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La vera natura della gelosia

La gelosia potrebbe essere considerata ereditaria? Esisterebbero dei geni predisponenti alla gelosia? O potrebbe essere un elemento culturale? E le relazioni precedenti… quanto influenzano la percezione di eventuali minacce al rapporto attuale?

GelosiaMolti di noi hanno sicuramente sperimentato e vissuto la gelosia durante la propria esistenza; sicuramente sappiamo come identificare la gelosia quando si manifesta in noi, e possiamo anche riuscire a dedurla dagli altri, in base alle azioni che mettono in atto.

Ma che cos’è esattamente la gelosia?

Nel modello tradizionale della psicologia evolutiva, la gelosia è una risposta ereditaria che, a suo tempo, ha aumentato e favorito le nostre possibilità di sopravvivenza.

Secondo questa prospettiva, gli uomini hanno da sempre mostrato la gelosia soprattutto in risposta alle minacce sessuali percepite verso la propria relazione.

La donna invece, mostra la gelosia soprattutto in risposta alle minacce emotive percepite verso la propria relazione.

Questo ha creato, nell’immaginario collettivo, l’idea che l’uomo possieda il gene della gelosia correlato al sesso, e le donne invece quello della gelosia correlato all’emotività.

Ci sono però molti problemi rispetto a tale descrizione della gelosia: il primo è che la gelosia non si manifesta nello stesso modo nelle diverse culture, il che suggerisce che, oltre ad una componente genetica, siano anche implicati forti componenti sociali.

Pertanto la gelosia è multideterminata; la radice evolutiva della gelosia non può quindi essere ascritta alla sola competizione sessuale o minaccia emotiva, ma anche alla tendenza ereditaria ad assegnare un maggior valore a qualcosa che sentiamo come in nostro possesso, rispetto a qualcosa che invece non possediamo.

La componente culturale, in tal senso, andrebbe manifestandosi con la tendenza a considerare il partner di nostra proprietà, sia da un punto di vista emotivo che sessuale.

Quest’ultima spiegazione abbraccia la componente evolutiva della gelosia, così come il fatto che la sua intensità e frequenza possano variare abbastanza drammaticamente attraverso le diverse culture.

Chi condivide la visione tradizionale evolutiva, ritiene che la gelosia è una risposta alla percezione della minaccia di perdere il proprio partner o la paura di non essere il padre dei propri figli.

L’idea che la gelosia sia una risposta alla minaccia di perdere la propria partner è la caratterizzazione che si adatta meglio alle esperienze di gelosia presentate dalla maggior parte delle persone di oggi.

Ma, in fin dei conti, questa, che tipo di risposta è?

Ritenere che la gelosia sia la risposta all’eventuale perdita del partner, non può essere giusta del tutto; se si sa che il proprio partner ha una malattia terminale, è possibile che si verifichi una risposta di paura alla minaccia di morte imminente, ma non si verificano esperienze di gelosia.

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Da questo punto di vista, la riflessione che ne scaturisce è che la gelosia coinvolga più emozioni di una semplice paura; aneddoticamente, le persone che soffrono di gelosia all’interno della propria relazione, sperimentano spesso anche tristezza, disgusto e rabbia.

La paura, però, presa singolarmente, non innesca automaticamente questa gamma di emozioni.

Un’altra spiegazione plausibile della gelosia è la paura di perdere il proprio partner a causa di un’altra persona, e il risentimento o indignazione che si prova è legato al fatto che il partner ha creato uno stato di insicurezza.

Quando sufficientemente intensa, questo tipo di risposta può innescare sentimenti di disgusto, tristezza e/o rabbia.

Una potenziale obiezione a questa accezione di gelosia è che l’esperienza ha evidenziato come si possa essere gelosi pur non essendovi una minaccia reale per il rapporto.

Il vostro partner potrebbe essere geloso quando si incontra una persona del sesso opposto, o un amico/a di infanzia, anche se non vi è alcuna possibilità che questa amicizia potrebbe mai trasformarsi in qualcosa di più.

Per comprendere meglio tali assunzioni è quindi necessario distinguere tra istanze razionali/appropriate e quelle irrazionali/inappropriate connesse alla gelosia.

Si può verificare paura, indignazione, disgusto e così via, anche quando non vi è alcuna buona ragione che eliciti tali emozioni.

La paura di volare è un esempio calzante: è irrazionale, almeno per coloro che non hanno paura di guidare, dal momento che è molto più probabile morire in un incidente stradale piuttosto che in un incidente aereo.

Ma indubbiamente non è comunque facile liberarsi di una paura ben radicata, anzi, a volte, le persone trascorrono anni in terapia per sbarazzarsi di queste fobie.

La gelosia può definirsi irrazionale/inappropriata quando non vi sono condizioni tali da innescare la paura di perdere il partner.

Ci sono, naturalmente, anche casi in cui la gelosia è inappropriata ma comunque comprensibile, se la persona che la esperisce ha già perso qualcuno in precedenza a causa dell’arrivo di un altro partner, e quindi a causa di una minaccia sessuale o emotiva rilevante.

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Vi è però uno scenario che non può spiegare la gelosia per la descrizione proposta: spesso si esperisce gelosia con il partner attuale a causa della perdita del partner precedente che aveva intrapreso una relazione con un’altra persona.

La nostra reazione emotiva in queste circostanze potrebbe quindi essere molto razionale e appropriata.

Si può inoltre pensare che le emozioni negative vissute dopo la perdita di un partner non siano necessariamente da ricondurre alla gelosia, ma a qualcos’altro.

In alcuni casi, può essere dolore; in altri, può avere a che fare con il trattamento ingiusto che si è ricevuto.

In ogni caso, bisognerebbe prendere coscienza del fatto che nessuno possiede nessuno; la gelosia è sana quando non lede alla libertà dell’altro, ma nello stesso tempo bisogna anche sapersi guadagnare la fiducia di quella libertà!

 

Tratto da PsychologyToday

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)

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