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L'intelligenza spirituale

Seguendo una prospettiva scientifica, potrebbe esserci una vera forma di abilità che prende il nome di intelligenza spirituale? E se si, quale sarebbe la sua natura? Una revisione critica al concetto di Robert Emmons.

intelligenza spiritualeIspirato dal concetto di intelligenza multipla di Gardner, il concetto di “intelligenza spirituale” ha guadagnato popolarità negli ultimi anni.

Sebbene sia stata eseguita una ricerca empirica limitata per convalidare il concetto, è stata scritta una grande quantità di sciocchezze su questo argomento, che va ben al di là di qualsiasi prova empirica.

Tuttavia, il Dottor Scott McGrill, psicologo e ricercatore, ritiene che vi sia possibilità di studiare esperienze di natura “spirituale” da un punto di vista scientifico senza necessariamente sostenere credenze spirituali che non sono basate sull'evidenza.

Quindi, piuttosto che liquidare il concetto di “intelligenza spirituale”, sarebbe interessante valutare quanto, e se, la spiritualità e l'intelligenza possono essere combinate in modo significativo.

Sebbene siano stati proposti diversi modelli di intelligenza spirituale, in questo articolo si esaminerà criticamente il concetto sviluppato da Robert Emmons.

Il Dottor McGrill si è chiesto:

Potrebbe esistere una vera forma di abilità che va sotto il nome di intelligenza spirituale? E se si, quale sarebbe la sua natura?

Emmons definisce l'intelligenza spirituale “come l'uso adattivo delle informazioni spirituali per facilitare la risoluzione dei problemi ed il conseguimento degli obiettivi quotidiani”.

Questo va distinto dal più ampio concetto di spiritualità, che egli definisce come “ricerca del sacro”, cioè, un'esperienza che ha un significato in sé.

Emmons sostiene che l'intelligenza spirituale può essere utilizzata per migliorare la qualità generale della propria vita e migliorare il proprio benessere.

Più specificamente, la considerava applicabile a tutti quegli aspetti legati al significato e alla risoluzione dei problemi del dominio spirituale.

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Emmons afferma che l'intelligenza spirituale può portare all'integrazione della personalità, cioè “realizzare l'unità nella persona, liberare la psiche dal tumulto interiore e dal conflitto”.

Ciò di cui Emmons sembra parlare, secondo il Dottor McGrill, è qualcosa che fornisce un quadro unificante per tutta la vita, specialmente la propria vita interiore.

In particolare, l'obiettivo sembra essere quello di creare uno stato di funzionamento caratterizzato dall'armonia piuttosto che dal conflitto, presumibilmente dove tutti gli sforzi e gli impulsi di una persona sono coordinati al servizio di uno scopo generale che viene percepito come un profondo significato personale.

Emmons afferma che l'intelligenza spirituale consiste di diverse componenti: capacità di trascendere il fisico ed il materiale, capacità di sperimentare stati di coscienza elevati, capacità di santificare l'esperienza quotidiana e capacità di utilizzare risorse spirituali per risolvere i problemi.

Originariamente, egli include anche la capacità di essere virtuoso, ma ritirerà questo concetto in seguito a delle critiche secondo cui le virtù sarebbero componenti non cognitive della personalità, e quindi non caratteristiche dell'intelligenza.

Emmons ha spiegato che le prime due componenti riguardano la capacità di una persona di sperimentare stati di coscienza trascendentali e mistici, come sperimentare un senso di unità con tutte le cose.

Sosteneva che gli individui spiritualmente intelligenti fossero molto abili nell'entrare in tali stati.

La terza componente, la santificazione, si riferisce all'essere in grado di assorbire le attività della vita quotidiana conferendogli un significato spirituale, come essere in grado di identificare uno scopo elevato nei propri sforzi quotidiani.


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La quarta componente riguarda il coping religioso e spirituale, come la revisione delle proprie priorità nella vita o il ritrovamento di significato nelle esperienze traumatiche.

Emmons giustifica il concetto di intelligenza spirituale usando la struttura delle intelligenze multiple di Gardner.

Secondo il Dottor McGrill uno dei problemi principali con teorie che coinvolgono il concetto di “intelligenze multiple” è che se la teoria è corretta, allora i vari tipi di “intelligenze” dovrebbero essere statisticamente distinte l'una dall'altra e dall'intelligenza generale o QI.

Cioè, dovrebbe essere comune per le persone avere un'abilità elevata in alcuni tipi di intelligenza, e non in altre.

