Pubblicità

Invecchiare e dormire meno: c’è un rimedio all’insonnia?

Approfondiamo il rapporto tra insonnia ed età, cercando di definire i rimedi (realmente) utili a questo fenomeno.


insonniaL’insonnia è come un ladro che, nella notte, ci priva del sonno ristoratore tanto necessario.

Ciò è vero, in particolare, per le persone con un’età superiore a 60 anni.

E, così, possiamo dire addio al riposo, anche in quei momenti della vita in cui ne avremmo bisogno assoluto!

Le cause dell’insonnia sono molte ed aumentano di numero e gravità man mano che le persone invecchiano.

Psicologi in evidenza
Dottoressa Valeria Colasanti
Viale Regina Margherita, 157 (Studio Psicologico Alfa) - ROMA
Cell: 348 8197748
Dottoressa Giuseppina Grazioso
V.le Papa Giovanni XXIII, 33 - BARI
Cell: 338 7780330

Eppure, il problema è, spesso, trascurato durante i controlli di routine, il che si ripercuote non solo sulla qualità della vita di una persona anziana, ma può anche causare, o aggravare, disturbi fisici ed emotivi, compresi i sintomi di decadimento cognitivo.


Cosa sappiamo sull’insonnia?


Quali sono le sue cause?


Esistono dei rimedi efficaci per prevenirla o sconfiggerla?

 

Cosa sappiamo sull’insonnia? Quali sono le sue cause?

La maggior parte di noi esperisce un’insonnia episodica, cioè non riusciamo a dormire un certo numero di ore, o tutte, ma solo per quella singola notte.

Per quanto possa sembrare penoso al momento, questo disagio impallidisce in confronto a ciò che subiscono quelle persone che la vivono quotidianamente.

In più, come ha affermato il Dottor Alon Y. Avidan, direttore della Clinica del sonno presso la University of California, Los Angeles, l’insonnia “è un sintomo, non una diagnosi”, che può essere indice di un problema di salute di base, spesso curabile, che, quando persiste, dovrebbe essere preso sul serio.

Si parla, dunque, di insonnia transitoria, se essa dura meno di un mese.
È quella che, per capirci, può derivare da un problema momentaneo sul posto di lavoro, o da una malattia acuta.

Esiste, poi, l’insonnia a breve termine, che dura da uno a sei mesi e può derivare da una crisi finanziaria personale, o dalla perdita di una persona cara.

Quando, però, l’insonnia diventa cronica, cioè persiste per sei mesi o più, essa può causare, a sua volta, seri problemi fisici, emotivi e sociali: oltre all’eccessiva sonnolenza diurna, già pericolosa in sé per sé, si possono verificare, infatti, una funzione intellettiva disturbata, cognizione alterata, confusione, ritardo psicomotorio, o maggior rischio di lesioni, nonché Depressione.

Inoltre, è stato constatato che ci sono due tipi di insonnia.

Il primo, chiamato Insonnia primaria, deriva da un problema che si verifica solo, o prevalentemente, durante il sonno, come l’Apnea ostruttiva del sonno, la Sindrome delle gambe senza riposo, i Movimenti periodici degli arti, o la tendenza ad agire i propri sogni fisicamente.
I soggetti che ne sono colpiti non sono consapevoli delle loro problematiche, le quali vengono riferite, per lo più, da chi dorme con loro, e da una diagnosi accurata in laboratorio.

L’altra tipologia, più comune, è quella dell’Insonnia secondaria, la quale è, per l’appunto, conseguente ad un problema medico o psichiatrico sottostante, agli effetti collaterali dei farmaci, a fattori comportamentali, come l’esposizione inopportuna a caffeina, alcol o nicotina, ed i sonnellini diurni, o disturbi ambientali, come il jet lag, il rumore o la luce eccessivi nella camera da letto.

Tra le molte condizioni mediche che possono causare l’insonnia ci sono l’insufficienza cardiaca, il reflusso gastroesofageo (GERD), le malattie polmonari, l’artrite, il Morbo di Alzheimer e l’incontinenza.
Trattare la condizione di base, se possibile, spesso allevia l’insonnia.

