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Il sonno e i suoi disturbi

Il sonno è quel fenomeno, senza il quale sarebbe impossibile vivere; è implicato nella regolazione della qualità della vita, dell’umore e della nostra efficienza durante la giornata.

sonno

Infatti, benché il sonno sia rappresentato da un apparente stato di quiete, durante questo stato avvengono complessi cambiamenti a livello cerebrale che non possono essere spiegati solo come un semplice stato di riposo fisico e psichico. Ad esempio, ci sono alcune cellule cerebrali che in alcune fasi del sonno hanno una attività 5-10 volte maggiore rispetto alla veglia.

Due caratteristiche fondamentali distinguono il sonno dallo stato di veglia:

  • la prima è che il sonno erige una barriera percettiva fra mondo cosciente e mondo esterno,
  • la seconda è che uno stimolo sensoriale (ad esempio un rumore forte) può superare questa barriera e svegliare chi dorme.

La dizione "prontamente reversibile" non si può quindi associare al coma o all'anestesia che, rispettivamente, sono una patologia e uno stato di quiete indotto farmacologicamente.

Il sonno quindi si differenzia da altri stati di alterazione di coscienza.

Col sonno la perdita dello stato di coscienza è, come già detto, reversibile. Quindi il soggetto può risvegliarsi dopo stimoli non doloroso.

L’ottundimento, rappresenta lo stato più lieve di peggioramento, con un deterioramento nell’ideazione, attenzione, percezione, memoria; di solito si presenta sonnolenza e ridotta consapevolezza dell’ambiente circostante. In alcuni casi, però potrebbe presentarsi agitato ed eccitabile; si presenta in stati organici come l’intossicazione da alcol e droghe, traumi cranici, ecc.

Il torpore, è una condizione in cui il soggetto è sveglio ma potrebbe cadere nel sonno se lasciato senza stimolazioni sensoriali. E’ rallentato nelle sue azioni, impacciato nell’eloquio, assonnato nelle esperienze soggettive. Si presenta in genere dopo intossicazioni da sostanze con effetto depressogeno sul sistema nervoso centrale, ma si potrebbe verificare anche in presenza di trauma cranico, tumore, epilessia.

Il sopore, diversamente, è un'alterazione dello stato di coscienza dal quale ci si può risvegliare dopo somministrazione di uno stimolo doloroso ed intenso, per esempio pungendolo o pizzicandolo.

Lo stato comatoso è un'alterazione dello stato di coscienza, al quale il paziente non è capace di rispondere né agli stimoli verbali né a quelli dolorosi, si è persa la corretta risposta di postura, i riflessi ed il tono muscolare sono molto ridotti.

Ben più grave è la morte cerebrale con la cessazione irreversibile di tutte le attività cerebrali.

Per quanto riguarda le funzioni del sonno diversi autori ipotizzato diverse teorie.

Una tra queste è la teoria del recupero: questa teoria si basa sull’idea che il sonno avrebbe la funzione di ristorare l'organismo, in particolare il sonno può permettere un recupero sull'organismo durante le fasi NREM e di recupero e la fissazione della memoria (favorendo l'incorporazione di nuovi comportamenti appresi in veglia) durante le fasi REM. Solitamente, si consiglia di dormire almeno 8 o 9 ore.

sonno bambiniSe un individuo è sottoposto a più di queste ore di base sarà pervaso da uno stato di tranquillità e di stanchezza poiché il nostro organismo tende a conservare lo stato di massima rilassatezza. Ciononostante, se si dovessero fare anche solo 5 ore di sonno, la cosa non avrebbe molta rilevanza sull'organismo; possono però sorgere dei problemi dopo almeno 4 mesi di sonno disturbato. Secondo uno studio recente, 5 ore di sonno, oltre ad essere sufficienti per un perfetto recupero fisiologico, determinano anche una maggior longevità.

Un’altra è quella teoria dell'apprendimento: secondo questa teoria il sonno, e soprattutto il sonno rem, avrebbe un ruolo determinante per la maturazione del sistema nervoso centrale, infatti durante la fase REM si assiste ad un incremento dell'attività cerebrale.

In studi sperimentali uomini sottoposti a sessioni intensive di apprendimento presentavano un aumento significativo del sonno REM, espressione del processo di fissazione dei dati appresi nella memoria a lungo termine. I neonati presentano una percentuale maggiore di sonno REM rispetto agli adulti ed agli anziani parallelamente alla maggiore capacità di apprendere.

