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Disturbo da stress post-traumatico e malattie cardiache

È possibile che il disturbo da stress post-traumatico possa portare a gravi disturbi medici? Qual è la connessione tra disturbo da stress post-traumatico e malattie cardiache?

disturbo da stress post traumatico e malattie cardiacheNon sorprende che il disturbo da stress post-traumatico causi una varietà di problemi psicosociali.

Gli effetti negativi di tale disturbo sulla salute psicologica a lungo termine degli individui sono infatti ben documentati.

Oltre ai più alti tassi di ansia, depressione e uso di sostanze, coloro che combattono il disturbo da stress post-traumatico affrontano sfide nei loro matrimoni e altre relazioni intime, problemi sul lavoro, a scuola e nella loro vita sociale.

Ma per quanto riguarda la salute fisica? È possibile che il disturbo da stress post-traumatico possa portare a gravi disturbi medici?

La ricerca mostra che sì, questo potrebbe effettivamente essere il caso.

Una review pubblicata nella prestigiosa rivista medica The Lancet ha rivelato che alti livelli di stress sono associati ad un aumento del rischio di malattia cardiovascolare.

Sì, il disturbo da stress post-traumatico è collegato a malattie cardiache in qualche modo o forma.

Lo studio ha anche rivelato che maggiore è lo stress a cui una persona è sottoposta, maggiore è la probabilità che lui o lei sperimenterà dolore al petto, insufficienza cardiaca o ictus.

Inoltre, questi individui hanno maggiori probabilità di sperimentare questi problemi rispetto alla popolazione generale.

Quindi, qual è la connessione tra disturbo da stress post-traumatico e malattie cardiache?

Non è un chiarimento noto. Tuttavia, si ritiene e si ipotizza che lo stress sia associato ad una maggiore attività nell'amigdala.

L'amigdala è una piccola struttura a forma di mandorla nel nostro cervello che è responsabile di una serie di importanti funzioni.

Oltre a regolare la memoria e la nostra capacità di pensare attraverso situazioni difficili e complesse e prendere decisioni, l'amigdala ci aiuta ad elaborare le nostre emozioni.

In effetti, l'amigdala è spesso associata ai vari stati emotivi che sperimentiamo.

In relazione alla nostra attuale discussione, si ritiene che più siamo emotivamente stressati, più diventa attivo questo piccolo “sistema di elaborazione”. E gli effetti di questa si ripercuotono a valle.

Amigdala iperattiva

Ricerche precedenti hanno anche scoperto che l'amigdala è eccessivamente attiva nelle persone con disturbo da stress post-traumatico.

Questo risultato ha senso in quanto lo stress emotivo cronico è un sintomo ed uno stato caratteristico di soggetti affetti da tale disturbo, ed in particolare quelli con le varianti più gravi e croniche del disturbo da stress post-traumatico.

Sebbene il meccanismo diretto di come un'amigdala iperattiva nei pazienti affetti da disturbo da stress post-traumatico porti a malattie cardiache non è chiaro, si ritiene che sia in qualche modo correlato al nostro midollo osseo.

A tal proposito il midollo osseo, di cui sappiamo molto poco, è in realtà fondamentale per la vita.

Il midollo osseo è una sostanza grassa all'interno delle nostre ossa che è responsabile della produzione di cellule del sangue, sia rosse che bianche.

I globuli rossi forniscono ossigeno ai tessuti del nostro corpo, mentre i globuli bianchi sono responsabili della lotta contro le infezioni quando ci ammaliamo.

Questo è il motivo per cui il medico di solito prescrive un esame del sangue completo.

Vuole cioè constatare se i globuli bianchi sono elevati, in quanto potrebbe significare che il corpo sta combattendo contro qualche tipo di infezione.

Si ritiene che un'amigdala iperattiva invii segnali al midollo osseo al fine di produrre più globuli bianchi per una qualsiasi ragione, anche se sconosciuta.

Questo aumento dei globuli bianchi porta allo sviluppo della placca nelle arterie, determinandone un'infiammazione.

Questo accumulo di placca ed il successivo restringimento delle arterie legato all'infiammazione possono portare a dolori al petto e, in casi estremi, ad un attacco di cuore.

Questo studio recente fornisce solo un supporto maggiore alla nozione di disturbo da stress post-traumatico e connessione alla malattia cardiaca.

Non è il primo a documentare una connessione tra i due. Uno studio del 2015 pubblicato sull'American Journal of Public Health ha rivelato che i veterani con disturbo da stress post-traumatico avevano una probabilità maggiore del 50% di sviluppare insufficienza cardiaca rispetto a quelli che non presentavano il disturbo.

Nello stesso anno, un articolo pubblicato sulla rivista Circulation riportava che le donne con grave disturbo da stress post-traumatico presentavano un rischio del 60% in più per lo sviluppo di malattie cardiache.

Man mano che apprendiamo di più sugli effetti del disturbo da stress post-traumatico sul cuore e su altri organi del corpo, probabilmente dovremo cambiare la nostra opinione che il disturbo da stress post-traumatico è un disturbo puramente psichiatrico.

Dovremmo infatti considerarlo più come una “malattia” sistemica che colpisce l'intero corpo.

Pertanto, non dovremmo essere sorpresi di scoprire che un trattamento efficace non solo migliorerà la qualità della vita di una persona, ma probabilmente la farà vivere più a lungo.

 

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

 

Bibliografia

Edmondson, D., & von Känel, R. (2017). Post-traumatic stress disorder and cardiovascular disease. The Lancet Psychiatry, 4(4), 320-329.

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