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Emozioni che generano altre emozioni

Quanto è comune che un'emozione ne susciti delle altre? Quali sono i meccanismi mentali attraverso i quali un'emozione può determinarne un'altra?

emozioni generano altre emozioniNel panorama politico attuale una figura come quella di Donald Trump si potrebbe supporre che usi le manipolazioni emotive per aumentare l'ampiezza e l'intensità del suo sostegno.

Una tecnica comune è quella di alimentare la paura verso gruppi come immigrati e minoranze etniche. Tali timori rendono le persone arrabbiate con i membri di questi gruppi e anche con i partiti politici che sembrano sostenerli.

La rabbia porta spesso ad azioni come il voto o il sostegno. L'osservazione che la paura causi comportamenti rabbiosi solleva questioni trascurare sulle emozioni.

Quanto è comune che un'emozione ne susciti delle altre? Quali sono i meccanismi mentali attraverso i quali un'emozione può determinarne un'altra?

L'affascinante libro di Martha Nussbaum, “The monarchy of Fear”, propone che l'emozione politica fondamentale del panorama attuale sia la paura, che contribuisce ad altre emozioni come la rabbia, il disgusto e l'invidia.

Le emozioni sono causalmente interconnesse, con un'emozione che tende a determinarne un'altra. Quando si teme qualcuno, si potrebbe provare rabbia per la paura che l'altro elicita.

Esistono ovviamente altri esempi che portano ad emozioni negative. Quando ci si sente confusi, automaticamente si potrebbe sperimentare anche uno stato di ansia.

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Se si prova un senso di ribrezzo verso qualcuno o qualcosa, si potrebbe provare anche disprezzo. Sentirsi colpevoli di aver fatto qualcosa di sbagliato può indurre uno stato ansioso contemporaneamente.

Essere delusi dal non essere riusciti a raggiungere un obiettivo importante può far sorgere tristezza. Sentirsi pentiti di qualcosa che si è fatto potrebbe innescare il senso di colpa.

Oltre a queste situazioni negative, ve ne possono essere altre che, al contrario, sono positive. Ad esempio, sentirsi orgogliosi di un risultato può aiutare a sentirsi più sicuri di sé. Un'interazione umoristica può aiutare a generare altre emozioni come sollievo, felicità e sicurezza.

Innamorarsi può farci sentire sicuri, ma anche provocare ansia per la solidità della relazione.

Le emozioni che contribuiscono all'innamoramento possono spaziare dall'ammirazione alla lussuria.

Trionfare sulle avversità può farci sentire orgogliosi di cosa si è realizzato e anche gioia per la sua realizzazione.

La domanda teorica a questo punto ritorna: come possono esserci tali relazioni causali tra le emozioni? Rispondere a questa domanda richiede una teoria dei meccanismi alla base delle emozioni.

Fortunatamente esiste una teoria plausibile: la teoria del puntatore semantico delle emozioni.

In questa teoria, le emozioni sono rappresentate come “accensioni neurali” chiamati puntatori semantici che legano insieme rappresentazioni multiple.

Questi schemi includono rappresentazioni della situazione, valutazioni della rilevanza oggettiva della situazione e risposte fisiologiche alla situazione.

I puntatori semantici rappresentano quindi processi neurali che forniscono significati superficiali attraverso relazioni simboliche al mondo e altre rappresentazioni, si espandono per fornire significati più profondi in relazione alle informazioni percettive motorie ed emotive, supportano operazioni sintattiche complesse e aiutano a controllare il flusso di informazioni attraverso un sistema cognitivo per raggiungere i suoi obiettivi.

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Perchè un'emozione possa causarne un'altra, ci deve essere un modo in cui un modello di “accensione neurale” possa influenzare un altro schema di accensione neurale.

Le valutazioni possono facilmente essere parte di questo processo causale. Se, ad esempio, i mass media non fanno altro che promuovere idee errate su un determinato gruppo di persone, è facile che tale processo inneschi sentimenti negativi, provando ad esempio rabbia contro di loro.

In questo caso, una valutazione fluisce naturalmente in un'altra. Le manipolazioni emotive politiche sono analogamente basate su valutazioni quando le persone provano rabbia verso gruppi di cui hanno paura.

La lingua può anche contribuire alle interazioni causali delle emozioni. Parte del processo di valutazione nell'uomo utilizza il linguaggio per caratterizzare le situazioni, che a sua volta è connotato di un'espressività verbale emotiva adattabile in funzione del contesto e di ciò che si prova.

Ad esempio, alcune delle parole negative come “clandestini/ladri” usate per descrivere gli immigrati possono innescare nelle persone il timore di un reale pericolo, che innesca la paura dell'altro, che alimenta, a sua volta, la rabbia.

Le emozioni non sono solo giudizi cognitivi, perchè la fisiologia può anche avere impatti causali. La paura e la rabbia sono infatti molto simili fisiologicamente, con praticamente gli stessi effetti sul sistema nervoso autonomo rispetto alle misure cardiovascolari, respiratorie ed elettrodermiche.

La fisiologia che fa parte dello sviluppo di un'emozione può condurre quindi naturalmente ad un'altra emozione se accompagnata da una valutazione appropriata.

In sintesi, le relazioni causali diffuse tra emozioni come paura e rabbia sono il risultato di interazioni neuronali basate su valutazioni, linguaggio e fisiologia.

 

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

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