Pubblicità

I bambini capiscono le menti altrui molto più di quanto si creda!

Cosa sappiamo sullo sviluppo intellettivo dei nostri piccoli?


bambino intellettoFino a pochi decenni fa, gli studiosi credevano che i bambini sapessero molto poco, se non niente, di quello che pensano le persone.

Lo psicologo Jean Piaget, in primis, era convinto che i bambini in età prescolare non potessero comprendere ciò che accade nella mente degli altri.

Sono dunque gli “anni bui” dello sviluppo intellettuale?

Psicologi in evidenza
Dottoressa Camilla Pazzagli
Via Gioberti, 23 - FIRENZE
Cell: 331 7339589
Dottoressa Daniela Ciccarelli
Via Luigi Dallapiccola, 20 San Sisto - PERUGIA
Cell: 339 2860568

Le interviste e gli esperimenti suggerirono a Piaget che i piccoli partecipanti rimanevano intrappolati nei loro punti di vista soggettivi, ignari del fatto che le persone potessero avere visioni diverse sul mondo, o anche che le proprie prospettive potessero cambiare nel tempo.

Egli era convinto, inoltre, che il loro pensiero fosse caratterizzato da errori sistematici e confusione.
    
Ad esempio, essi non sembravano capaci di distinguere le cause dai loro effetti (“Il vento sposta i rami o i rami in movimento causano il vento?”) e non riuscivano a vedere la realtà oltre le apparenze superficiali (un bastone immerso a metà nell’acqua sembra piegato, ma non lo è).

Costoro sarebbero guidati, infine, da un pensiero di tipo magico: un bambino potrebbe credere che il sole fosse, una volta, una palla, che qualcuno ha lanciato verso il cielo.

Insomma, per lo studioso ed i suoi seguaci, i bambini attraverserebbero, così come accadde all’umanità, qualcosa simile ad un’ “età buia” dello sviluppo intellettuale, prima di diventare gradualmente illuminati dalla ragione, per giungere, infine, ad una comprensione piena delle altre persone.


Bisogna cambiare le modalità attraverso le quali studiare le menti.


Gran parte della ricerca successiva sul pensiero nella prima infanzia è stata fortemente influenzata dalle idee di Piaget.

Molti studiosi hanno cercato di perfezionare la sua teoria e confermare empiricamente le sue opinioni, ma, andando avanti, è diventato sempre più chiaro che gli sfuggisse qualcosa.

Tra i primi teorici a mettere in discussione questa visione ci fu Noam Chomsky, il quale sosteneva che qualcosa di così complesso, come le regole della grammatica, non può essere appreso da una semplice esposizione al discorso, ma è fornita da una “facoltà di linguaggio” innata.

Altri hanno seguito quest’esempio ed alcuni sostengono, addirittura, che una conoscenza di base delle menti altrui non solo è posseduta dai neonati, ma è evolutivamente antica e, quindi, condivisa con i nostri parenti viventi più vicini, le grandi scimmie.


I nuovi strumenti di indagine.


Oggi, emerge un quadro molto diverso dello sviluppo mentale dei bambini.

Una grande parte del perché ora riconosciamo molto di più le loro capacità intellettive è dovuta allo sviluppo di strumenti di ricerca molto più sensibili di quelli che Piaget aveva a disposizione.

Invece di far impegnare i bambini nel dialogo, o di far loro eseguire compiti motori complessi, i metodi più recenti si concentrano, infatti, sui comportamenti di maggior rilievo nel naturale repertorio dei neonati: guardare, ascoltare, succhiare, fare espressioni facciali, gesti e semplici azioni manuali, i quali danno loro la possibilità di manifestare la conoscenza in modo implicito e spontaneo.

Grazie ad essi, si è riusciti a rilevare una sensibilità per gli stati mentali degli altri in un’età più precoce, di quella finora stabilita.


Cosa rivelano gli studi moderni.

Psicologi in evidenza
Dottoressa Tiziana Casazza
Via Giambellino, 26 - MILANO
Cell: 347 7917019
Dottoressa Maria Narduzzo
Corso Galileo Ferraris, 107 - TORINO
Cell: 333 7130974

Studi recenti hanno rivelato, dunque, che anche neonati e bambini sono sensibili a ciò che accade nella mente degli altri.