Poi esiste la teoria evolutiva, secondo la quale il sonno si sarebbe sviluppato in relazione al concetto di rapporto preda-predatori ovvero in relazione alle influenze dell'ambiente. Durante il sonno le prede attraggono meno l'attenzione dei predatori, ma dall'altra parte sono anche più vulnerabili in quanto meno sensibili agli stimoli. Ad esempio gli erbivori dormono per periodi brevi in modo da avere tempo di procacciarsi il cibo e vigilare contro i predatori. Gli animali carnivori essendo meno in pericolo e procacciandosi più velocemente il cibo possono dormire più a lungo.

In ultimo abbiamo la teoria della conservazione dell'energia, la quale si basa sull'osservazione che durante il sonno si assiste ad una riduzione dell'attività metabolica del 10% e della temperatura del corpo. Questo dato ha poco valore nell'uomo ma assume grande significato dal punto di vista evolutivo; gli animali come i rettili, i mammiferi e gli uccelli hanno bisogno di un notevole dispendio di energia per mantenere costante la temperatura interna. Per questo motivo la riduzione di temperatura, che si verifica soprattutto durante le prime fasi del sonno, avrebbe il significato di preservare energia. Questo processo è lo stesso che permette a molti animali di iniziare il processo di letargo.

La metodica diagnostica che studia il sonno prende il nome di Polisonnografia (PSG).

La polisonnografia è composta da :

  • l'elettroencefalogramma (convenzionalmente abbreviato come "EEG"), che traduce l'attività cerebrale in onde elettriche
  • l'elettrooculogramma (convenzionalmente abbreviato come "EOG"), che misura il potenziale elettrico oculare, registrato tramite elettrodi posizionati sulla cute perioculare(rileva i movimenti oculare) e li traduce in onde elettriche
  • l'elettromiogramma (convenzionalmente abbreviato come "EMG") misura il potenziale elettrico registrato da un elettrodo posizionato sopra o all’interno di un muscolo. (solitamente si prende il considerazione il muscolo miloioideo) .

In aggiunta, a questi parametri possono esserne aggiunti altri come la pressione arteriosa, la ph-metria esofagea, la temperatura corporea e altri che definiscono il montaggio libero.

I periodi del sonno vengono inoltre rappresentati graficamente mediante gli ipnogrammi, che illustrano il succedersi delle fasi di veglia e sonno in rapporto al tempo.

una certa quota fisiologica di microrisvegli spontanei è presente nel sonno normale in ogni età.
Quando, per un qualsiasi motivo, si perdono ore di sonno, si può manifestare un po' di stanchezza il giorno dopo, ma certamente questo non è dannoso per la salute. Nonostante ciò il sonno perso viene recuperato facilmente il giorno successivo proprio grazie alla capacità di autoregolazione del nostro organismo.

I problemi possono insorgere quando, nonostante il bisogno e la richiesta di sonno da parte del corpo, non è possibile riposare e soddisfare l'esigenza fisiologica. Tutta una serie di fattori, come lo stress o gli orari di lavoro, possono influire negativamente sul sonno e impediscono all'organismo di riposare in modo adeguato.

sonnoEsiste un tempo minimo e indispensabile alla sopravvivenza che deve essere dedicato al sonno. Il corpo ha bisogno di dormire almeno due ore al giorno per vivere e l'orologio biologico determina anche il numero massimo di ore da dedicare al sonno: 15 ore. Questi dati sono il risultato di esperimenti eseguiti su persone le quali, dopo essere state private del sonno per tempi lunghi, non dormirono mai per più di 15 ore consecutive. Un debito di sonno viene recuperato dal corpo con una sola notte di riposo.

Il tempo da dedicare al sonno è un discorso delicato, perché dormire poco crea tutta una serie di disturbi, ma dormire troppo a lungo causa altrettanti fastidi. Chi dorme male, poco e non riposa a sufficienza diventa irascibile, nervoso, perde la concentrazione, la memoria e si deprime. Chi dedica troppo tempo al sonno si innervosisce e accusa un calo del rendimento esattamente come chi dorme poco. Saper dormire in modo regolare, per un numero di ore adeguato alla nostra esigenza fisica è sinonimo di salute e di benessere sia fisico che mentale .

Numerose sono le patologie del sonno, qui ne verranno descritte solo alcune.

