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Il caldo fa aumentare la rabbia stradale?

Gli studi confermano che l’aggressività al volante è causata da un clima troppo caldo.


rabbia stradaleSi sa: quando, d’estate, aumenta la temperatura esterna, succede altrettanto per la nostra temperatura corporea, con tutte le conseguenze annesse.

   
Per decadi, infatti, i ricercatori hanno osservato una correlazione tra caldo ed aumento del comportamento violento, aggressivo.

In uno studio classico del 1984, il Dr. Douglas Kenrick ed il Dr. Steven MacFarlane hanno osservato che le persone alla guida diventavano più aggressive nei giorni più caldi.
Il gruppo, infatti, aveva un complice che faceva irritare di proposito gli altri automobilisti, rimanendo fermo ad un incrocio fino a 12 secondi dopo che la luce verde del semaforo si accendeva.
Il comportamento aggressivo fu calcolato registrando la durata complessiva del tempo che gli altri autisti passarono a suonare il clacson.
Questo test fu ripetuto per 75 volte, tra Aprile ed Agosto, in Phoenix, Arizona, dove le temperature vanno dai 47°C (116° F), nei giorni più caldi, ai 30°C (86° F), nei giorni più miti.
I risultati hanno indicato un aumento lineare diretto del suonare il clacson con quello della temperatura. I risultati più consistenti furono ottenuti esaminando quei soggetti che avevano i finestrini delle loro auto abbassati (e che, probabilmente, non avevano accesa l’aria condizionata)”, hanno riferito il Dr. Kenrick ed il Dr. MacFarlane.

In più, questa correlazione tra alte temperature e comportamento aggressivo è stata rilevata anche in altri comportamenti, che vanno dall’omicidio e l’aggressione, ai furti d’auto.

A supporto di questo primo studio, un’analisi epidemiologica del 2015 su 118.489 incidenti, avvenuti in Spagna, ha trovato che il rischio stimato di fare un sinistro era più alto del 7,7% durante le ondate di caldo, rispetto ai giorni con temperature più miti.


Ma come fa il caldo a tirar fuori tutta la nostra rabbia?

Il Dr. Craig A. Anderson, della Iowa State University, ha condotto diversi studi a riguardo.

In un articolo, pubblicato su “Current Directions in Psychological Science”, egli osserva che “c’è il 2,65% in più di omicidi ed aggressioni, negli Stati Uniti, durante l’estate, rispetto alle atre stagioni dell’anno; le estati più calde causano un aumento nell’uso della violenza, rispetto a quanto avviene nelle estati più fresche; e le percentuali di violenza sono più alte negli anni più caldi rispetto a quelli più freddi, anche quando venivano effettuati vari controlli statistici”.

Il Dr. Anderson spiega che ciò è possibile perchè le temperature calde ci mettono a disagio, il che porta al malumore, quindi le persone diventano più irritabili e maggiormente propense ad esplodere.
“Potrebbero essere coinvolti numerosi processi psicologici affascinanti nell’effetto che hanno le alte temperature sull’aggressività e sulla violenza”, scrive il Dr. Anderson. “I più semplici e potenti ruotano tutti intorno al concetto di “malumore”. Non essere a proprio agio determina il modo in cui le persone vedono le cose. Piccoli insulti possono essere percepiti come grandi offese, invitando (e persino esigendo) a vendicarsi”.

Il Dr. Anderson continua spiegando come le persone di cattivo umore ed irritabili siano guidate nelle azioni da pensieri ed atteggiamenti aggressivi, che comportano una risposta veloce ed impulsiva alle offese percepite. Quando fuori fa caldo ed è umido, è più probabile che piccole provocazioni (come dimenticare di segnalare la direzione, o sbattere contro un altro veicolo) culminino velocemente in un comportamento di ritorsione (come il “tailgating”), oppure persino alla violenza vera e propria.

Un altro studio, pubblicato su “Psychological Science”, ha dimostrato questo collegamento tra caldo, aggressività e ritorsione, analizzando la violenza durante le partite di baseball.
Un gruppo di psicologi, condotto dal Dr. Richard P. Larrick (Duke University), ha analizzato i dati raccolti da 57.293 partite della Major League Baseball, per valutare se le temperature più alte aumentassero la probabilità che i giocatori alla battuta sarebbero stati colpiti da un lanciatore. Nonostante sia tecnicamente contro le regole, i lanciatori usano le loro battute da 90 miglia all’ora per intimidire di proposito i battitori.
C’è una lunga tradizione di giustizia punitiva nel baseball”, hanno spiegato il Dr. Larrick e colleghi. “Se un compagno di squadra viene colpito da un lanciatore, un giocatore della squadra avversaria deve essere colpito a sua volta”.

Dopo aver controllato per un numero di variabili, i ricercatori hanno trovato che “la probabilità che un lanciatore colpisca un battitore aumenta considerevolmente, quando si hanno alte temperature esterne, se altri suoi compagni di squadra sono stati colpiti precedentemente dalla squadra avversaria”. Insomma, nei giorni più caldi, i giocatori hanno più probabilità di vendicarsi l’uno contro l’altro usando la violenza.

Nonostante la correlazione diretta tra temperatura ed aggressività, osservata in questo studio, fosse moderata, gli studiosi hanno concluso che “il caldo sembra ampliare la risposta alla provocazione: esso predice che ci sarà una punizione”.
   
           

 

Fonte: PsychologicalScience.org

 

(Traduzione ed adattamento a cura della Dottoressa Alice Fusella)

 

 

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