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Il mondo online dell’anoressia nervosa

Mentre il “mondo reale” offre e promuove un supporto sociale, i siti pro-ana e “thinspiration” incoraggiano comportamenti distruttivi!

mondoonline anoressia nervosaNel 2013, l’adolescente Grainne Binns, all’epoca diciassettenne, raccontò la storia della sua anoressia al quotidiano britannico, il Daily Mail.

L’anoressia nervosa è un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato da una distorsione dell’immagine corporea, e intensa paura di ingrassare.

La sua ispirazione, afferma Grainne, derivava dall’ammirazione di tutte quelle ragazze iscritte ai siti internet denominati “pro-ana” o “thinspiration”.

Il termine “thin”, magro, e “inspiration”, ispirazione, vuole indicare un nuovo fenomeno che ha preso piede sul web e sui social network, in cui gli utenti vengono esortati alla “magrezza a tutti i costi”.

La caratteristica di questo sito web è che non ha l’intento di promuovere in maniera diretta il disturbo alimentare come fanno invece i siti Pro-ana, ossia pro-anoressia, in cui sono presentate vere e proprie diete restrittive, bensì una promozione attraverso l’ispirazione a ricercare l’immagine di magrezza tipica delle modelle e delle celebrità.

Questi propongono l’idea dell’anoressia nervosa come uno stile di vita da adottare piuttosto che come un disturbo mentale.

I ricercatori del Department of Communication alla Wayne State University, sostengono che il grande successo dei siti pro-ana sia legato alla loro abilità di fornire supporto sociale e ad un’espressione di sé.

Nel mondo reale, ossia “offline”, le persone con disturbi alimentari spesso esperiscono lo stigma quando esprimono opinioni che si pongono come contrarie ai trattamenti, o anche quando criticano abitudini alimentari di amici e parenti.

Quando invece si trovano online, il sito web diviene un santuario in cui ci sente liberi di esprimere la propria visione e, soprattutto, dove si riscontra un comune accordo e supporto reciproco.

Scrivere e condividere i propri pensieri e problemi può infatti essere terapeutico, proprio perché il sito offre all’utente un senso di comunità.

Il sostegno emotivo e la condivisione di tali problematiche da parte degli altri utenti, sembra essere un fattore che contribuisce ad aumentare il fascino dei siti web pro-anoressia.

In uno studio condotto dal Professor Nicole Martins, Professore presso il Dipartimento delle Telecomunicazioni presso l’Indiana University, furono condotte delle interviste con blogger dei siti pro-ana, rivelando che tali siti consentono loro di sentirsi liberi di continuare a sostenere quel tipo di vita, di non sentirsi giudicati, ma anzi compresi.

Psicologi in evidenza
Dottoressa Giuseppina Grazioso
V.le Papa Giovanni XXIII, 33 - BARI
Cell: 338 7780330
Dottoressa Paola Grasso
Via Monte Senario, 43 - ROMA
Cell.: 338 7897667

I blogger erano inoltre preoccupati di essere visti da parte di altri membri della comunità online come “aspiranti anoressiche” , perché non erano ancora in grado di raggiungere gli obiettivi legati alla perdita di peso.

La natura del “culto dell’anoressia” tipica di questi siti promuove comportamenti dannosi per la salute; personificando l’anoressia nervosa, alcuni utenti parlano e si riferiscono al disturbo stesso come se fosse una persona reale, “Ana”.

È come se i membri dovessero seguire delle regole ben precise e dedicare la propria attenzione per rendere “ana” felice. Queste regole, conosciute come “le leggi di Ana”, rafforzano la fissazione degli utenti con l’essere magro.

Alcuni pazienti restano così tanto affascinati da tali siti web che arrivano ad utilizzarli in segreto, nonostante venga loro sconsigliato dai loro terapeuti o da altri professionisti della salute mentale.

Anche se la maggior parte di questi siti siano ancora aperti, alcuni sforzi per scoraggiarne l’uso sono stati fatti; ad esempio, siti come Tumblr e Instagram hanno cambiato i loro termini di servizio per vietare la pubblicazione delle immagini “thinspiration”.

Inoltre, un numero crescente di siti web, denominati pro-recupero, stanno cercando di promuovere il pensiero ottimista e una positiva immagine di sé attraverso l’uso di citazioni di ispirazione, immagini e sostegno della comunità.

Gli utenti ottengono cioè il messaggio che possono sconfiggere con successo il proprio disturbo alimentare, insieme ad altri suggerimenti di recupero, nonché informazioni di riferimento per ottenere un aiuto professionale.

È quindi auspicabile educare ed informare la famiglia, gli amici, ma anche le comunità di salute mentale in cui vengono spesso ricoverati pazienti con disturbi alimentari.

Il modo migliore per affrontare le preoccupazioni circa i siti pro-ana è quello di fornire lo stesso livello di supporto e comprensione anche nel mondo virtuale, nonché la promozione di siti web di recupero per il disturbo alimentare, in cui venga fornito un eguale senso supportivo di comunità.

 

Tratto da PsychologyToday

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)

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