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Le e-cigarette sono il nuovo metodo per smettere di fumare?

L’analisi dei dati più recenti per curare questo tipo di Dipendenza.


e-cigaretteLe persone sanno bene che il fumo uccide.

I fumatori sanno bene di dover smettere.

Molti, però, non ci riescono.
I medici, infatti, concordano nel dire che il fumo è la tipologia di dipendenza più difficile da debellare.


Oggi in molti si chiedono: usare le e-cigarette è un modo utile per aiutare le persone a smettere di fumare?

I risultati recenti sembrano dire di sì.

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D’altro canto, le autorità pubbliche americane disapprovano profondamente le e-cigarette, perché temono che esse possano comunque indurre le persone ad usufruire anche delle sigarette normali.

In più, preoccupa il fatto che le e-cigarette sono molto in voga tra gli adolescenti e stanno già creando un nuovo tipo di dipendenza.

Infine, gli studiosi sospettano che il vapore proveniente dalle e-cigarette sia dannoso.

A chi credere dunque?


Le e-cigarette aiutano a smettere di fumare?

Negli Stati Uniti, i professionisti che si occupano della salute pubblica argomentano che le e-cigarette non fanno altro che far continuare le persone a fumare. Costoro fanno riferimento ad una metanalisi di vari piccoli studi, effettuati dal Dott. Stanton Glantz e dalla Dott. essa Sara Kalkhoran, la quale ha stabilito che i fumatori non smettono di usare le sigarette quando usano quelle elettroniche.

Come ha puntualizzato il New York Times in una serie di articoli sull’argomento, ciò non coincide, però, con le recenti statistiche.
Alcune indagini, effettuate in Gran Bretagna, affermano, infatti, che circa la metà dei 2,8 milioni di persone che usano le e-cigarette hanno smesso di usare quelle convenzionali.

Nell’anno passato, inoltre, c’è stato un calo del 10% di fumatori negli Stati Uniti, si ipotizza proprio grazie alle e-cigarette, poiché non sono state cambiate altre variabili importanti.

Il Royal College of Physicians, infine, ha concluso che, sempre grazie alle e-cigarette, c’è stato un aumento del 50-60% dei soggetti che hanno smesso di fumare, senza ricorrere ad un trattamento clinico ad hoc.

Insomma, sembrerebbe ormai provato che le e-cigarette aiutano a smettere di fumare.
    

Quindi, dove sarebbe il problema?

Quasi mezzo milione di americani, ogni anno, muoiono a causa del fumo.

Molte di queste morti, però, riguardano i non fumatori, ovvero quelle persone che respirano indirettamente il fumo di sigarette e simili. È stato dimostrato, infatti, che anche il fumo passivo è dannoso, in modo particolare per i  bambini.

I professionisti americani, nel campo della salute pubblica, sono preoccupati anche per la mancanza di interesse e di ricerca per gli effetti del vapore passivo.
E mettono in guardia dai possibili effetti a lungo termine, che le e-cigarette potrebbero avere sugli adolescenti.


Qual è il ruolo della politica in questo dibattito?

L’industria del tabacco cerca qualsiasi “ancora di salvataggio”, che la possa mantenere sul mercato: quindi, perché non vendere, oltre alle sigarette regolari, anche quelle elettroniche, se quest’ultime forniscono una grande opportunità di guadagno?
Infatti, grazie alle numerose compagnie, ed alla regolamentazione per il loro uso, a favore di Big Tobacco, il mercato in questo settore gode di un’ampia offerta, la quale ha attirato i più giovani verso questo nuovo trend, visto come un “passatempo”, e giustificato dalla nozione del “meno dannoso”.

Dall’altra parte, ci sono, però, i professionisti americani, comprensibilmente preoccupati proprio per il facile accesso, da parte degli adolescenti, al mondo variegato delle e-cigarette, perché esso tende a coordinarsi con la ricerca della marijuana, perché i più giovani potrebbero finire col fare un uso eccessivo di entrambi, nonché per gli effetti che tutto ciò potrebbe avere sul cervello e sul rischio di sviluppare una dipendenza.

Cosa fare per smettere di fumare?

Smettere di fumare è difficile.

Cerotti e pastiglie non funzionano sempre, mentre combinare i farmaci, come vareniclina (chantix) e bupropione, con i gruppi cognitivo-comportamentali, può avere più successo.

In più, i dati sulla salute pubblica, provenienti dai recenti studi, affermano che le e-cigarette potrebbero aiutare un numero consistente di fumatori a lasciare quelle sigarette regolari. Il che dovrebbe essere incoraggiato, ricordando, però, che anche la nicotina può uccidere, ma in modo molto meno aggressivo.

Inoltre, finora, anche le emanazioni del vapore passivo, sembrano essere meno dannose, rispetto al fumo delle sigarette standard.

In ogni caso, bisogna fare qualcosa per prevenire che gli adolescenti fumino. Essere dipendenti dalla nicotina non porta nessun vantaggio per i ragazzi, soprattutto in un mondo pieno di social media e dispositivi elettronici, che forniscono fin troppe alternative di assuefazione.

E, di fatti, non è un fatto inusuale che una dipendenza sia rimpiazzata con un’altra.
È vero che, come dimostrato, le e-cigarette aiutano diversi fumatori ad abbandonare quelle normali, e che questa tendenza dovrebbe essere incoraggiata, ma è altrettanto opportuno che la gioventù di oggi sia ben preparata ad affrontare il rischio di poter soccombere ad altre tipologie, più recenti, di dipendenza.

    
    
    

 

Fonte: PsychologyToday.com        

(Traduzione ed adattamento a cura della Dottoressa Alice Fusella)

 

 

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