Ad esempio, in una serie di esperimenti, un gruppo di scienziati ungheresi ha fatto guardare a dei bambini, dell’età di sei mesi, un’animazione, in cui:

-    un Puffo osservava una palla che rotolava dietro uno schermo.

-    il Puffo se ne andava.

-    la palla sbucava da dietro lo schermo e rotolava via.

-   il Puffo tornava e lo schermo veniva abbassato, dimostrando che la palla non c’era più.


Gli autori dello studio hanno registrato lo sguardo dei bambini ed hanno scoperto che fissavano maggiormente la scena finale, come se avessero capito che l’aspettativa del Puffo fosse stata violata.

In un’altra serie di esperimenti, i ricercatori della University of Southern California hanno dimostrato che i bambini possono prevedere anche come gli altri si sentiranno quando le loro aspettative verranno deluse.

Sono stati inscenati diversi spettacoli di burattini di fronte a bambini di due anni.
In questi spettacoli, il protagonista (Cookie Monster) lasciava i suoi beni preziosi (i biscotti) sul palco ed, in seguito, tornava a riprenderli; nel frattempo, però, arrivava un antagonista, che li mangiucchiava e lasciava tutto in disordine.

I bambini erano testimoni di due diverse situazioni, per le quali manifestarono due diverse reazioni: nella prima, in cui Cookie Monster non era a conoscenza di quanto accaduto, loro attendevano con attenzione il suo ritorno, si mordevano le labbra, arricciavano il naso o si dimenavano sulla sedia, come se ne anticipassero lo sconcerto e la delusione.
Al contrario, essi rimanevano calmi quando il protagonista aveva visto quanto accaduto e sapeva già cosa aspettarsi.

I nuovi strumenti di indagine dimostrano, quindi, che i bambini sanno più di quanto possono dire!


Anche i vecchi metodi hanno valore.


Nonostante tali progressi, comunque, sarebbe un grave errore respingere le analisi attente e sistematiche, compiute da Piaget ed altri studiosi, soprattutto se si considera che non c’è un consenso unanime, nella comunità di oggi, su quanto possiamo dedurre da uno sguardo, una smorfia, o un gesto della mano.

È vero che questi comportamenti indicano chiaramente una curiosità su ciò che accade, le prime intuizioni e la volontà di saperne di più, ma non possono, in alcun modo, sostituire la capacità di accrescere la propria comprensione di come le persone agiscono e perché.

 

Insomma, Piaget potrebbe aver sottovalutato i poteri cognitivi dei bambini, forse per mancanza di strumenti moderni.
La sfida di oggi, per gli studiosi dello sviluppo, è quella di integrare il nuovo metodo con quello vecchio e capire come la sensibilità iniziale dei neonati si sviluppi gradualmente in una comprensione piena delle persone come distinte e, allo stesso tempo, simili a sè.
    

 

Fonte: The Conversation

(Traduzione ed adattamento a cura della Dottoressa Alice Fusella)

 

 

  |   Letto: 2087 volte
Pin it


Potrebbero interessarti anche....

La terapia sistemico-relazionale

La terapia Sistemico-Relazionale si diffuse negli Stati Uniti durante gli anni '50, in particolare grazie alle teorie della prima e seconda cibernetica e la teoria dei sistemi elaborata da L Von Bertanlaffy. La "Scuola di Palo Alto" e il Mental Research Institute. La psicoterapia ad indirizzo sistemico-relaz...

Il suicidio infantile: cosa i genitori dovrebbero conoscere

I bambini e gli adolescenti cosa sanno rispetto alla morte e il suicidio? Hanno familiarità con questi argomenti? La risposta è si, e lo scoprono anche ad un'età sorprendentemente giovane. La morte di un bambino genera sempre una sensazione orribile, il cuore sembra sgretolarsi e non si ...

Col tempo… Si cambia!

Una ricerca ha dimostrato che, invecchiando, la nostra personalità cambia. È opinione comune che la vita, con le sue gioie ed i suoi dolori, ci porti a cambiare! Che sia in meglio, o in peggio, negli anni non resteremo mai la stessa persona! ...

