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La depressione ed il suicidio infantile

Quanto è comune la depressione nei bambini? Come appare la depressione nei bambini? Qual è il rischio di suicidio nei bambini con depressione? Qual è il corso sperimentale della depressione nei bambini e negli adolescenti e come si può trattare?

depressione infantile suicidioLa depressione si verifica nell'1-2% dei bambini prima della pubertà. Si può anche osservare una forma di depressione nei bambini in fase prescolare, anche se è molto meno comune.

 

Ciò avviene solitamente quando vi è una forte storia familiare di depressione.

Dopo la pubertà il tasso di depressione aumenta notevolmente a circa il 3-8% con un tasso più elevato nelle ragazze rispetto ai ragazzi.

Uno su cinque adolescenti sperimenta un disturbo depressivo nel momento in cui raggiunge l'età adulta.

Come appare la depressione nei bambini?

I sintomi depressivi riguardano l'assenza di divertimento, difficoltà di concentrazione, sentimenti di colpa, problemi di sonno e appetito; questi aspetti sono simili nei bambini e negli adolescenti.

Nella fase pre-puberale invece, la depressione spesso emerge in famiglie con alta conflittualità e questi bambini presentano anche altri problemi, in particolare disturbi della condotta.

La depressione presente in questa categoria può innescare altre problematiche come la criminalità, l'abuso di sostanze, l'autolesionismo ed il suicidio.

La depressione adolescenziale ha un decorso più simile all'età adulta e, infatti, gli adolescenti depressi hanno maggiori probabilità di esperire un altro episodio di questo tipo durante la vita adulta.

Gli adolescenti depressi spesso di impegnano in una serie di comportamenti rischiosi, tra cui abuso di droga e alcool, autolesionismo non suicidario, comportamenti suicidi e sesso non protetto.

Nell'esaminare il funzionamento cerebrale dei bambini depressi e degli adolescenti, i ricercatori hanno scoperto che, rispetto alla giovinezza sana, essi mostrano un controllo cognitivo delle loro emozioni meno efficace, maggiore reattività emotiva in risposta agli stimoli emotivi come volti spaventosi ed una diminuzione della risposta a situazioni gratificanti.

Rispetto ai fattori di rischio per lo sviluppo della depressione in questa categoria, la storia familiare si pone come maggior fattore di rischio.

La letteratura sottolinea che in presenza di un genitore depresso, è quattro volte più probabile che il soggetto sviluppi tale psicopatologia.

Studi su gemelli separati alla nascita mostrano che il 50% della depressione è genetica ed il restante 50% è legata all'ambiente.

Inoltre, la presenza di un genitore che ha avuto una depressione precoce rende più probabile che si manifesti anche nel figlio.

I fattori di rischio nei bambini includono: basso peso alla nascita, abuso infantile, avversità estreme, morte del genitore in età precoce, storia familiare della malattia depressiva, insonnia, difficoltà nella regolazione delle emozioni, distorsione cognitiva, attrazione sessuale di tipo omosessuale, abuso di cannabis e alcool.

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Il rischio è ridotto quando è presente una relaziona positiva tra genitore e figlio.

Ad esempio, gli studi hanno dimostrato che il cenare o pranzare ogni giorno con la famiglia protegge i bambini da una vasta gamma di comportamenti a rischio per la salute.

Qual è il rischio di suicidio nei bambini con depressione?

I bambini e gli adolescenti con la depressione sono circa 8-20 volte più probabili di commettere il suicidio rispetto a soggetti senza depressione.

Molto spesso non è solo la presenza di depressione, ma anche la combinazione con altre condizioni, tra cui alcool, abuso di sostanze e aggressività impulsiva.

Uno studio ha confrontato due gruppi di bambini con depressione, sottolineando che quelli che erano arrivati a commettere il suicidio avevano manifestato un altro sintomo, come l'insonnia, la settimana prima del suicidio.

L'ambiente familiare svolge pertanto un ruolo significativo. I bambini in famiglie altamente conflittuali hanno un rischio maggiore di pensare e compiere il suicidio.

