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Il training cognitivo nella sclerosi multipla

La Sclerosi Multipla (SM) è una malattia neurodegenerativa ed infiammatoria del Sistema Nervoso Centrale (SNC), che colpisce i soggetti in giovane età.

sclerosi multipla

Può essere considerata una malattia a tratto complesso, nella quale una predisposizione genetica, in presenza di fattori scatenanti di origine ambientale, può far innescare una risposta immunitaria verso antigeni del SNC.

Il tasso di incidenza globale è di 3.6 casi per 100.000 abitanti/anno nel sesso femminile e 2.0 nel sesso maschile. In Italia la prevalenza della SM varia da 80 ad oltre 120 casi/100.000 abitanti. Infatti, può essere considerata la causa più frequente di disabilità/handicap neurologico nei giovani e comporta elevati costi sociali e sanitari.

Le persone colpite presentano una disabilità variabile, spesso molto grave, con espressioni di deficit motori, sensitivi, automatici e cognitivi.

La frequenza dei deficit cognitivi nella sclerosi multipla oscilla tra il 43% e il 72%. Il disturbo cognitivo non sembra essere correlato al grado di disabilità, all’età e alla durata della malattia. Infatti anche nelle forme di sclerosi multipla definite benigne (con una lunga stabilità clinica e un basso indice di disabilità motoria), i deficit neuropsicologici sembrano essere molto frequenti. Essi man mano che la malattia progredisce vanno ad interferire con la sfera lavorativa, sociale e familiare della persona malata.

I deficit cognitivi sono spesso associati a disturbi emotivo-affettivi, in particolare a depressione, la cui prevalenza, nella sclerosi multipla, varia dal 22% al 50%. La maggior parte degli studi evidenzia una correlazione significativa tra depressione e disabilità motoria o affaticabilità e si evidenzia un rapporto meno rilevante tra depressione e deficit delle abilità cognitive (es. memoria, attenzione).

Tra i deficit cognitivi una delle funzioni maggiormente colpite è la memoria.

Il deficit di memoria si manifesta per eventi o informazioni recenti o si esprime con la difficoltà di imparare cose nuove rapidamente, come un numero di telefono, una ricetta, una lista di parole, un nuovo percorso.

Risulta rallentato il processo di recupero delle informazioni infatti esse non vengono perse o cancellate è solo più difficile recuperarle, ad esempio i deficit di memoria si manifestano come dimenticanze di qualcosa che sia stato detto o fatto poche ore o pochi giorni prima. La persona può dimenticare dove ha parcheggiato l’auto, un appuntamento importante del quale erano stati fissati data e ora.

Altra funzione molto compromessa nella SM è l’attenzione (sia divisa sia sostenuta) e la difficoltà nella rapida elaborazione delle informazioni (Kujala et al.,1995). Molti studi hanno messo in evidenza la presenza di difficoltà nel selezionare gli stimoli rilevanti versus stimoli irrilevanti e in prove di attenzione sostenuta in cui si richiede di protrarre la concentrazione nel tempo (Kujala et al.,1997).

La persona con SM può riferire di commettere molti piccoli errori nella vita quotidiana ad esempio:

  • l’acquisto di un prodotto sbagliato scambiato per uno simile;
  • sbagliare strada “perché sovrappensiero”;
  • fare fatica a seguire il filo di una discussione tra più persone ;
  • fare due cose contemporaneamente, come per esempio ascoltare un relatore che parla e prendere appunti o parcheggiare l’automobile mentre si ascolta un notiziario alla radio.

Possono risultare deficitarie le funzioni esecutive quali la capacità di astrazione, il ragionamento logico deduttivo e l’abilità di risolvere un problema (problem solving).

Per esempio, la capacità di organizzazione è molto importante e ci permette di essere veloci ed efficienti nel realizzare le nostre azioni. Questa capacità è fondamentale nella gestione della casa ma soprattutto del lavoro. Riuscire a pianificare tutte le azioni da svolgere durante il giorno permette all’individuo di essere in orario, di trovare uffici sempre aperti e di svolgere quante più attività nel minor tempo possibile. Invece, spesso il paziente con sclerosi multipla che presenta disturbi della funzione cognitiva arriva in ritardo ad un appuntamento riferendo di “non aver calcolato bene i tempi”.