Indipendentemente dalla sua motivazione di base, essa può diventare, tuttavia, anche una risposta appresa, ovvero le persone potrebbero preoccuparsi in anticipo di avere delle difficoltà ad addormentarsi, o nel riprendere sonno dopo i risvegli notturni, per cui quest’ansia altera effettivamente la loro capacità di riuscirvi.


Quali sono i rimedi per l’insonnia?

Le cause non mediche dell’insonnia sono, spesso, trattate con successo mettendo in pratica “una buona igiene del sonno”, un concetto sviluppato dal Dott. Peter J. Hauri, specialista del sonno presso la Mayo Clinic.
Questo significa:

-    limitare i sonnellini a meno di 30 minuti al giorno, preferibilmente nelle prime ore del pomeriggio,

-    evitare stimolanti e sedativi,

-    evitare pasti pesanti e ridurre i liquidi al minimo entro le due, o tre, ore prima di coricarsi,

-    fare esercizio fisico moderato ogni giorno, preferibilmente al mattino o nel primo pomeriggio,

-    massimizzare l’esposizione alla luce di giorno e minimizzarla di notte,

-    creare condizioni favorevoli per il sonno,

-    andare a letto solo quando ci si sente assonnati.

Psicologi in evidenza
Synesis Centro di Psicologia Dottoressa Flavia Passoni
Synesis Centro di Psicologia Via Pace, 11 Carnate - MONZA
Cell: 338 1863275
Dottoressa Maria Clara Cortellazzi
Viale S. Kasman, 15 Chiavari - GENOVA
Cell: 391 4947113

Molte persone ricorrono erroneamente all’alcol come aiuto per dormire. Anche se, inizialmente, ciò può aiutarle ad addormentarsi, in realtà esso induce un sonno frammentato ed interferisce con la fase REM.

I sonniferi, compresi i farmaci con azione a breve durata, possono essere problematici, soprattutto per le persone anziane, che sono più sensibili ai loro effetti collaterali.

Le alternative includono rimedi senza prescrizione, come la melatonina e la valeriana, i quali, però, basano la loro efficacia più su racconti aneddotici, che su risultati di ricerca, così come accade anche per alcuni alimenti comunemente ritenuti utili, come banane, ciliegie, kiwi, farina d’avena, latte e, soprattutto, camomilla.

 

Insomma, per coloro che hanno bisogno di un aiuto per combattere l’insonnia, la Terapia Cognitivo-Comportamentale si è dimostrata, negli studi clinici, una delle tecniche più efficaci.
Quindi, il consiglio è sempre quello di parlarne con il proprio medico, accertare le cause sottostanti la vostra problematica, e chiedere il supporto di un professionista, che possa sostenervi nel vostro processo di risoluzione.

 

 

Fonte: New York Times

(Traduzione ed adattamento a cura della Dottoressa Alice Fusella)

 

 

  |   Letto: 1303 volte
Pin it


Potrebbero interessarti anche....

La terapia sistemico-relazionale

La terapia Sistemico-Relazionale si diffuse negli Stati Uniti durante gli anni '50, in particolare grazie alle teorie della prima e seconda cibernetica e la teoria dei sistemi elaborata da L Von Bertanlaffy. La "Scuola di Palo Alto" e il Mental Research Institute. La psicoterapia ad indirizzo sistemico-relaz...

La psicoterapia individuale

La psicoterapia è una modalità di trattamento in cui lo psicoterapeuta e il/i paziente/i lavorano insieme per cambiare una situazione di sofferenza psicologica. All’interno di questa definizione generale di psicoterapia è possibile trovare diversi tipi di intervento psicoterapeutico. Essi si distinguono...

Cos'è la psicoanalisi?

La psicoanalisi è stato il primo trattamento per quei pazienti che non rispondevano positivamente ad altre metodi medici e psicologici disponibili a quel tempo. Spesso quando si pensa alla psicoanalisi, l'immagine che viene ad essa associata è quella di Freud che fuma il sigaro e la sua barba b...