Tuttavia, la ricerca fino ad oggi ha scoperto in modo schiacciante che le diverse abilità che coinvolgono la cognizione sono fortemente e positivamente correlate.

Quindi, le persone che sono alte in certe abilità, il più delle volte, tendono ad essere alte anche nelle altre. Questo, secondo il Dottor McGrill vale anche per “l'intelligenza emotiva”, un'altra forma di intelligenza alternativa che “è stata erroneamente pubblicizzata come più importante per il successo del QI”.

I tentativi di valutare l'intelligenza emotiva hanno utilizzato approcci inerenti i “tratti” e le abilità”; la ricerca ha scoperto che i tratti dell'intelligenza emotiva sono sostanzialmente correlati ai tratti di personalità, i quali a loro volta, variano in funzione del contesto socio-culturale in cui l'individuo è inserito.

Ciò suggerisce che l'intelligenza emotiva molto probabilmente non è un tipo di intelligenza completamente distinto, ma semmai l'applicazione dell'intelligenza generale al dominio delle emozioni.

Allo stesso modo, l'intelligenza spirituale non è altro che un'applicazione delle intelligenza generale alle preoccupazioni spirituali.

È interessante notare che, sebbene Gardner abbia una mentalità aperta riguardo alla possibile esistenza dell'intelligenza “spirituale”, la capacità di pensare profondamente la natura della realtà ed il proprio posto in essa, lo ha portato a respingere l'idea di una tale intelligenza, perchè la spiritualità implica esperienze fenomenologiche che non possono essere considerate intrinseche alla caratteristica fondamentale dell'intelligenza, come ad esempio la capacità di eseguire calcoli.

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In aggiunta a questo, essendo la spiritualità, la religione e le credenze mistiche strettamente vincolate, veicolate, nonché prodotte dal contesto sociale che conferisce una certa “forma” e sostanza a tali aspetti, la componente soggettiva individuale fa sì che tale ipotetica forma di intelligenza sia estremamente variabile e soggetta a cambiamenti repentini in base al periodo storico, politico, sociale e culturale che l'individuo sta sperimentando.

Si potrebbe quindi considerare “l'intelligenza spirituale” come una capacità di ragionare e applicare intuizioni a partire da esperienze di questo tipo.

Emmons definisce la spiritualità come una ricerca del sacro, per un'esperienza significativa in sé e per sé. Definisce l'intelligenza come “l'implementazione di una serie di strumenti per arrivare ad una vita più produttiva, più efficace, più felice e alla fine più significativa”.

Si noti che questa è una definizione di intelligenza carica di valore, ma le definizioni più tradizionali sono neutre dal punto di vista del valore.

Ad esempio, essere intelligenti nel senso più convenzionale non rende necessariamente più felici, e le persone che non sono molto intelligenti possono, al contrario, essere molto felici.

Tuttavia, essere intelligenti è vantaggioso nel risolvere molti tipi di problemi. Forse le persone “spiritualmente intelligenti” sono più brave a risolvere problemi legati alla loro qualità della vita?

Vi sono prove che le esperienze di natura spirituale, come il sentirsi connessi ad una realtà più ampia o avere la sensazione che la propria vita abbia un significato, possono indubbiamente avere un effetto positivo sul proprio benessere.

Tuttavia, Emmons nota che anche la spiritualità può produrre dei problemi, affermando che “la spiritualità può promuovere un sano funzionamento in alcuni ambiti della vita mentre fallisce in altri”.

Ad esempio, le persone potrebbe iniziare a preoccuparsi così tanto delle questioni spirituali fino a trascurare le occupazioni quotidiane.

Forse, è qui che la parte dell'intelligenza diviene importante; cioè, avere la capacità di fare uso delle esperienze spirituali in modo adattivo ed equilibrato rispetto allo sviluppo di qualche forma di patologia spirituale.

Pertanto, l'individuo spiritualmente intelligente potrà presumibilmente: fare buon uso di qualsiasi intuizione abbia acquisito dalle proprie esperienze, sentirsi bene con sé stesso, o ritirarsi dalla vita di tutti i giorni per dedicarsi al proprio mondo spirituale.

 

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

 

Bibliografia

Emmons, R. A. (2000a). Is Spirituality an Intelligence? Motivation, Cognition, and the Psychology of Ultimate Concern. International Journal for the Psychology of Religion, 10(1), 3-26.

Gardner, H. (2000). A Case Against Spiritual Intelligence. International Journal for the Psychology of Religion, 10(1), 27-34. 

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