Insonnia: è uno stato di insoddisfazione del sonno per la durata e la qualità del sonno.
In genere, si ha una durata troppo corta , oppure un sonno frammentato, meno ristoratore e troppo leggero.
Esistono diversi tipi di insonnia :

  • Precoce: con la difficoltà di addormentarsi; si verifica in persone sane, il cui stato di allerta è aumentato o dall’ansia o da una condizione di eccitamento. I loro pensieri tendono a ritornare sulle esperienze affettive cariche dell’immediato passato.
    E’ dei uno dei sintomi più frequenti presenti in molti disturbi psichiatri, compresa la depressione, l’ansia generalizzata, il panico e le fobie, l’ipocondria ed i disturbi di personalità.
  • Tardiva: è frequente nella fase depressiva di malattia affettiva; il paziente può svegliarsi spesso di notte dopo essersi addormentato in modo soddisfacente, e da quel momento in poi dormire in modo intermittente e leggero. Oppure si potrebbe svegliare presto per poi non riuscire più a riaddormentarmi.

Ipersonnie: l’ipersonnia può verificarsi come significato aumentato del periodo di sonno notturno. Ci sono diversi tipi di ipersonnia, come:

  • Sindrome di Klein-Levin: caratterizzata da episodi ricorrenti di sonnolenze, accompagnata da apatia e molto spesso da disturbi del comportamento alimentare e sessuale. Il paziente tende a dormire eccessivamente sia di giorno che di notte, ma è risvegliabile come da un sonno normale.
    Inizia nell’adolescenza e colpisce quasi esclusivamente i maschi; gli episodi hanno una durata di una o più settimane e tendono ad accorciarsi ed a diradarsi con passare degli anni.
  • Sindrome di Pickwick: il paziente ha difficoltà a svegliarsi completamente e presenta confusione, disorientamento facilità, a riaddormentarsi; il respiro è periodico, come pure il sonno stesso , e possono verificarsi fasi di apnea che possono durare fino ad un minuto.

Disturbi del ciclo sonno-veglia

Sindrome del sonno anticipato: riguarda quelle persone che, prese da una forte sonnolenza si coricano molto presto (19-20h), ma poi anticipano la fase di veglia (verso le 2 di notte) e non riesco più ad addormentarsi. Il disturbo può essere di origine genetica e manifestarsi in diversi membri familiari. Nelle forme sporadiche, (non genetiche) , il disturbo si manifesta in genere in età avanzata; ciò accade perché, nelle persone anziane , l’orologio biologico che regola il ritmo naturale sonno-veglia, tende ad anticipare il segnale di addormentamento e quello del risveglio.

Sindrome del sonno posticipato: chi ne soffre no riesce ad addormentarsi prima delle 2-4 di notte, anche se va a letto presto, ed assume sonniferi; ed il giorno seguente si sveglia molto tardi.
In alcune circostanze potrebbero svegliarsi prima, ma resterebbero per tutto il giorno, sia fisicamente che psicologicamente, inefficiente fino all’ora del loro risveglio abituale.
Colpisce soprattutto adolescenti e giovani adulti.
Il ritmo sonno-veglia irregolare: a questa disturbo appartengono quelle persone che non riescono a mantenere un ritmo sono-veglia di 24h. Riguarda in particolar modo i non vedenti, perché non riuscendo a distinguere il giorno dalla notte, hanno difficoltà a regolare quotidiane mete il loro orologio biologico.

Sonnambulismo: si verifica nei bambini e più spesso nei maschi rispetto alle femmine. L’attività resta di solito confinata a un vagare senza meta ed a un comportamento senza senso ripetitivo per pochi minuto; il bambino potrebbe rispondere a domande con monosillabi, ed è presente una scarsa consapevolezza dell’ambiente circostante, ma con rari incidenti.
Ed è associato ad una positiva storia familiare, con presenza di eunuresi.
Poiché si verifica durante il sonno profondo è improbabile, che nel primo terzo della notte esprima degli agiti di sogni,questo perché si presentano durante il sonno REM.

Narcolessia: gli attacchi narcolettici si verificano di solito nella prima adolescenza e persistono per tutta la vita; si tratta di brevi periodi di sonno (da dieci minuti ad un quarto d’ora), che compaiono improvvisamente durante il giorno.
La narcolessia è spesso associata alla cataplessia: durante la quale il paziente cade a terra a causa di 1 improvviso perdita di tono muscolare, provocata da emozioni di forte impatto.
Il questa sindrome possono presentarsi anche allucinazioni ipnagogiche, le quali sono allucinazioni che si verificano tra la veglia ed il sonno; meno frequenti, invece, sono le allucinazioni ipnopompiche,le quali sono allucinazioni che si verificano dal sonno alla veglia. Inoltre si può manifestare la paralisi del sonno, che consiste in una crisi di incapacità a muoversi,e si può verificare o tra la veglia ed il sonno oppure tra il sonno e la veglia.

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