Sono generalmente preservate nella sclerosi multipla le abilità linguistiche, le prassie e l’orientamento spazio temporale

L’importanza del training cognitivo nella riabilitazione.

Uno studio condotto dalla dottoressa Flavia Mattioli dell’Unità di Neuropsicologia degli Spedali Civili di Brescia, pubblicato su Frontiers in Behavioral Neuroscience ha dimostrato che la riabilitazione cognitiva nella SM determini miglioramenti neuropsicologici persistenti a distanza di due anni .

Questo studio (ancora in fase sperimentale) ha valutato, per la prima volta, l'efficacia di un ciclo di training cognitivo specifico di 15 settimane ravvicinate su 41 persone con SM, paragonabili per disabilità e tipo di trattamento farmacologico, a distanza di 2 anni di follow-up.

Lo studio ha dimostrato che le persone trattate col training specifico per dominio cognitivo compromesso, hanno avuto un miglioramento delle abilità cognitive sia ad 1 che a 2 anni di follow up, significativamente maggiore dei soggetti trattati con supporto psicologico aspecifico.

Inoltre, esse hanno riportato di percepire un miglioramento soggettivo nell’efficienza cognitiva, a differenza dei pazienti del trattamento di controllo, i quali non percepivano miglioramenti.

I risultati hanno rivelato anche che sia dopo 1 che dopo 2 anni di follow-up un maggior numero di persone trattate con l’intervento psicologico aspecifico (94% dopo 1 anno e 76% dopo 2 anni) era ancora compromessa nelle abilità di memoria, attentive o esecutive, a differenza del gruppo trattato con il metodo specifico, che risultavano in maggioranza guarite cognitivamente.

Lo studio ha, inoltre, valutato se l’eventuale ripetizione del trattamento nelle persone ancora compromesse cognitivamente nel secondo anno di follow up, fosse utile. I risultati non hanno mostrato valore aggiunto di questo trattamento ripetuto, a dimostrazione che un ciclo di riabilitazione cognitiva specifica condotta per un breve periodo di tempo in modo intensivo è un trattamento estremamente utile per le persone con SM e produce effetti a lunga durata.

Un’App per la riabilitazione cognitiva nella SM

Nello studio recentemente pubblicato sul Journal of Medical Internet research mobile and ubiquitous health (JMIR mhealth and uhealth), i ricercatori dell’Area di Ricerca Scientifica di AISM hanno presentato ‘Cognitive Training Kit (COGNI-TRAcK)’, un’applicazione per smartphone e tablet pensata per un intervento di riabilitazione cognitiva intensivo, basato su esercizi di memoria di lavoro.

In questo modo, grazie alle nuove tecnologie diventa realtà un trattamento autosomministrato, personalizzato, da eseguire a casa, che potrebbe essere fondamentale per migliorare la qualità di vita delle persone con SM.

 

Per approfondimenti
  • A New App for At-Home Cognitive Training: Description and Pilot Testing on Patients with Multiple Sclerosis. Tacchino A, Pedullà L, Bonzano L, Vassallo C, Battaglia MA, Mancardi G, Bove M, Brichetto G.
  • JMIR Mhealth Uhealth. 2015 Aug 31;3(3):e85. doi: 10.2196/mhealth.4269.
  • Sospedra, M. and R. Martin, Immunology of multiple sclerosis. Annu Rev Immunol, 2005. 23: p. 683-747.
  • Hafler, D.A., Multiple sclerosis. J Clin Invest, 2004. 113(6): p. 788-94.
  • Rao SM, Leo GJ, Bernardin L, et al. Cognitive dysfunction in multiple sclerosis. I. Frequency, patterns, and prediction. Neurology1991;41(5):685-91.
  • Siepman TAM, Janssens ACJW, de Koning I, et al. The role of disability and depression in cognitive functioning within two years after multiple sclerosis disgnosis. J Neurol 2007;225:910-6.
  • Sclerosi multipla Fondazione Serono
  • Two Years Follow up of Domain Specific Cognitive Training in Relapsing Remitting Multiple Sclerosis: A Randomized Clinical Trial. Mattioli F, Bellomi F, Stampatori C, et al. Frontiers in Behavioral Neuroscience Feb 2016

 

A cura della dott.ssa Angela Chiara Leonino

 

 

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