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La scienza ha scoperto un nuovo modo per eliminare le crisi epilettiche.

Un team di ricercatori ha individuato una nuova strategia per curare l’epilessia.


epilessiaAumentare la concentrazione di specifici grassi nel cervello potrebbe eliminare le crisi epilettiche.


Questo è quanto emerso in un nuovo studio, condotto dai gruppi di ricerca del Professor Patrik Verstreken (VIB-KU Leuven) e del Professor Wim Versées (VIB-Vrije Universiteit Brussel), e pubblicato sul giornale “Nature Structural & Molecular Biology”.

Il Professor Patrik Verstreken è specializzato nella ricerca sulla funzionalità del cervello, soprattutto per quel che riguarda le sinapsi, ovvero le giunzioni tra le cellule nervose, attraverso le quali vengono trasmessi i segnali elettrici. Egli è interessato, in particolare, allo studio di quei disturbi cerebrali, come la Malattia di Parkinson, nei quali c’è una comunicazione compromessa proprio a questo livello.

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Il Professor Wim Versées, invece, esamina i processi che si verificano nelle nostre cellule, fino ad arrivare al livello delle singole molecole e dei singoli atomi: raffigurando le strutture tridimensionali delle molecole proteiche, lo studioso cerca di ottenere, infatti, informazioni cruciali sul loro ruolo nella cellula e sui meccanismi che sottostanno i vari disturbi.


Il ruolo chiave di TBC1D24.

Nella precedente ricerca, che coinvolgeva i moscerini della frutta, il Professor Verstreken aveva già dimostrato che una proteina, conosciuta con il nome “Skywalker”, giocava un ruolo chiave nel mantenere intatta la comunicazione tra le cellule cerebrali.
Una proteina quasi identica è presente anche nel cervello umano ed è denominata ‘TBC1D24’.

Il Professor Patrik Verstreken (VIB-KU Leuven) ha spiegato: “Mutazioni genetiche della proteina TBC1D24 causano un’alterazione, conosciuta come la Sindrome DOOR, la quale è caratterizzata, oltre che da sordità, unghie deformi, fragilità delle ossa e ritardo mentale, anche da neurodegenerazione, difficoltà nel movimento ed epilessia”.


L’analisi a livello atomico.

Unendo le forze con il Professor Wim Versées, gli scienziati furono capaci di raffigurare la struttura tridimensionale di Skywalker, rendendo, così, possibile studiare la proteina nei più piccoli dettagli.

Lo studioso ha spiegato: “Osservare Skywalker, attraverso queste modalità, ci dà un quadro completamente nuovo sulla precisa funzione di questa proteina e, quindi, anche di TBC1D24.
Tra le altre cose, inoltre, abbiamo scoperto che essa si connette con specifici grassi cerebrali.
E, cosa più importante, si è visto che questa connessione è compromessa in oltre il 70% dei pazienti con una mutazione di TBC1D24”.


Intervenire sulle crisi epilettiche.

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Sulla base di questa scoperta, gli scienziati hanno aumentato la concentrazione di specifici grassi cerebrali, nei moscerini della frutta che presentavano una mutazione di Skywalker.

Cosa è successo?
Le crisi epilettiche nei moscerini malati furono eliminate completamente.

Il Professor Patrik Verstreken (VIB-KU Leuven) ha aggiunto: “Il nostro lavoro mostra che aumentare la concentrazione di determinati grassi cerebrali, in prossimità delle sinapsi di pazienti con una mutazione di TBC1D24, è una possibile strategia per prevenire le crisi epilettiche.
E, nonostante il nostro lavoro si focalizzi solo su persone con mutazioni a carico di TBC1D24, pensiamo che i nostri risultati potrebbero essere importanti per poter intervenire su diverse forme di epilessia”.

Il Professor Wim Versées (VIB-Vrije Universiteit Brussel) ha concluso: “I nostri due gruppi di ricerca continueranno a collaborare con il fine di cercare le strategie per aumentare la concentrazione di questi grassi nel cervello e, quindi, per prevenire le crisi epilettiche.
Questa ricerca ha giovato della reciproca influenza tra Biologia strutturale, Biochimica e Genetica, quindi continueremo sicuramente ad usare questa via interdisciplinare”.
    

 

 

 

Fonte: PsyPost.org             

 

(Traduzione ed adattamento a cura della Dottoressa Alice Fusella)

 

 

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