Attaccamento materno insicuro e ansia per la matematica

Il successo in matematica, secondo i risultati della studio effettuato da Guy Bosmans e Bert De Smedt, può essere predetto dalla tipologia di attaccamento madre-bambino e da quanta ansia, o meno, questo produce. La relazione tra attaccamento insicuro e rendimento in quest’ambito, già osse...

Copyright © 2018 Psicologi Italiani. Tutti i diritti riservati. Psiconline srl. - P.IVA 01925060699 - web design - web agency -

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Accedendo acconsenti all'utilizzo dei cookies in accordo con la politica e regolamentazione vigente in materia di cookies e privacy. - ULTERIORI INFORMAZIONI

Cookie e relative funzionalità

A seconda dei singoli obiettivi, si utilizzano cookie differenti.
Di seguito viene fornito un elenco dei tipi di cookie più diffusi e degli scopi per cui vengono utilizzati.

Cookie di sessione
I cookie di sessione vengono archiviati temporaneamente nella memoria del computer durante l'esplorazione di un sito, ad esempio, per tenere traccia della lingua scelta. I cookie di sessione rimangono memorizzati nel computer per un breve periodo di tempo. Vengono infatti eliminati non appena l'utente chiude il browser Web.

Cookie permanenti o traccianti
I cookie permanenti salvano un file sul computer per un lungo periodo di tempo. Questo tipo di cookie possiede una data di scadenza. I cookie permanenti consentono ai siti Web di ricordare informazioni e impostazioni alle successive visite degli utenti, rendendo così l'esplorazione più pratica e rapida, poiché, ad esempio, non è più necessario effettuare l'accesso.
Alla data di scadenza, il cookie viene automaticamente eliminato quando si effettua il primo accesso al sito Web che lo ha creato.

Cookie di prime parti
Questi cookie vengono impostati dai siti Web stessi (con dominio uguale a quello indicato nella barra degli indirizzi del browser) e possono essere letti solo da tali siti. Vengono comunemente utilizzati per archiviare informazioni quali le preferenze, da utilizzare alle successive visite al sito.

Cookie di terze parti
Questi cookie vengono impostati da domini diversi da quello indicato nella barra degli indirizzi del browser, ovvero da organizzazioni che non corrispondono ai proprietari dei siti Web.
I cookie utilizzati, ad esempio, per raccogliere informazioni a fini pubblicitari e di personalizzazione dei contenuti, oltre che per elaborare statistiche Web, possono essere "cookie di terze parti".
I cookie di terze parti consentono di ottenere sondaggi più completi delle abitudini di esplorazione degli utenti e si ritiene che siano più sensibili dal punto di vista dell'integrità. Per questo motivo, la maggior parte dei browser Web permette di modificare le impostazioni in modo che tali cookie non vengano accettati.

Di seguito un elenco dei servizi utilizzati sul sito Psicologi Italiani che impostano cookie di terze parti:

Google Analytics (Google)
Google Anayltics è un servizio di analisi web fornito da Google, Inc. ("Google") che utilizza dei "cookie" mediante i quali raccoglie Dati Personali dell'Utente che vengono trasmessi a, e depositati presso i server di Google negli Stati Uniti. Google utilizza queste informazioni allo scopo di tracciare e esaminare il vostro utilizzo del sito web, compilare report sulle attività del sito web per gli operatori del sito web e fornire altri servizi relativi alle attività del sito web e all'utilizzo di Internet. Google non associa l'indirizzo IP dell'utente a nessun altro dato posseduto da Google. L'eventuale rifiuto di utilizzare i cookies, selezionando l'impostazione appropriata sul vostro browser, può impedire di utilizzare tutte le funzionalità di questo sito web.

Social Widgets/Buttons
Servizi che consentono agli utenti di interagire con i social network direttamente all'interno di altri siti web.

