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Il mito e la ferita di Afrodite

La ricerca dell'amore da parte di Afrodite si manifesta come coazione sessuale e abuso di potere. Abusa cioè della sua sessualità per trovare l'amore. Il sesso è semplicemente un veicolo per il disperato tentativo di raggiungere un'altra persona.

il mito e la ferita di afroditeLa dea greca dell'amore, della bellezza e del piacere è Afrodite. La sua storia mitica inizia con una nascita violenta, genitori assenti ed un padre castrato.

Possiamo congetturare che la sua nascita violenta abbia contribuito alla sua crudeltà e sete di vendetta; Afrodite ha utilizzato la sua bellezza come canale per scaricare la sua aggressività.

Nella sua ricerca compulsiva per trascendere il dolore della solitudine, cerca il piacere e la bellezza attraverso una realtà sensoriale priva di moralità.

Potremmo dire che Afrodite, come tutti noi, è stata espulsa dall'armonia dell'utero/oceano, trovandosi in un mondo in cui è lasciata ad affrontare la realizzazione difficile e spaventosa della sua solitudine.

Poiché è “orfana”, è stata privata di un legame primario iniziale. Tale assenza costituisce il vuoto profondo dell'anima.

Come Afrodite, attraverso la nascita, ogni individuo viene espulso dall'armonia paradisiaca dell'utero in un mondo in cui lei non ha un luogo apparente.

Quindi, la caratteristica principale della condizione umana è che, una volta nato, ogni individuo è fondamentalmente solo.

La coscienza umana

La realizzazione lenta di questa separazione è la dimensione saliente dello sviluppo della coscienza umana. Questa realizzazione è difficile e spaventosa.

Quando i primi attaccamenti ai nostri caregiver primari sono vuoti, intrusivi, pericolosi, caotici o sfruttatori, facciamo ricorso a fantasie infantili per immaginare situazioni di conforto e sicurezza.

Questo comportamento ci aiuta a deviare dal vuoto insopportabile di essere totalmente soli e indifesi.

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Il bambino si incolpa per l'incapacità dei suoi genitori di amare e quando il biasimo e la vergogna colpisce l'anima, il bambino perde la sua connessione con la fonte della vita e sperimenta un terrificante isolamento e la paura di essere inghiottito dal vuoto; la paura di morire.

Afrodite, nel suo desiderio inconscio di creare o riparare il legame primario, si rivolge al sesso.

Nella cinica disperazione e constatazione di non aver mai avuto un'intimità emotiva con qualcuno, si rassegna al piacere fugace o persino al dolore con chiunque, in quanto c'è qualche contatto, qualche riconoscimento.

Qui, la ferita di Afrodite si tramuta in 'voragine', e proprio come lei non può tornare nell'oceano, non possiamo tornare nel grembo materno.

Come lei, siamo sfidati a guarire la vergogna, il disprezzo di sé, la punizione del corpo, che attenua gli istinti, la sensualità e la sessualità, attraverso l'amore.

Come diceva Platone, “è solo l'amore che unisce la divisione nel Sè”.

La ricerca dell'amore da parte di Afrodite si manifesta come coazione sessuale e abuso di potere. Abusa cioè della sua sessualità per trovare l'amore.

Questo porta alla vergogna e al disprezzo di sé, in cui il corpo/sè viene punito - disturbi alimentari, disturbi da dipendenza - e diventa il suo nemico.

Teme il suo corpo, i suoi istinti, i suoi bisogni fisici ed i suoi desideri. Gli istinti sono offuscati insieme alla sessualità e sensualità.

Ci sentiamo peccatori. Il sesso è semplicemente un veicolo per il disperato tentativo di raggiungere un'altra persona. I bisogni interpersonali di base vengono sessualizzati.

Imparare a perdonarsi

Quando ci incolpiamo di qualcosa, rimaniamo fissi e bloccati in uno stato di impotenza e vergogna.

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Perdonare se stessi è l'ultimo passo verso la guarigione. Significa imparare a guardarsi con compassione, capire perchè abbiamo fatto ciò che abbiamo fatto e separare la nostra essenza fondamentale dall'errore che è stato fatto.

Il perdono è l'azione redentiva del cuore. Il perdono è un processo organico e non può essere forzato contro il suo tempo, ma con questa intenzione di base lo si può incoraggiare.

Afrodite è sfidata a realizzare l'interezza attraverso la sua ricerca di amore ed espressione sessuale.

Nel suo processo di guarigione e perdono, lei integra le polarità archetipiche mentre si evolve dalla sua realtà sensoriale, guidata dal piacere e dalla bellezza, ad esaminare i suoi sentimenti ed istinti, consentendo così la saggezza e la maturazione.

Procede cioè dall'amore umano all'amore spirituale e viceversa, e così facendo scopre un'espansione cosciente di sé, legata ai suoi istinti ed in cui la divisione mente/corpo è finalmente guarita.

 

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

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