Inoltre, i bambini che sono “disconnessi”, senza legami alla famiglia, agli amici o alle istituzioni, sono più suscettibili al suicidio.

Infine, la disponibilità in casa di una pistola è un altro fattore di rischio. Se si guarda al suicidio di adolescenti al di sotto dei 16 anni, solo il 60% presenta un chiaro disturbo psichiatrico.

Nel restante 40%, l'unico fattore differenziante questi ultimi dai bambini normali riguardava il fatto che in casa di ragazzi giovani morti per suicidio, era presente una pistola carica.

A questo punto ci si chiede, qual è il corso sperimentale della depressione nei bambini e negli adolescenti e come si può trattare?

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Se non trattato, l'episodio medio depressivo durerà tra i 4 e gli 8 mesi. Se il recupero è incompleto si è più a rischio di sviluppare una depressione cronica, che diviene così più difficile da trattare.

La depressione si ripresenta generalmente entro una finestra temporale di 5 anni.

Rispetto al trattamento, le migliori modalità di approccio riguardano una combinazione di farmaci e psicoterapia.

Esistono molte diatribe circa l'uso di antidepressivi per i bambini; se esaminiamo il rischio di eventi suicidari, comprendendo anche l'ideazione suicidaria, in tutti gli studi clinici di oltre 4.000 bambini, non vi erano suicidi completati ed il rischio era aumentato del solo 0.9%, rispetto ai giovani in condizioni di placebo.

Vi sono undici volte più bambini che beneficiano del trattamento con un antidepressivo rispetto a coloro che stanno per commettere un suicidio.

Infatti, gli studi sulla popolazione mostrano che esiste una relazione inversa tra le vendite di Inibitori Selettivi del Re-uptake della Serotonina (SSRI) ed il suicidio.

La psicoterapia è comunque elemento imprescindibile nel trattamento dei bambini con depressione.

Le due forme di trattamento più comunemente utilizzate sono: la terapia cognitivo-comportamentale che aiuta a identificare e risolvere i problemi attorno i comportamenti, e la terapia interpersonale, che guarda al bambino rispetto al contesto e alle sue interazioni sociali.

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Nel primo caso, ossia terapia cognitivo-comportamentale, potrebbe non risultare efficace nel caso in cui i bambini hanno un genitore con depressione o una storia di abuso di minori.

In questo caso, è essenziale affrontare la depressione genitoriale in combinazione al trattamento del bambino.

La terapia interpersonale comunemente aiuta i bambini rispetto ai dissapori genitoriali e familiari, oltre che per altri problemi interpersonali. È importante proseguire il trattamento anche dopo che il bambino sta meglio.

Un tipo di trattamento familiare, definito Terapia familiare basata sull'attaccamento, sembra essere un trattamento promettente per gli adolescenti depressi.

Una volta che i bambini e gli adolescenti si riprendono dalla depressione, è importante fornire un trattamento continuo per 6-12 mesi al fine di prevenire le recidive.

Cosa si potrebbe fare per prevenire tutto ciò?

Sicuramente interventi che tentano di aumentare la resilienza familiare, migliorare la comunicazione genitoriale con i figli, monitorare e supervisionare l'efficacia dei genitori, e per gli adolescenti, adattamenti del comportamento e della cognizione, nonché terapie interpersonali per prevenire la depressione.

Volendo concludere, l'individuazione ed il trattamento precoce sono fondamentali, poiché la depressione più non viene trattata nel tempo, più diviene difficile da trattare.

Il modo più semplice per farlo è quello della “cura collaborativa”, in cui i diversi specialisti cooperino nelle pratiche di assistenza primaria per ridurre il problema dello stigma e fornire un accesso più facile all'assistenza sanitaria mentale.

Bisogna inoltre investire nella ricerca di nuovi trattamenti per bambini che hanno esperito molte avversità, in quanto rappresentano una grande parte della popolazione clinica per cui non si ha ancora un trattamento efficace.

 

Tratto da PsychologyToday

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)

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