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La psicologia della prima impressione

Secondo una recente ricerca le decisioni che prendiamo rispetto alle persone che ancora non conosciamo avverrebbero pochi secondi prima, o addirittura alcuni minuti prima di incontrarla.

prima impressione psicologiaQuando incontriamo qualcuno per la prima volta, secondo il senso comune, la prima impressione è quella che conta!

Da un punto di vista psicologico, l'emettere giudizi su altre persone, in base alle nostre impressioni e osservazioni iniziali, è certamente naturale.

Con ogni probabilità, l'inclinazione a pronunciare determinati giudizi, soprattutto quelli iniziali, è radicata nella nostra prima necessità evolutiva di determinare se un estraneo rappresenti una minaccia oppure no.

La capacità di riconoscere rapidamente l'espressione facciale di uno sconosciuto, o l'intenzione celata dietro una determinata postura, potrebbe determinare una nostra differente reazione nel sentirci più a nostro agio, o una tendenza a diffidare.

L'affidarsi alle prime impressioni è certamente un qualcosa di sfumato, che determina però un'oscillazione rispetto all'esattezza di tali giudizi.

Oggi, le prime impressioni vengono tipicamente a formarsi durante un incontro faccia a faccia, come un evento extra-lavorativo o anche durante un colloquio di lavoro.

Essenzialmente riusciamo a captare già qualcosa da come si presenta la stanza della persona da cui ci rechiamo, da come si viene accolti, come pronuncia il saluto e infine mentre ci stringe la mano.

Per comprendere meglio la meccanica della prima impressione, verranno ora presentati i risultati di alcune recenti ricerche su come i nostri comportamenti agiscono per influenzare le prime impressioni e come gestire al meglio questi ultimi per ottenere un risultato positivo.

I ricercatori della Princeton University hanno scoperto che le persone tendono ad emettere giudizi rispetto ad aspetti quali la fiducia, la competenza e la simpatia in un lasso di tempo brevissimo, e solo dopo pochi secondi aver visto il volto di qualcuno.

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All'interno del loro studio Janine Willis e Alexander Todorov hanno scoperto che di tutti i tratti esaminati, i partecipanti giudicavano, entro un massimo di 100millisecondi, aspetti legati alla fiducia ed attendibilità.

Anche quando hanno avuto più tempo a disposizione per poter emettere i loro giudizi sulla fiducia, generalmente tendevano a non cambiare, il che significa che le nostre valutazioni primarie sono molto simili rispetto a quelle secondarie.

In un'intervista, i ricercatori hanno spiegato:

Noi decidiamo molto rapidamente se una persona possiede molti tratti che riteniamo importanti, come ad esempio la simpatia e la competenza, anche se non abbiamo ancora scambiato una sola parola con loro. Il legame tra i tratti del viso e il carattere può comunque illudere la nostra prima impressione, in quanto, le nostre menti sono comunque in grado di ridimensionare nuovamente la stessa persona”.

Ecco perchè, secondo i ricercatori, è bene, soprattutto al primo incontro, o colloquio di lavoro, entrare sentendosi fiduciosi e a proprio agio, perchè probabilmente questo apparirà sul nostro volto.

Un'altra ricerca della University of Glasgow, suggerisce che spesso alcuni giudizi sulla personalità degli altri si basano sul loro tono di voce.

I ricercatori hanno scoperto che gli uomini e le donne che presentano un tono di voce alto vengono valutati come affidabili e simpatici; sebbene queste sentenze non siano necessariamente esatte, sembrano essere coerenti.

Tuttavia, parlare con un tono più alto del normale non è sempre un vantaggio; i ricercatori dell'Università di Miami hanno scoperto che sia gli uomini che le donne che parlano invece con un tono di voce basso vengono spesso associati a posizioni di leadership.

I ricercatori hanno notato che tale aspetto è maggiormente presente negli uomini, e poiché le donne hanno solitamente la voce più alta rispetto alla controparte, questo potrebbe configurarsi come un fattore che non consente alle donne di acquisire ruoli di leadership rispetto agli uomini.

McAleer e i suoi colleghi consigliano di imparare a controllare questo aspetto, in quanto potenziale strumento per fare una buona prima impressione.

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Anche per quanto riguarda la stretta di mano, secondo il senso comune, è da molto tempo che si sottolinea come questa sia fondamentale per fare una buona prima impressione.

I ricercatori dell'Università dell'Alabama hanno trovato che una stretta di mano ferma è legata a tratti come positività, estroversione ed espressività emotiva.

I ricercatori hanno anche notato che le donne possono trarre beneficio da una stretta di mano forte, in quanto è un buon modo per proiettare la fiducia e l'assertività.

Tuttavia, è importante notare che altre ricerche hanno mostrato che dimostrare il dominio attraverso una forte stretta di mano può avere un impatto negativo sulla possibilità di rimandare messaggi di fiducia, soprattutto al primo incontro.

Essere troppo rigidi può quindi mettere l'altra parte sula difensiva. In altre parole quella buona stretta di mano non può essere troppo ferma, perciò andate alla ricerca di un giusto compromesso.

Volendo concludere, la prossima volta che avete una riunione, un colloquio di lavoro, o semplicemente un nuovo primo incontro, ricordatevi di quel primo sguardo, moderare il tono di voce e occhio alla stretta di mano!

 

Tratto da PsychologyToday

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)

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