65 anni.

Lo studio ha utilizzato le informazioni self-report sul sonno di 4.894 adulti, compresi dettagli sui problemi nell'addormentamento e del sonno, scarsa qualità del sonno, risveglio precoce e sonnolenza diurna.

I partecipanti hanno ricevuto delle valutazioni cognitive ogni due anni per un periodo di 10 anni.

In contrasto con alcune delle altre scoperte sul sonno e la cognizione, i ricercatori di questo studio non hanno riscontrato che la durata del sonno, o la difficoltà ad addormentarsi, fossero associati al declino cognitivo.

Tuttavia, hanno trovato che l'eccessiva sonnolenza diurna era associata ad una diminuzione della funzione cognitiva tra questi adulti più anziani.

L'alterazione del ritmo circadiano porta alla demenza?

Un quarto studio ha esaminato un'ipotesi relativa al morbo di Alzheimer: i livelli anormali di una particolare proteina nota come beta-amiloide contribuiscono alla demenza.

I cambiamenti nella produzione e liberazione di questa proteina sono considerati un bio-marker per il morbo di Alzheimer.

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I livelli della proteina beta-amiloide si modificano naturalmente nel corso del tempo e oscillano anche in un periodo di 24 ore, e attualmente non si sa ancora molto sul perchè o come funzionano questi cicli naturali.

Questa comprensione limitata rende più difficile la misurazione ed il monitoraggio delle anomalie.

Gli scienziati della St. Louis’ Washington University School of Medicine hanno esaminato i cambiamenti nella proteina beta-amiloide in relazione ai ritmi circadiani, e hanno scoperto che le fluttuazioni giornaliere della proteina si conformano ai modelli circadiani, suggerendo che le interruzioni dei ritmi circadiani che si verificano parallelamente all'avanzamento dell'età, influenzano la produzione e regolazione di questa proteina legata alla demenza.

Nei diversi studi presentati, sicuramente la ricerca deve approfondire determinati aspetti per stabilire un nesso causale tra disturbi del sonno e declino cognitivo.

Si è ancora lontani da una reale comprensione del modo in cui il sonno influenza la funzione cognitiva nel corso della vita e di come la mancanza di sonno possa contribuire all'insorgere della demenza o di altre condizioni che comportano il declino o malfunzionamento cognitivo.

Tuttavia, l'unanimità tra i risultati di questi quattro studi separati sembra certamente suggerire che i disturbi del sonno possono rappresentare un campanello di allarme.

 

Tratto da PsychologyToday

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)

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