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La politica del trauma: separare le madri dai propri figli

Nell'articolo “Migrant Families Reunite Uneasily as Rules Change,” Miriam Jordan, Katie Benner, Ron Nixon and Caitlin Dickerson (2018), riferiscono che dopo mesi di separazione dai loro figli piccoli, quando finalmente le madri di Phoenix rincontravano i loro figli piccoli, questi reagivano rifiutandole.

la politica del trauma separare le madri dai propri figliL'amministrazione politica Statunitense capeggiata dal Presidente Donald Trump, promuovendo una politica della “tolleranza zero” sul tema dell'immigrazione, ha innescato forti reazioni nell'opinione pubblica internazionale, di fronte ad immagini in cui centinaia di bambini sono stati forzatamente separati dalle proprie famiglie.

Osservare il rifiuto dei bambini nei confronti delle proprie madri, per quanto straziante, in realtà, non è un comportamento sorprendente.

La ricerca sui neonati iniziata negli anni '50 ha dimostrato l'impatto negativo che si produce nei bambini piccoli quando vengono separati dai loro genitori.

Renè Spitz paragonò un gruppo di bambini cresciuti in culle isolate con quelli cresciuti nella prigione dove erano detenute le loro madri.

Il 37% dei bambini cresciuti in isolamento nel reparto ospedaliero morì, ma ciò non si verificò trai bambini cresciuti in prigione.

Questi ultimi erano infatti cresciuti più rapidamente, prendendo peso molto più velocemente.

Gli orfani che erano riusciti a sopravvivere in ospedale, al contrario, erano magri e mostravano evidenti problemi psicologici, cognitivi e comportamentali.

La Spitz ha dimostrato che gravi problemi di salute mentale e comportamentale potrebbero derivare dall'impossibilità di ricevere le cure materne in una determinata fase dello sviluppo.

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Harry Harlow proseguì il lavoro di Spitz progettando un esperimento con delle scimmie che dimostrava l'importanza del contatto fisico e, successivamente, fu John Bowlby a sottolineare che un'interruzione nel legame madre-figlio a causa della separazione fisica si traduce in ansia, dolore e depressione.

Mary Ainsworth sviluppò ulteriormente molte delle idee esposte da Bowlby nei suoi studi.

Ha identificato l'esistenza di ciò che lei chiama “comportamento di attaccamento”, esempi di comportamento dimostrati da bambini insicuri nella speranza di stabilire o ristabilire un attaccamento con un caregiver assolutamente assente.

Tutta la ricerca sull'attaccamento tra madre e figlio negli ultimi 70 anni dimostra le deleterie conseguenze della separazione genitore-figlio.

Eppure, il Presidente Donald Trump istituì una politica di separazione di genitori e figli al confine messicano senza preoccuparsi degli effetti duraturi che avrebbe prodotto sulle famiglie, in particolare sui bambini.

Le madri di Phoenix sentono che i loro figli le stanno rifiutando quando non rispondono loro o reagiscono con rabbia durante il momento di riconciliazione.

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La realtà è che il bambino è stato traumatizzato ed il suo attaccamento sicuro al genitore è stato annullato.

Quello che una volta era un attaccamento sicuro è stato trasformato in uno insicuro ed il bambino che sembra ignorare la madre ha sviluppato una modalità evitante di attaccamento come adattamento allo stress per non essere in grado di comprendere i motivi per cui è stato abbandonato da sua madre.

Il bambino non riesce cioè a distinguere i motivi per cui sua madre lo ha lasciato; lui sa solo che lo madre lo ha abbandonato.

A questo proposito, cosa potrebbe aiutare i genitori ed i bambini a rianimare il loro attaccamento?

Sfortunatamente, il danno che è stato fatto a queste famiglie non può essere annullato. Sia i bambini che i loro genitori sono stati traumatizzati.

Molti dei genitori si aspettano di essere accolti a braccia aperte dai loro figli e non sono preparati alla rabbia, al rifiuto e alla depressione che i bambini inizieranno a manifestare ad un certo punto.

Dopo tutti, i genitori potrebbero pensare, che non è dipeso da loro. Nella migliore delle ipotesi, i genitori trarrebbero grandi benefici da un intenso percorso di sostegno psicologico per comprendere cosa aspettarsi e come rianimare il legame genitore-figlio che è stato strappato così violentemente.

Tuttavia, in tutti quei paesi in cui l'incitamento (in)diretto al razzismo e alla discriminazione sembra essere diventata la norma, il non pensare agli effetti della loro politica automaticamente richiama l'incapacità di riflettere su come aiutare quelle famiglie che hanno tentato di distruggere.

 

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

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