Wilfred Bion e la Rêverie

Aspetti teorici della teoria Bioniana: rêverie, gruppo di lavoro, assunti di base, sistema proto-mentale, elementi-beta, funzione alfa, schermo beta, trasformazioni. Per comprendere il concetto di Rêverie è bene effettuare un excursus rispetto alla teoria e al pensiero di Wilfred Bion. Ne...

Copyright © 2018 Psicologi Italiani. Tutti i diritti riservati. Psiconline srl. - P.IVA 01925060699 - web design - web agency -

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Accedendo acconsenti all'utilizzo dei cookies in accordo con la politica e regolamentazione vigente in materia di cookies e privacy. - ULTERIORI INFORMAZIONI

Cookie e relative funzionalità

A seconda dei singoli obiettivi, si utilizzano cookie differenti.
Di seguito viene fornito un elenco dei tipi di cookie più diffusi e degli scopi per cui vengono utilizzati.

Cookie di sessione
I cookie di sessione vengono archiviati temporaneamente nella memoria del computer durante l'esplorazione di un sito, ad esempio, per tenere traccia della lingua scelta. I cookie di sessione rimangono memorizzati nel computer per un breve periodo di tempo. Vengono infatti eliminati non appena l'utente chiude il browser Web.

Cookie permanenti o traccianti
I cookie permanenti salvano un file sul computer per un lungo periodo di tempo. Questo tipo di cookie possiede una data di scadenza. I cookie permanenti consentono ai siti Web di ricordare informazioni e impostazioni alle successive visite degli utenti, rendendo così l'esplorazione più pratica e rapida, poiché, ad esempio, non è più necessario effettuare l'accesso.
Alla data di scadenza, il cookie viene automaticamente eliminato quando si effettua il primo accesso al sito Web che lo ha creato.

Cookie di prime parti
Questi cookie vengono impostati dai siti Web stessi (con dominio uguale a quello indicato nella barra degli indirizzi del browser) e possono essere letti solo da tali siti. Vengono comunemente utilizzati per archiviare informazioni quali le preferenze, da utilizzare alle successive visite al sito.

Cookie di terze parti
Questi cookie vengono impostati da domini diversi da quello indicato nella barra degli indirizzi del browser, ovvero da organizzazioni che non corrispondono ai proprietari dei siti Web.
I cookie utilizzati, ad esempio, per raccogliere informazioni a fini pubblicitari e di personalizzazione dei contenuti, oltre che per elaborare statistiche Web, possono essere "cookie di terze parti".
I cookie di terze parti consentono di ottenere sondaggi più completi delle abitudini di esplorazione degli utenti e si ritiene che siano più sensibili dal punto di vista dell'integrità. Per questo motivo, la maggior parte dei browser Web permette di modificare le impostazioni in modo che tali cookie non vengano accettati.

Di seguito un elenco dei servizi utilizzati sul sito Psicologi Italiani che impostano cookie di terze parti:

Google Analytics (Google)
Google Anayltics è un servizio di analisi web fornito da Google, Inc. ("Google") che utilizza dei "cookie" mediante i quali raccoglie Dati Personali dell'Utente che vengono trasmessi a, e depositati presso i server di Google negli Stati Uniti. Google utilizza queste informazioni allo scopo di tracciare e esaminare il vostro utilizzo del sito web, compilare report sulle attività del sito web per gli operatori del sito web e fornire altri servizi relativi alle attività del sito web e all'utilizzo di Internet. Google non associa l'indirizzo IP dell'utente a nessun altro dato posseduto da Google. L'eventuale rifiuto di utilizzare i cookies, selezionando l'impostazione appropriata sul vostro browser, può impedire di utilizzare tutte le funzionalità di questo sito web.

Social Widgets/Buttons
Servizi che consentono agli utenti di interagire con i social network direttamente all'interno di altri siti web.