Facebook social buttons/widgets (Facebook)
Servizio gestito da Facebook Inc. società che aderisce all'iniziativa Safe Harbor Privacy Policy Framework, garantendo un trattamento dei Dati Personali in linea con gli standard di sicurezza europei. Il servizio consente all'Utente di interagire con il social network tramite questo sito web. Facebook, grazie al click dell'Utente, acquisisce i dati relativi alla visita dello stesso sul Sito. Facebook non condivide alcuna informazione o dato in suo possesso con il Sito o il Titolare del Trattamento. Per maggiori informazioni sull'utilizzo dei Dati Personali da parte di Facebook Inc. si prega di consultare il seguente link: www.facebook.com/privacy/explanation.php

Twitter social buttons/widgets (Twitter)
Servizio gestito da Twitter, società che aderisce all'iniziativa Safe Harbor Privacy Policy Framework, garantendo un trattamento dei Dati Personali in linea con gli standard di sicurezza europei. Il servizio consente all'Utente di interagire con il social network tramite questo sito web. Twitter, grazie al click dell'Utente, acquisisce i dati relativi alla visita dello stesso sul Sito. Twitter non condivide alcuna informazione o dato in suo possesso con il Sito o il Titolare del Trattamento. Per maggiori informazioni sull'utilizzo dei Dati Personali da parte di Twitter si prega di consultare il seguente link: twitter.com/privacy

Gestione dei cookie

Poiché i cookie sono normali file di testo, è possibile accedervi utilizzando la maggior parte degli editor di testo o dei programmi di elaborazione testi. Per aprirli, è sufficiente fare clic su di essi. Di seguito è riportato un elenco di collegamenti che spiegano come visualizzare i cookie all'interno dei vari browser. Se il vostro browser non è presente, fate riferimento alle informazioni sui cookie fornite dal browser stesso. Se utilizzate un telefono cellulare, consultate il relativo manuale per reperire ulteriori informazioni.

Firefox
https://support.mozilla.org/en-US/kb/cookies-information-websites-store-on-your-computer

Chrome
https://support.google.com/chrome/bin/answer.py?hl=en&answer=95647&topic=14666&ctx=topic

Internet Explorer
http://windows.microsoft.com/en-US/internet-explorer/delete-manage-cookies

Safari
http://support.apple.com/kb/PH17191?viewlocale=it_IT

Disattivazione/attivazione o eliminazione dei cookie

I cookie possono essere limitati o bloccati mediante le impostazioni del browser.

Se preferite che i siti Web non memorizzino alcun cookie nel vostro computer, impostate il browser in modo da ricevere una notifica prima dell'archiviazione di ogni cookie. In alternativa, potete impostare il browser in modo che rifiuti tutti i cookie o solo i cookie di terze parti. Potete anche eliminare tutti i cookie già presenti nel sistema. È importante sottolineare che le impostazioni devono essere modificate separatamente in ogni browser e computer utilizzato.

Se impostate il blocco della memorizzazione dei cookie, Psicologi Italiani non può garantire un corretto funzionamento del sito Web. Alcune funzioni del sito potrebbero risultare non disponibili e potrebbe non essere più possibile visualizzare determinati siti Web. Inoltre, il blocco dei cookie non elimina la visualizzazione degli annunci pubblicitari. Semplicemente, questi non saranno più personalizzati in base ai vostri interessi e verranno riproposti con maggiore frequenza.

In ogni browser le impostazioni vengono modificate seguendo una diversa procedura. Se necessario, per definire impostazioni corrette utilizzate la funzione di Guida del browser.

Per disattivare i cookie su un telefono cellulare, consultate il relativo manuale per reperire ulteriori informazioni.

Informazioni più dettagliate relative ai cookie su Internet sono disponibili all'indirizzo http://www.aboutcookies.org/

Altri cookie/cookie imprevisti

Considerando il funzionamento di Internet e dei siti Web, non sempre siamo in grado di controllare i cookie che vengono memorizzati da terze parti attraverso il nostro sito Web. Questo vale soprattutto nei casi in cui la pagina Web contenga i cosiddetti elementi incorporati: testi, documenti, immagini o brevi filmati che sono archiviati altrove, ma vengono visualizzati nel o attraverso il nostro sito Web.
Di conseguenza, qualora nel sito Web venisse rilevato un cookie non imputabile ad uno dei servizi di terze parti elencato, vi preghiamo di comunicarcelo. In alternativa, potete contattare direttamente le terze parti interessate e chiedere informazioni sui cookie che inviano, a quali scopi, qual è la loro durata e come garantiscono la privacy degli utenti.