Facebook social buttons/widgets (Facebook)
Servizio gestito da Facebook Inc. società che aderisce all'iniziativa Safe Harbor Privacy Policy Framework, garantendo un trattamento dei Dati Personali in linea con gli standard di sicurezza europei. Il servizio consente all'Utente di interagire con il social network tramite questo sito web. Facebook, grazie al click dell'Utente, acquisisce i dati relativi alla visita dello stesso sul Sito. Facebook non condivide alcuna informazione o dato in suo possesso con il Sito o il Titolare del Trattamento. Per maggiori informazioni sull'utilizzo dei Dati Personali da parte di Facebook Inc. si prega di consultare il seguente link: www.facebook.com/privacy/explanation.php

Twitter social buttons/widgets (Twitter)
Servizio gestito da Twitter, società che aderisce all'iniziativa Safe Harbor Privacy Policy Framework, garantendo un trattamento dei Dati Personali in linea con gli standard di sicurezza europei. Il servizio consente all'Utente di interagire con il social network tramite questo sito web. Twitter, grazie al click dell'Utente, acquisisce i dati relativi alla visita dello stesso sul Sito. Twitter non condivide alcuna informazione o dato in suo possesso con il Sito o il Titolare del Trattamento. Per maggiori informazioni sull'utilizzo dei Dati Personali da parte di Twitter si prega di consultare il seguente link: twitter.com/privacy

Gestione dei cookie

Poiché i cookie sono normali file di testo, è possibile accedervi utilizzando la maggior parte degli editor di testo o dei programmi di elaborazione testi. Per aprirli, è sufficiente fare clic su di essi. Di seguito è riportato un elenco di collegamenti che spiegano come visualizzare i cookie all'interno dei vari browser. Se il vostro browser non è presente, fate riferimento alle informazioni sui cookie fornite dal browser stesso. Se utilizzate un telefono cellulare, consultate il relativo manuale per reperire ulteriori informazioni.

Firefox
https://support.mozilla.org/en-US/kb/cookies-information-websites-store-on-your-computer

Chrome
https://support.google.com/chrome/bin/answer.py?hl=en&answer=95647&topic=14666&ctx=topic

Internet Explorer
http://windows.microsoft.com/en-US/internet-explorer/delete-manage-cookies

Safari
http://support.apple.com/kb/PH17191?viewlocale=it_IT

Disattivazione/attivazione o eliminazione dei cookie

I cookie possono essere limitati o bloccati mediante le impostazioni del browser.

Se preferite che i siti Web non memorizzino alcun cookie nel vostro computer, impostate il browser in modo da ricevere una notifica prima dell'archiviazione di ogni cookie. In alternativa, potete impostare il browser in modo che rifiuti tutti i cookie o solo i cookie di terze parti. Potete anche eliminare tutti i cookie già presenti nel sistema. È importante sottolineare che le impostazioni devono essere modificate separatamente in ogni browser e computer utilizzato.

Se impostate il blocco della memorizzazione dei cookie, Psicologi Italiani non può garantire un corretto funzionamento del sito Web. Alcune funzioni del sito potrebbero risultare non disponibili e potrebbe non essere più possibile visualizzare determinati siti Web. Inoltre, il blocco dei cookie non elimina la visualizzazione degli annunci pubblicitari. Semplicemente, questi non saranno più personalizzati in base ai vostri interessi e verranno riproposti con maggiore frequenza.

In ogni browser le impostazioni vengono modificate seguendo una diversa procedura. Se necessario, per definire impostazioni corrette utilizzate la funzione di Guida del browser.

Per disattivare i cookie su un telefono cellulare, consultate il relativo manuale per reperire ulteriori informazioni.

Informazioni più dettagliate relative ai cookie su Internet sono disponibili all'indirizzo http://www.aboutcookies.org/

Altri cookie/cookie imprevisti

Considerando il funzionamento di Internet e dei siti Web, non sempre siamo in grado di controllare i cookie che vengono memorizzati da terze parti attraverso il nostro sito Web. Questo vale soprattutto nei casi in cui la pagina Web contenga i cosiddetti elementi incorporati: testi, documenti, immagini o brevi filmati che sono archiviati altrove, ma vengono visualizzati nel o attraverso il nostro sito Web.
Di conseguenza, qualora nel sito Web venisse rilevato un cookie non imputabile ad uno dei servizi di terze parti elencato, vi preghiamo di comunicarcelo. In alternativa, potete contattare direttamente le terze parti interessate e chiedere informazioni sui cookie che inviano, a quali scopi, qual è la loro durata e come garantiscono la privacy degli utenti.